Il voto in Germania

Afd a valanga in Sassonia-Anhalt e a un soffio dal Governo del Land. Punita la Cdu

Alternative für Deutschland raddoppia i voti ma non arriva alla maggioranza assoluta. Spd e Verdi superano la soglia di sbarramento insieme alla Linke. Alleanza Sahra Wagenknecht sul filo apre a collaborazioni con l’estrema destra. Affluenza record: ha votato il 78%

dal nostro inviato Gianluca Di Donfrancesco

Aggiornato il 7 settembre 2026, ore 9:58

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Il candidato di Afd), Ulrich Siegmund, alla festa del partito dopo la chiusura dei seggi (REUTERS) REUTERS

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MAGDEBURGO - Alternative für Deutschland trionfa in Sassonia-Anhalt, ma non ha la maggioranza assoluta del Parlamento regionale, necessaria per insediare da sola il proprio candidato, Ulrich Siegmund, al Governo del Land.

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L’estrema destra è al 43,8% dei voti e supera le previsioni della vigilia. Ottiene 39 seggi rispetto ai 42 che assicurano il controllo. La Cdu si ferma sotto il 17,2%. La Linke scivola all’8,5%, superata con un recupero inatteso da Spd (9,3%) e Verdi (8,9%), che quindi entrerebbero nel Landtag, dopo essere stati a lungo in bilico.

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L’Alleanza Sahra Wagenknecht, che aveva aperto a una cooperazione con Afd, è sopra la soglia di sbarramento del 5% (con ben 5 seggi). E ribadisce di essere pronta ad aiutare. La candidata di punta, Claudia Wittig, sostiene che il partito «prenderà decisioni basate sui contenuti», per realizzare progetti positivi per il Land «anche con Afd». Propone però un governatore «apartitico» e per ora, il trionfatore della giornata frena: «Bsw non è un partner affidabile», replica Siegmund.

Afd a valanga in Sassonia

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Il partito rosso-bruno, nato da una scissione dalla Linke, potrebbe consentire la nomina di Siegmund anche senza votare a suo favore. Se nel Landtag si tengono due turni di votazione e nessun candidato ottiene la maggioranza assoluta, al terzo turno basta la maggioranza semplice. Se Bsw si astiene, e Afd avrà più seggi di Cdu (ammesso che voti compatta), Spd, Verdi e Linke messi insieme, il gioco è praticamente fatto.

Siegmund per ora dice anche di non voler guidare un Governo di minoranza e si spinge fino a ipotizzare di tornare alle urne, se non riuscirà a formare un Esecutivo. «In caso di necessità ci sarebbero nuove elezioni e allora otterremmo il 50 o il 55%». Dovrà però anche ascoltare le indicazioni della dirigenza federale: uno dei due co-leader, Tino Chrupalla, spinge in direzione opposta a quella dello Spitzenkandidat: «Invieremo proposte di colloquio a tutti i partiti», dice.

Afd manca per pochissimi seggi la maggioranza assoluta in questo Land della ex Germania Est, dove nel 2023 è stata dichiarata dall’Ufficio per la protezione della Costituzione caso «accertato di estremismo di destra». Mai, dalla caduta del Nazismo, un partito di estrema destra ha conquistato il Governo di una delle 16 regioni tedesche.

«Abbiamo già scritto la storia», ha commentato a caldo Siegmund, che tende la mano a possibili collaborazioni per formare un Governo e prova a tentare qualche transfugo della Cdu. Precisa però che su alcuni temi non si negozia, in particolare su «immigrazione e sicurezza». Alice Weidel, l’altra co-leader federale, ‌rivendica per ⁠Afd un chiaro mandato nel Land.

Il cancelliere Friedrich Merz e il governatore uscente, Sven Schulze, hanno promesso di restare fedeli alla politica della Brandmauer (muro di contenimento), con la quale i cristianodemocratici si sono imposti il divieto di cooperare con l’estrema destra. «Non collaboriamo con gli estremisti e, soprattutto, con quelli di estrema destra», ribadisce la segretaria generale, Franziska Hoppermann. La dirigenza dovrà dimostrare di avere il controllo del partito. «La Brandmauer è stata definitivamente bocciata dagli elettori», proclama intanto Chrupalla.

Dopo una campagna elettorale così intensa e dopo tanta mobilitazione, in un campo e nell’altro, la partecipazione è stata altissima. Alle 16 era già al 65% e aveva superato il risultato finale delle elezioni del 2021, terminate con un’affluenza del 60,3%, contando anche i voti per corrispondenza. Alla fine, domenica ha votato il 78% degli 1,7 milioni di aventi diritto. Un record per la Sassonia-Anhalt.

Ne ha tratto vantaggio Afd, più di tutti. Secondo l’istituto Infratest Dimap, l’hanno votata 170mila “nuovi” elettori, quasi il doppio rispetto a tutti gli altri partiti messi insieme.

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L’onda d’urto arriva a Berlino

In Sassonia-Anhalt, 41 seggi erano mandati diretti in collegi uninominali. La Cdu non ne ha conquistato nemmeno uno, secondo i risultati provvisori. Ben 38 sono andati ad Afd. Solo la Linke ha rotto l’incantesimo, con tre seggi a Magdeburgo e Halle. Nel 2021, la Cdu aveva conquistato 40 dei 41 mandati diretti e Afd solo uno.

