Salvini, Vannacci e Musk esultano per la vittoria in Sassonia di Afd. Tajani: «Pessima notizia»
«Un’altra Europa è possibile» per il leader della Lega, «Nessun dorma» dice Futuro nazionale. «Ben fatto!», posta il patron di X. Meloni tace e la destra si spacca: per il vicepremier Tajani, Afd è l’antitesi dei «valori liberali e occidentali»
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Matteo Salvini non ha aspettato neppure le urne. Già domenica mattina ha mandato un messaggio ad Alice Weidel, un augurio ma anche un segnale che guarda oltre i confini tedeschi: basta agitare l’Alternative fuer Deutschland come uno spauracchio, il voto va rispettato. Qualche ora dopo arrivano i numeri e il tifo diventa festa. È un «successo clamoroso» che dimostra che «un’altra Europa è possibile», scandisce il leader della Lega, rispondendo a chi vede nell’ascesa dell’AfD un pericolo con una parola in maiuscolo: «Democrazia».
Chiedilo al Sole
A spingere ancora più a destra il quadro ci pensa Roberto Vannacci. «L’Europa cambia», esulta il leader di Futuro nazionale, prima di affondare sul cancelliere Friedrich Merz, che «ha l’ulcera» e avvertire l’intero continente: «Nessun dorma».
Il voto nel cuore della Germania orientale apre così una crepa nella maggioranza. Il brindisi di Salvini all’«amica Alice» trova subito il muro di Antonio Tajani, lontano da una forza «antitetica rispetto ai valori liberali e occidentali». La sua affermazione, osserva il leader azzurro alleato europeo di Merz, è una «pessima notizia».
«Un segnale preoccupante, certo. Ma anche un voto locale, regionale», precisa poi il ministro degli Esteri, secondo cui «La Germania è la Germania», mentre «l’Italia è l’Italia. Realtà completamente diverse, lì c’è ancora il malcontento per l’unificazione tra le due Germanie. Certo, bisogna reagire. L’Europa deve cambiare: basta fondamentalismi, basta green deal, meno burocrazia, sì al mercato unico. In generale scelte meno ideologiche meno distanti dai cittadini».
Tra i due partner, Meloni sceglie il silenzio, lasciando a FdI la lettura di un risultato che - si limita ad analizzare il deputato Emanuele Loperfido, componente della delegazione parlamentare italiana all’Osce - vede una «chiara richiesta di cambio di passo».







