Welfare

In arrivo 4 milioni di buste dall’Inps alle famiglie per favorire l’accesso dei giovani al lavoro

Il presidente Fava spiega che tramite un QR code destinato a inoccupati, disoccupati, studenti e occupati si accede ad uno spazio digitale con oltre 50 servizi dedicati per accompagnare i giovani nell’orientamento al mercato del lavoro

di Giorgio Pogliotti

Fava (Inps), con il digitale servizi e consulenze personalizzate

3' di lettura

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Al rientro delle vacanze 4 milioni di famiglie riceveranno una busta dall’Inps con un QR code dedicato a quattro categorie di giovani: inoccupati, disoccupati, studenti e occupati. Inquadrandolo si accede ad uno spazio digitale con oltre 50 servizi dedicati che li accompagnerà nell’orientamento al mercato del lavoro.

L’Istituto eroga il welfare a circa 52 milioni di utenti mediante 470 prestazioni

Questa è una delle novità illustrate dal presidente dell’Inps, Gabriele Fava, nell’intervista multimediale sul quotidiano, il canale Tv 246 (alle 20 e alle 24) e sul sito web del Sole 24 ore: «Non c’è sostenibilità previdenziale senza l’inclusione dei giovani nel mercato del lavoro - spiega -. Più giovani portiamo a bordo, garantendogli un futuro professionale, e più contribuenti avremo. È ai nastri di partenza anche una campagna di educazione previdenziale nelle scuole e nelle università.

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L’Inps non è solo pensioni, le pensioni ci sono, ci saranno sempre, è molto di più, eroga il welfare a circa 52 milioni di utenti mediante 470 prestazioni socio-assistenziali e previdenziali. Nel processo di digitalizzazione dei servizi un ruolo centrale lo sta avendo l’Intelligenza artificiale, che non sostituirà le persone ma serve a liberare energie: 38 progetti in corso di cui 23 già operativi. Una parte rilevante riguarda assistenti virtuali specializzati nei diversi ambiti di servizio come il consulente digitale delle pensioni; altri si focalizzano sull’automazione di processi ripetitivi, come lo smistamento delle Pec (5 milioni gestite automaticamente), i ticket del customer care, l’analisi documentale. La nostra strategia è costruire un ecosistema digitale accessibile, inclusivo e proattivo, in cui ogni cittadino possa avere risposte rapide e personalizzate. Non è solo un cambiamento tecnologico: è un passaggio culturale verso un welfare generativo». Tra i servizi più utilizzati sul sito spiccano quelli legati alla vita quotidiana di milioni di persone: il Fascicolo previdenziale, il Cedolino pensione, l’Isee, l’Adi, l’Assegno unico per i figli, la Naspi.

Fava (Inps), con il digitale servizi e consulenze personalizzate

Entro dicembre la Naspi sull’App Inps Mobile

«Puntando all’inclusione dei giovani – aggiunge Fava -: nel dicembre scorso abbiamo lanciato la nuova App Inps Mobile scaricata da 2,4 milioni di nuovi utenti nei primi 7 mesi del 2025 oggi utilizzata da 6 milioni di utenti con oltre 36 milioni di accessi ai servizi». L’Isee, lo stato dei pagamenti, l’estratto conto contributivo sono i più utilizzati da mobile, con un incremento rispetto allo stesso periodo del 2024 rispettivamente del 200%, del 186% e del 78%, seguono l’esito della domanda per la Naspi (46%) – la cui procedura entro dicembre sarà sull’App-, e la certificazione unica.

Le novità per le imprese

Novità in arrivo anche per le imprese: «Abbiamo introdotto il pre-Durc con cui avvisiamo le imprese in anticipo sulle criticità aiutandole a risolverle e con il Correttivo Ter al nuovo Codice della crisi d’impresa passiamo da meri esattori a coprotagonisti del risanamento, attraverso transazioni fiscali che possono prevedere un saldo e stralcio o rateizzazioni. C’è un cambio di paradigma, l’Inps avrà una funzione sempre più collaborativa. Aiutare le imprese in difficoltà a superare la crisi, vuol dire mantenimento del tessuto occupazionale, se poi l’impresa cresce, aumentano anche i contribuenti».

Cresce la quota di occupati ex percettori del Reddito di cittadinanza

Da giuslavorista, Fava interviene anche sulle critiche mosse dal Civ dell’Inps ai due strumenti che hanno sostituito il Reddito di cittadinanza, Assegno di inclusione e Supporto per la Formazione e il lavoro, destinate alle persone in difficoltà: «Il confronto numerico non restituisce l’intero quadro – spiega -. La notizia positiva è che una parte significativa degli ex percettori del Rdc oggi non accede più ad alcuna misura di sostegno perché ha trovato un lavoro. La quota degli occupati tra gli ex percettori del Rdc è salita dal 12% di inizio 2019 al 29% di fine 2024. Un segnale importante, che può essere letto come un effetto sia delle nuove politiche attive del lavoro, sia di un ciclo economico più favorevole che ha ampliato le opportunità occupazionali».

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