I risultati sono amarissimi per Merz. I consensi per il cancelliere sono attorno al 15% nei sondaggi. E nel partito molti lo criticano. A livello nazionale, la Cdu è al 20% nelle intenzioni di voto, molto lontana da Afd, che sfiora il 30%. Il capo del gruppo parlamentare della Cdu-Csu, Thorsten Frei, deve sottolineare che «il Bundestag viene eletto per un mandato di quattro anni, così come il cancelliere».

Per il vicecancelliere e leader della Spd, Lars Klingbeil, quello che arriva dalla Sassonia-Anhalt è però un segnale importante: bisognerà riflettere sulle politiche del Governo federale.

All’attacco, come sempre, Weidel: «Merz non può più governare, se ne dovrà andare».

Il nodo Linke

In Sassonia-Anhalt, Cdu, Spd e Verdi non avranno comunque i numeri per formare un Governo: insieme contano 31 seggi. Servirà anche l’appoggio della Linke (8 seggi) a un Esecutivo di minoranza. E comunque si arriverebbe solo a 39, lo stesso numero di seggi di Afd. Sarebbe lo stallo e sarebbero decisivi gli eletti della Bsw. Inoltre, tra i cristianodemocratici, qui come altrove, ci sono maggiori preclusioni verso la sinistra che non verso Afd.

La Linke si dice disponibile, ma chiede un cambio di rotta. La candidata di punta, Eva von Angern, attribuisce ai cristiano-democratici una parte di responsabilità per il successo di Afd: se la Cdu «riprende i temi dell’estrema destra, allora la gente vota l’originale».

I Liberali della Fdp, alleati della Cdu e della Spd nel Governo uscente, restano fuori dall’assemblea.

Nelle elezioni regionali del 2021, Afd aveva conquistato meno del 21% dei voti, piazzandosi alle spalle della Cdu, che aveva il 37%. La Linke era all’11%, la Spd all’8,4%, la Fdp al 6,4%, i Verdi al 6%.

Nelle elezioni per il Bundestag del 2025, Afd aveva ottenuto il 37%.

Tra due settimane, il 20 settembre, si voterà in Meclemburgo-Pomerania Anteriore e nella città-stato di Berlino.

In Meclemburgo, Afd è in testa attorno al 35%, con la Spd staccata di pochi punti. A Berlino, la partita è aperta, con la Cdu al primo posto al 20%, poco sopra Linke ed Afd.

Le prossime tappe

Fino all’elezione di un nuovo governatore, il governo Schulze rimane in carica ad interim. Il nuovo Landtag dovrà riunirsi al più tardi il 30° giorno successivo alle elezioni, il 6 ottobre 2026. La prima sessione è presieduta dal deputato con che fa parte del Parlamento da più tempo e si elegge un nuovo presidente del Landtag.

In Sassonia-Anhalt non esiste un termine di legge entro il quale il nuovo Landtag deve eleggere un nuovo governatore. Una volta concluse le trattative per la formazione di una qualsiasi forma di coalizione o collaborazione tra più partiti, l’elezione viene inserita nell’ordine del giorno.

L’elezione del governatore è a scrutinio segreto. Possono candidarsi più candidati. Sono previsti al massimo tre turni di votazione. Al primo è necessaria la maggioranza assoluta (quota 42). In caso contrario, nei successivi sette giorni deve tenersi il secondo scrutinio e serve ancora la maggioranza assoluta. Se ciò non avviene, si apre una fase intermedia: il Landtag deve votare entro 14 giorni per decidere se sciogliersi. Anche in questo caso è necessaria la maggioranza assoluta. Si andrebbe a nuove elezioni. Se il Landtag non si scioglie, si tiene immediatamente un terzo scrutinio. Qui basta la maggioranza semplice: vince chi ottiene un voto in più degli altri.

Non esiste un vincolo giuridico che assegni a chi vince le elezioni il mandato di formare il governo. Anche gli altri partiti possono cercare di formare maggioranza.

In due Länder è in carica un Governo di minoranza. In Turingia, il governatore Mario Voigt della Cdu guida una coalizione con Bsw ed Spd e, proprio a seguito delle polemiche sulle apetrure di Bsw all’estrema destra in Sassonia-Anhalt, si sono verificate defezioni dal gruppo parlamentare del partito.

In Sassonia, il governatore Michael Kretschmer, sempre della Cdu, guida una coalizione con la Spd, senza disporre di una maggioranza. Il Governi dei due Länder devono continuamente organizzare maggioranze ad hoc per specifici progetti legislativi, chiedendo la sponda del Bsw o della Linke.

Laboratorio politico

A lungo governata dalla Cdu, da sola o in coalizione, la Sassonia-Anhalt si è distinta in passato come laboratorio politico. È qui che prese vita la prima coalizione Kenya della Germania, per i colori dei tre partiti (nero, rosso e verde) che ne facevano parte: cristiano-democratici, Spd e Verdi. Era il 2016.Prima ancora, dopo le elezioni del 1994, Spd i Verdi avevano formato un Governo di minoranza, con l’appoggio esterno della Pds, il successore della Sed, il partito comunista della Ddr. Nonostante le polemiche, il «modello Magdeburgo» fu portato avanti da Spd e Pds anche dopo che i Verdi, nel 1998, rimasero fuori dal Landtag.

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