Economia circolare

Imballaggi, Urso: «Un passo nella giusta direzione»

Le reazioni all’intesa preliminare tra Parlamento e Consiglio Ue sul nuovo regolamento Ppwr. Lollobrigida (Agricoltura) contro il divieto di imballaggi monouso nell’ortofrutta

(al62 - stock.adobe.com)

3' di lettura

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«Salvi i cartoni del latte, salvi gli imballaggi monouso in plastica compostabile. Salvi anche quelli in plastica per frutta e verdura sotto al chilo e mezzo, se necessari per evitare perdita di peso, acqua e turgore. Salve le bottiglie di vino e di altre bevande, deperibili e alcoliche. Premiata la virtuosità del sistema italiano nel riciclo. È stato un negoziato lungo e durissimo, ma alla fine nell’accordo provvisorio sul regolamento imballaggi possiamo onestamente dire di avere raggiunto risultati importanti e utili per il sistema italiano, salvaguardando allo stesso tempo gli obiettivi fondamentali per il mondo dell’economia circolare e del riciclo».

Così Patrizia Toia, eurodeputata Pd, relatrice del regolamento imballaggi (Ppwr) per la Commissione Itre, ha sintetizzato il compromesso politico raggiunto lunedì 4 marzo tra Parlamento e Consiglio Ue sulla norma. Secondo Massimiliano Salini, eurodeputato Forza Italia e relatore del regolamento per il Ppe, «siamo riusciti a disinnescare una bomba regolamentare che avrebbe messo in ginocchio le attività produttive italiane».

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Take away, cartone, latte, vini esclusi dal riuso

Per Toia, tra i risultati del negoziato, relativamente ai punti maggiormente discussi in Italia «si è ottenuta l’esclusione dagli obblighi di riuso del take away, del cartone, di bevande come latte e altre altamente deperibili, vini e altre bevande alcoliche. Per il resto, vi è la facoltà per gli Stati membri di derogare dagli obblighi per gli operatori dei settori coinvolti se i singoli materiali di imballaggio abbiano raggiunto e superato del 5% gli obiettivi di riciclo definiti dalla legislazione vigente. Questo è un punto particolarmente significativo e “sensibile” per l’Italia, e tutti noi sappiamo come sia ampiamente sulla buona strada nel raggiungimento degli obiettivi».

Salva la plastica compostabile

Relativamente all’altro punto critico e relativo ai divieti degli imballaggi monouso, ha spiegato sempre Toia: «Saranno applicabili dal 2030 soltanto per la plastica, salvaguardando invece quella compostabile. In particolare per il settore ortofrutticolo, tanto significativo per l’Italia, il divieto di imballaggio monouso al di sotto di 1 chilo e mezzo potrà essere superato dallo Stato Membro per ragioni di protezione del prodotto, per evitare perdita di peso, acqua e turgore. Inoltre è stata ben chiarita la definizione di imballaggi compositi per considerare solo il materiale prevalente. Anche questa novità potrà aiutare e consentire la fase di transizione già in atto in molte aziende verso imballaggi più riciclabili».

Restrizioni differite al 2030

«Abbiamo ottenuto meccanismo di premialità per i Paesi che raggiungono risultati importanti nel riciclo. E l’Italia è uno di questi e viene esentata dagli obiettivi di riuso previsti all’art. 26 mentre per le restrizioni di cui all’articolo 22 siamo riusciti a modificare la data della loro entrata in vigore differendola dall’immediato al 1° gennaio 2030. Un’altra vittoria riguarda l’esenzione degli obiettivi di riuso per il vino e le bevande alcoliche, che avrebbe messo in seria difficoltà i nostri produttori, principi nell’esportazione», ha sottolineato Massimiliano Salini, eurodeputato Forza Italia e relatore del regolamento per il Ppe.

Un passo nella giusta direzione

«Il nuovo accordo tra Consiglio Ue e Parlamento Europeo sul regolamento sugli imballaggi è un passo nella giusta direzione, che accoglie una serie di indicazioni italiane e che rimuove delle criticità inizialmente presenti nella posizione della Commissione Europea. L’impianto iniziale del regolamento sarebbe stato penalizzante, non solo per l’industria italiana del packaging, ma anche per molte filiere produttive, dall’agroalimentare alla farmaceutica. C’è ancora da lavorare nel negoziato: continueremo a sostenere le nostre aziende affinché possano operare al meglio e innovare, grazie anche all’eccellenza nel settore del riciclo, che vede l’Italia tra le più avanzate a livello internazionale», ha commentato il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso.

Packaging monouso per ortofrutta

«La riduzione dal 90% all’80% della differenziata e i target ridotti al 2025 dimostrano che il negoziato tra le Istituzioni europee sul regolamento imballaggi comincia ad accogliere alcune delle richieste del governo Meloni. Tuttavia, resta per noi inaccettabile il divieto per alcuni imballaggi monouso, come quello per frutta e verdura fresca sotto 1,5 kg», ha sottolineato il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, in merito all’accordo.

Ci deve essere approccio flessibile

Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto, ha aggiunto: «Come Italia siamo riusciti ad attenuare l’obbligo di ricorrere al riuso quando non sussistono delle vere motivazioni ambientali, ma confermando un approccio ambizioso nella riduzione dei rifiuti da imballaggio riteniamo che debba essere flessibile, valorizzando maggiormente le esperienze nazionali. C’è ancora da lavorare sui divieti per alcuni imballaggi monouso, la loro portata è stata tuttavia ridotta e circoscritta alla plastica. Il negoziato è ancora in corso, in attesa del testo definitivo, il governo italiano continua a portare avanti con forza la posizione del sistema Paese».


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