Grandi dinastie

Il talento di scegliere le persone giuste: si può essere imprenditori e poeti

Dirige un’azienda con cent’anni d’esperienza nella fitoterapia e una crescita del 130% in un decennio. Ma, nella lista delle priorità, Philippe d’Ornano mette la famiglia, la natura e i libri.

di Nicoletta Polla-Mattiot

Da sinistra Daria, responsabile dei contenuti digitali, