Imposta di successione e donazioni, il Governo cambia le regole. Arriva la precompilata
Le novità del decreto legislativo approvato dal Consiglio ministri
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Novità in vista per le imposte di registro, di successione e di bollo. Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera a un decreto legislativo sulle imposte indirette (ad eccezione dell’Iva), attuativo della delega. Tra le novità spunta anche l’avvio della dichiarazione di successione precompilata.
Leo: più certezza del diritto con razionalizzazione successioni
«Abbiamo approvato il dodicesimo schema di decreto legislativo in attuazione della delega» ha detto il viceministro dell’Economia Maurizio Leo in conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri. «I caratteri principali sono semplificazione, certezza del diritto e la razionalizzazione», ha spiegato sottolineando che «gli interventi più sostanziali riguardano le discipline dei trust, del trasferimento d’aziende in ambito familiare, la dichiarazione di successione, la liquidazione dell’imposta e l’adeguamento della disciplina delle donazioni.
Verso la precompilata
Nel tentativo di semplificare gli adempimenti di eredi e dei professionisti che li assistono, il decreto alleggerisce il contenuto della dichiarazione di successione ma con il vincolo di presentarla solo per via telematica. La possibilità di inviare la denuncia per raccomandata o con altro mezzo dal quale risulti la data di spedizione resterà possibile soltanto per i residenti all’estero.
Il decreto punta a eliminare le richieste di tanti dati. Ad esempio, vengono eliminati gli estratti catastali relativi agli immobili e il certificato dei pubblici registri con l’indicazione degli elementi di individuazione delle navi e degli aeromobili.
Le nuove regole per la successione
In materia di successione la bozza del decreto definisce le regole di territorialità dei trasferimenti derivanti da trust e da altri vincoli di destinazione. Qualora chi dispone il trust sia residente nello Stato al momento della separazione patrimoniale, l’imposta sarà dovuta in relazione a tutti i beni e diritti trasferiti ai beneficiari mentre. Se, invece, il disponente non è residente in Italia al momento della separazione patrimoniale, l’imposta sarà dovuta solo sui beni e diritti trasferiti al beneficiario presenti nel territorio dello Stato.








