Energia

Il Texas avvisa Big Tech: nuovi data center solo se costruisci anche centrali elettriche

L’intelligenza artificiale è troppo energivora e mette a rischio l’energia necessaria alle città. Da qui la proposta di far nascere nuovi impianti

di Biagio Simonetta

2' di lettura

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Che i data center dedicati all’intelligenza artificiale siano particolarmente energivori lo abbiamo scritto più volte. In alcuni casi, il consumo di questi impianti è superiori a intere città. E allora arriva dal Texas una soluzione destinata a far discutere: vuoi costruire un data center per l’AI? Allora costruisci anche la centrale elettrica che lo sostiene.

Thomas Gleeson, presidente della Public Utility Commission of Texas, ha affermato che consentire la costruzione di nuovi data center vicino alle centrali esistenti minaccia l’adeguatezza delle risorse sulla rete se i data center acquistano tutta l’energia delle centrali. E del resto è già successo, in Texas, che le città lottassero per tenere le luci accese, poiché data center e crescita dell’economia hanno messo a dura prova le forniture.

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«Non possiamo permetterci di perdere nessuna delle nostre risorse dal sistema a questo punto, soprattutto considerando le proiezioni di crescita del carico», ha affermato Gleeson in un’intervista alla conferenza della Gulf Coast Power Association ad Austin, dove l’intelligenza artificiale è stata al centro della discussione.

Amazon Web Services, ad esempio, a marzo ha accettato di spendere 650 milioni di dollari per un campus di data center in Pennsylvania collegato alla centrale nucleare di Susquehanna. E la Constellation Energy ha in programma di riaprire la sua centrale nucleare di Three Mile Island, vendendo tutta la produzione della struttura a Microsoft.

Gleeson ha fatto sapere che la sua agenzia sta informando gli sviluppatori di data center che dovranno fornire parte della loro energia se vorranno connettersi alla rete elettrica del Texas entro 12-15 mesi. Molte delle aziende coinvolte, ha detto, hanno tra i bilanci più grandi al mondo e possono permettersi di finanziare la costruzione di nuove centrali elettriche.

«Dobbiamo considerare davvero la questione della co-localizzazione come una nuova struttura dotata di una nuova generazione», ha affermato Gleeson.

Gli sviluppatori, potrebbero anche optare per «costruire troppo», creando centrali elettriche che generano più elettricità di quanta ne serva ai loro data center e vendendo il resto alla rete. «Saremmo felici di accettarlo», ha detto Gleeson.

Ma l’idea che arriva del Texas potrebbe trovare respiro anche altro. Come in Irlanda, dove il consumo dei data center ha superato quello del totale delle abitazioni. Una situazione vicina al punto di rottura. Le soluzioni non possono tardare.

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