In vigore il Patto Ue sui migranti, arriva il nuovo fermo di 72 ore
Introdotto anche un obbligo di residenza per un massimo di 12 settimane
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In vigore da venerdì 12 giugno il Patto dell’Unione europea sulla migrazione e l’asilo. E dal Governo è stato definito, con decreto legge approvato la scorsa settimana in consiglio dei ministri e pubblicato sempre il 12 giugno in Gazzetta ufficiale (con entrata in vigore il giorno stesso), il quadro delle modifiche normative necessarie per l’adeguamento del nostro ordinamento.
Le categorie interessate
Centrale la nuova disciplina delle richieste di asilo in particolare per tre categorie di persone migranti: chi presenta rischi per la sicurezza nazionale, chi ha mentito o presentato documenti falsi sulla propria identità, chi proviene da Paesi con tassi di accoglimento delle domande inferiore al 20 per cento.
Stop al lavoro
Il testo disciplina le fasi della manifestazione di volontà, della registrazione e della formalizzazione della domanda di protezione internazionale, oltre ai documenti rilasciati al richiedente. Si interviene inoltre sull’accesso al lavoro del richiedente protezione internazionale, innalzando a 90 giorni il periodo prima del quale l’attività lavorativa è vietata.
Procedura rivista
Modifiche anche sulla disciplina del diritto del richiedente a rimanere in Italia, sulla procedura di asilo alla frontiera, sul trasferimento del richiedente soggetto alla procedura, sui criteri di infondatezza della domanda e sulle controversie per il riconoscimento della protezione internazionale nella procedura di frontiera.
Fermo di 72 ore
In campo anche il fermo amministrativo di 72 ore per accertamenti, con comunicazione al procuratore della Repubblica, convalida del giudice di pace e specifiche garanzie per i minori.








