Economia circolare

Imballaggi, via libera decisivo al nuovo regolamento

Gli ambasciatori degli Stati Ue confermano l’accordo su Ppwr raggiunto nel negoziato tra Consiglio e Parlamento europeo, che poi voterà ad aprile

(dpa/picture alliance via Getty I)

3' di lettura

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Gli ambasciatori dei 27 Paesi Ue hanno confermato l’accordo raggiunto nel negoziato inter-istituzionale tra Consiglio e Parlamento europeo sul regolamento imballaggi (Ppwr). Lo ha annunciato la presidenza belga di turno alla guida dell’Ue, che ha sottolineato: «No ai rifiuti creati dagli imballaggi, sì al riciclo e al riutilizzo». La nuova norma «affronta l’aumento dei rifiuti di imballaggio, armonizzando al tempo stesso il mercato interno e promuovendo l’economia circolare». Da quanto filtra da fonti diplomatiche sull’approvazione dell’accordo, Malta e Austria hanno posto riserva di scrutinio.

Meloni: valorizzate le nostre eccellenze

Sul tema è intervenuta anche la presidente del consiglio Giorgia Meloni: «Abbiamo dimostrato che oggi a Bruxelles c’è un’Italia che non si arrende a soluzioni che penalizzano la nostra industria, ma che è capace di continuare a negoziare fino alla fine in maniera decisa, facendo valere la bontà dei propri argomenti, valorizzando le nostre eccellenze e riuscendo a modificare sostanzialmente il risultato finale».

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«Il merito di questi successi - ha sottolineato la premier - va attribuito all’azione di impulso assicurata dai Ministeri coinvolti, in stretto coordinamento con Palazzo Chigi, all’attività negoziale condotta dai nostri rappresentanti diplomatici a Bruxelles, ma anche al cruciale lavoro di squadra svolto dai nostri europarlamentari, che hanno saputo travalicare gli schieramenti politici. In questo senso, un ringraziamento particolare va a Massimiliano Salini e a Patrizia Toia, che hanno svolto un lavoro decisivo durante il trilogo nella costruzione del consenso a sostegno delle posizioni nazionali sul dossier packaging. Abbiamo dimostrato come un’Italia coesa e determinata possa davvero spostare gli equilibri a Bruxelles e giocare un ruolo da protagonista».

Agli Stati la scelta tra riciclo e riutilizzo

Palazzo Chigi ha emesso un nota in merito, in cui viene evidenziato che «il regolamento sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio accrescerà la sostenibilità del settore, promuovendo una maggiore riciclabilità degli imballaggi, nonché contribuirà a ridurre alcune barriere al funzionamento del mercato interno, introducendo norme comuni sull’etichettatura e sulla gestione dei rifiuti. Il provvedimento impegnerà inoltre gli Stati membri a ridurre i rifiuti, lasciando, come da noi auspicato, flessibilità agli Stati ed agli operatori nella scelta delle misure per raggiungere l’obiettivo, in particolare tra imballaggi riutilizzabili e quelli monouso riciclabili, laddove questi ultimi, come nel caso del settore della ristorazione, rappresentano ancora l’opzione che offre il risultato ambientalmente migliore e per la conservazione dei prodotti agricoli e alimentari».

Riciclo chimico e plastiche compostabili

«Gli emendamenti approvati - osserva ancora Palazzo Chigi - incentivano tecnologie in cui stiamo investendo, come il riciclo chimico. Salvaguardano inoltre settori in cui le nostre aziende hanno accresciuto la riciclabilità degli imballaggi, in cui siamo all’avanguardia, come quello delle plastiche compostabili, o in cui esportiamo prodotti di eccellenza, come vini, spumanti, vermouth e distillati. Nella gestione dei rifiuti, libertà di scelta è concessa tra l’adozione del deposito cauzionale e il mantenimento di modelli virtuosi di raccolta separata, come quello italiano. La direttiva sul dovere di diligenza delle imprese ai fini della sostenibilità contribuirà ad assicurare che le catene di approvvigionamento delle principali imprese europee siano il più possibile rispettose dei diritti umani e della sostenibilità ambientale. L’Italia - viene rivendicato - ha svolto un ruolo chiave nel raggiungimento di un testo equilibrato ed efficace, che concentra gli oneri sulle società di grandi dimensioni (oltre 1.000 dipendenti e 450 milioni di fatturato globale) meglio in grado di monitorare le proprie catene di approvvigionamento e di contribuire alla mitigazione degli effetti delle attività economiche sui cambiamenti climatici, nonché alla tutela dei diritti umani delle persone interessate dall’attività d’impresa. I risultati raggiunti sono il frutto di uno sforzo corale di tutti gli attori del sistema Italia».

La soddisfazione viene espressa anche dal ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto, da quello delle Imprese, Adolfo Urso, da quello per gli Affari Europei Raffaele Fitto.

Dopo il passo di oggi, con l’accordo tra i Ventisette, i testi approvati verranno adesso trasmessi al Parlamento europeo e quindi al Consiglio per l’adozione finale. Il Parlamento voterà in seduta plenaria nella settimana del 22 aprile.

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