Turismo

Imposta di soggiorno, il gettito aumenta (e in parte va allo Stato)

Nel 2026 gli incassi saliranno a 1,3 miliardi di euro (+9,2%). Manovra e Dl Anticipi sbloccano i rincari e danno il 30-50% all’Erario

di Bianca Lucia Mazzei

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Il piatto dell’imposta di soggiorno diventa sempre più ricco, tanto che anche lo Stato ha deciso di attingere a una parte del gettito destinato ai Comuni.

Gli aumenti deliberati a livello locale e la crescita del numero delle città in cui si applica il tributo, infatti, stanno facendo lievitare gli incassi generati dall’imposta, che viene pagata da turisti e visitatori per ogni notte trascorsa nelle strutture ricettive di città d’arte e località vacanziere. Nel 2026, il gettito nazionale – secondo l’Osservatorio nazionale Jfc – dovrebbe superare 1,3 miliardi, con un incremento del 9,2% rispetto al 2025.

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L’anno prossimo l’imposta di soggiorno si pagherà in 20 nuovi Comuni (fra cui Avellino, Latina, Scandicci, Foligno, Aprilia e Moncalieri), portando a 1.409 il totale degli enti locali che l’hanno introdotta. Altri 41 Comuni hanno invece deciso di aumentare le tariffe. Inoltre, in 143 centri la discussione sull’introduzione del prelievo o sul suo aumento è in corso e quindi il totale è destinato a salire ancora.

Incrementi e tariffe

Il decreto legge Anticipi (Dl 156/2025) e la manovra di Bilancio per il 2026, oltre a permettere ai Comuni di aumentare l’imposta, riservano allo Stato una quota del maggior gettito.

In particolare, il Dl Anticipi, in vigore il 30 ottobre (la legge di conversione è stata approvata dal Parlamento il 18 dicembre) consente agli enti locali a non più di 30 chilometri dalle sedi in cui si svolgeranno i Giochi olimpici invernali Milano-Cortina 2026 di istituire l’imposta o di incrementarla di massimo 5 euro nel 2026, destinando al bilancio statale la metà del maggior gettito. Nelle scorse settimane Milano ha già portato a 10 euro il tetto massimo dell’imposta (quello che vale per le sistemazioni più lussuose). «Nel 2026, l’anno olimpico – dice Massimo Feruzzi, amministratore unico di Jfc e responsabile dell’Osservatorio nazionale sulla tassa di soggiorno – stimiamo che Milano incasserà 151 milioni di euro, 28 in più rispetto ai 123 milioni del 2025, ma solo la metà dell’incremento andrà nelle casse comunali, mentre l’altra metà sarà destinata al bilancio dello Stato».

Con l’aumento del tetto massimo a 10 euro, Milano raggiunge Roma nella classifica delle città più care. Nella Capitale il prelievo arriva a 10 euro già da molti anni sulla base di una normativa ad hoc (il decreto legge 78/2010). Di norma, è invece di 5 euro il valore più alto cui può arrivare l’imposta di soggiorno, che può essere introdotta da capoluoghi di provincia, unioni di Comuni ed enti locali inclusi fra le località turistiche e le città d’arte. I capoluoghi di provincia possono però portarla fino a 10 euro, se hanno registrato presenze turistiche 20 volte superiori ai residenti.

La manovra di bilancio del 2024 (legge 213/2023) ha inoltre consentito ai Comuni di innalzare l’imposta di 2 euro nel 2025, per il Giubileo. Una disposizione che la manovra di quest’anno ha prorogato al 2026 stabilendo però che il 30% del maggior gettito venga destinato al bilancio statale (al Fondo unico per l’inclusione dei disabili e al Fondo per l’assistenza ai minori).

A oggi, a parte Roma e Milano, a superare il tetto di 5 euro a notte per le strutture più lussuose sono Firenze (8 euro), Bologna (7 euro) e Napoli (6 euro).

Roma guida gli incassi

Roma è la città con le entrate più alte; entrate che, nel 2025, sono arrivate a 303 milioni di euro. La seconda classificata è Milano (123 milioni) dove nel 2025 il gettito è cresciuto del 61% rispetto al 2024. Seguono Firenze (82 milioni), Venezia (41 milioni) e Napoli (23 milioni).

Tranne che nel 2020 segnato dal Covid, il gettito nazionale è continuamente cresciuto e, secondo le stime dell’Osservatorio, nel 2026 arriverà a superare – come detto – 1,3 miliardi. «Nelle 14 giornate di feste natalizie – dice Feruzzi – si stima che nelle casse dei Comuni italiani i proventi generati dall’imposta di soggiorno saranno pari a 64,9 milioni di euro, di cui 5,3 milioni solo per la notte di Capodanno».

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