Università

In Italia 17 rettrici su 85 atenei guidano il 26,4% degli studenti

A maggio sono attese le elezioni nell’università di Torino e Pavia, e le “donne con l’ermellino” potrebbero aumentare

di Greta Ubbiali

(Adobe Stock)

3' di lettura

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Da Aosta a Messina le 17 rettrici d’Italia guidano una popolazione studentesca di oltre 500mila persone, vale a dire più di un quarto dei quasi 2 milioni di iscritti ai corsi degli atenei del Paese nell’anno accademico 2023-24. Numeri importanti per le donne alla guida di istituzioni come le università, chiamate ad essere motore di innovazione e di modernità del Paese.

Le rettrici sono il 20% degli 85 partecipanti alla Crui, la Conferenza dei rettori delle università italiane. Insieme nello scorso anno accademico hanno accolto una comunità di 517.294 studenti su un totale di 1.960.821 iscritti che risultano all’Anagrafe nazionale studenti universitari, incidendo per il 26,4%.

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La geografia delle rettrici

A livello geografico la regione più virtuosa è la Lombardia. Su quindici università - ponti tra l’economia della conoscenza e le vocazioni industriali e dei servizi del territorio - sette hanno una donna ai vertici, tra cui Marina Brambilla all’università Statale, Elena Beccalli alla Cattolica, Maria Pierro all’Università dell’Insubria e Valentina Garavaglia alla Iulm. In questo quadro Milano, considerata la capitale economica del Paese, ha la maglia rosa per numero di atenei a guida femminile: cinque su otto, per un totale di circa 206mila universitari, hanno consegnato le redini a una rettrice. Roma risponde con due donne a capo di altrettante istituzioni. Antonella Polimeni guida la più grande università europea, La Sapienza, con quasi 112mila studenti e 17.360 immatricolati per l’anno accademico 2024-25, mentre Mariagrazia Russo è rettrice dell’università degli Studi Internazionali.

La presidente della Crui

Per la prima volta in 60 anni, inoltre, è donna anche la presidente della Crui. Nata nel 1963 come organizzazione privata tra rettori, l’associazione ha acquisito nel tempo un ruolo istituzionale e di rappresentanza, diventando luogo di indirizzo e di coordinamento delle autonomie universitarie, con capacità di influire sullo sviluppo del sistema universitario. La presidente dei rettori italiani oggi è Giovanna Iannantuoni, economista e rettrice, fino al 30 settembre 2025, dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, ateneo con oltre 36mila studenti iscritti nell’anno accademico 2023-24.

Un’eccellenza internazionale

Le università a guida femminile rappresentano un’eccellenza anche dal punto di vista qualitativo. Tre dei quattro atenei italiani presenti nella classifica delle 100 migliori università europee secondo Qs World University Ranking sono guidati da donne: il Politecnico di Milano guidato da Donatella Sciuto, con i suoi quasi 48mila studenti, è al 38esimo posto e risulta la prima università italiana classificata; La Sapienza è 66esima (ma è la prima italiana nel World Reputation Ranking 2025 dell’agenzia Times Higher Education) mentre l’Università di Padova si piazza 87esima. Proprio Unipd, guidata da Daniela Mapelli (prima rettrice in 800 anni), ha visto accrescere il suo appeal nel 2024-2025 ed è passata da 12.600 a 12.936 matricole, stando all’ultimo confronto fatto dal ministero dell’Università sulle immatricolazioni.

L’incidenza delle rettrici nella formazione

Il rettore, figura scelta tra i professori ordinari, svolge un ruolo chiave ed è il punto di riferimento della sua comunità universitaria. Come in altri ambiti, anche in accademia, le carriere delle donne sono più fragili. Di conseguenza raggiungere ruoli apicali è più complicato. Sebbene, quindi, in Italia le rettrici siano una minoranza tra i rettori Crui, il loro numero in meno di cinque anni, tra il 2020 e il 2024, è più che raddoppiato, mostrando un cambiamento culturale in corso ai vertici della formazione.

Nuove elezioni

A maggio sono attese le elezioni negli atenei di Torino e Pavia, e le fila delle “donne con l’ermellino” potrebbero ulteriormente infoltirsi. All’Università di Torino (83mila iscritti nell’a.a. 2024-25) le elezioni per il nuovo rettore, previste per la fine di maggio, sono una partita a tre. Le già vicerettrici Cristina Prandi, professoressa di Chimica, e Laura Scomparin, docente di Procedura penale, sono in corsa per diventare la prima rettrice in città, sfidando Raffaele Caterina. A Pavia invece per la prima volta nella storia dell’università (che ha 27mila iscritti) una donna si propone per il prossimo mandato da rettrice: Silvia Figini, preside di Scienze politiche con la delega all’orientamento studentesco, si contende la successione con i professori Alessandro Reali e Stefano Sibilla.


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