Fisco

Imposta di successione e donazioni, il Governo cambia le regole. Arriva la precompilata

Le novità del decreto legislativo approvato dal Consiglio ministri

di Redazione Roma

Aggiornato il 9 aprile alle ore 13,10

25/09/2007 LA SEDE DELL'AGENZIA DELLE ENTRATE

2' di lettura

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Novità in vista per le imposte di registro, di successione e di bollo. Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera a un decreto legislativo sulle imposte indirette (ad eccezione dell’Iva), attuativo della delega. Tra le novità spunta anche l’avvio della dichiarazione di successione precompilata.

Leo: più certezza del diritto con razionalizzazione successioni

«Abbiamo approvato il dodicesimo schema di decreto legislativo in attuazione della delega» ha detto il viceministro dell’Economia Maurizio Leo in conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri. «I caratteri principali sono semplificazione, certezza del diritto e la razionalizzazione», ha spiegato sottolineando che «gli interventi più sostanziali riguardano le discipline dei trust, del trasferimento d’aziende in ambito familiare, la dichiarazione di successione, la liquidazione dell’imposta e l’adeguamento della disciplina delle donazioni.

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Verso la precompilata

Nel tentativo di semplificare gli adempimenti di eredi e dei professionisti che li assistono, il decreto alleggerisce il contenuto della dichiarazione di successione ma con il vincolo di presentarla solo per via telematica. La possibilità di inviare la denuncia per raccomandata o con altro mezzo dal quale risulti la data di spedizione resterà possibile soltanto per i residenti all’estero.

Il decreto punta a eliminare le richieste di tanti dati. Ad esempio, vengono eliminati gli estratti catastali relativi agli immobili e il certificato dei pubblici registri con l’indicazione degli elementi di individuazione delle navi e degli aeromobili.

Le nuove regole per la successione

In materia di successione la bozza del decreto definisce le regole di territorialità dei trasferimenti derivanti da trust e da altri vincoli di destinazione. Qualora chi dispone il trust sia residente nello Stato al momento della separazione patrimoniale, l’imposta sarà dovuta in relazione a tutti i beni e diritti trasferiti ai beneficiari mentre. Se, invece, il disponente non è residente in Italia al momento della separazione patrimoniale, l’imposta sarà dovuta solo sui beni e diritti trasferiti al beneficiario presenti nel territorio dello Stato.

Nel caso di trust testamentari il disponente potrà versare il tributo anche in modo volontario e anticipato, al momento del conferimento dei beni ovvero dell’apertura della successione. L’imposta sarà liquidata e versata direttamente dal contribuente, senza attendere la liquidazione e l’invio dell’avviso dell’agenzia delle Entrate.

L’autoliquidazione

Viene sancito anche il principio di autoliquidazione dell’imposta di successione. Per evitare che il contribuente sia tenuto al pagamento dell’imposta già al momento di presentare la dichiarazione, e tenuto conto della operatività degli uffici in relazione al precedente sistema, il pagamento dell’imposta autoliquidata, secondo modalità stabilite con provvedimento delle Entrate, dovrà essere eseguito entro novanta giorni dal termine di presentazione della dichiarazione.

Le novità sull’imposta di donazione

Quanto alle modifiche in tema di donazione, si legge nella bozza del decreto, le modifiche sono principalmente rivolte a dare unitarietà alla norma. Viene inserita la previsione sulla detrazione delle imposte pagate all’estero in dipendenza della stessa donazione e in relazione ai beni esistenti, precisando che la opera fino a concorrenza della parte dell’imposta sulle donazioni proporzionale al valore dei beni stessi. Viene mantenuta sostanzialmente inalterata invece la disciplina delle liberalità. Viene previsto che l’accertamento delle liberalità indirette può essere effettuato esclusivamente quando l’esistenza delle stesse risulti da dichiarazioni rese dall’interessato nell’ambito di procedimenti diretti all’accertamento di tributi. Si applica l’aliquota dell’otto per cento. Inoltre viene introdotta l’esclusione da tassazione anche delle liberalità d’uso.

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