La decisione

Milano raddoppia la tassa di soggiorno per le Olimpiadi invernali 2026

Nel 2026 arriverà fino a dieci euro negli hotel a 5 stelle, 9,5 euro per case vacanze e bed and breakfast

di Giuseppe Latour e Sara Monaci

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Con le Olimpiadi invernali raddoppia la tassa di soggiorno a Milano: potrà arrivare fino a 10 euro. Il provvedimento, approvato oggi dalla Giunta comunale, sarà valido solo per il 2026, anno dei Giochi di Milano-Cortina.

Ma non sarà solo il capoluogo lombardo ad usufruirne, perché il 50% dell’incremento dovrà essere restituito alle casse dello Stato (con tempi e modalità da decidere). La possibilità è stata concessa dal decreto Anticipi di ottobre, e Palazzo Marino ha deciso di sfruttare la possibilità.

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La norma prevede che nel 2026 i Comuni della Lombardia e del Veneto, il cui territorio di pertinenza sia ad una distanza non superiore ai trenta chilometri rispetto alle sedi di gara, «possono incrementare l’ammontare dell’imposta di soggiorno, fino a 5 euro per notte di soggiorno», come già previsto per altre città italiane.

Dal 1° gennaio 2026 quindi l’imposta applicata per notte ad ogni turista che soggiornerà a Milano sarà nel dettaglio: 10 euro in alberghi a quattro o cinque stelle; 7,4 euro in alberghi a tre stelle; 5 euro in alberghi a due stelle; 4 euro in hotel a una stella; 9,5 euro in case per vacanze e locazioni brevi e bed&breakfast; 7 euro in case per ferie; 3 euro negli ostelli per la gioventù e nelle aziende ricettive all’aria aperta.

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La legge stabilisce che il gettito debba essere destinato a finanziare interventi in materia di turismo, compresi quelli a sostegno delle strutture ricettive, interventi di manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali ed ambientali locali e dei relativi servizi pubblici locali. Le valutazioni degli operatori sono negative, anche se però, va ricordato, per le Olimpiadi è già previsto un boom di prenotazioni, con aumenti di prezzo fino al 160%, mentre i listini di alberghi e affitti brevi sono più che raddoppiati.

Marco Celani, presidente Aigab, l’associazione gestori affitti brevi, commenta così: «L’aumento dell’imposta di soggiorno a Milano avrà un effetto depressivo, con ricadute negative in tutti i settori, dalla ristorazione ai commercianti, dai trasporti (pubblici e privati) agli eventi. Con un dazio all’ingresso si rende meno conveniente venire a Milano a tutti, con esclusione dei ricchi».

Ma a essere scontenti sono anche gli albergatori. Dice Maurizio Naro, presidente di Federalberghi Milano: «L’aumento della tassa di soggiorno a Milano per il 2026, anno olimpico, ci preoccupa perché rischia di distruggere quello che si è costruito in 25 anni per rendere la città una destinazione mondiale per i congressi e per il turismo business, quindi serve un’esenzione per il turismo congressuale».

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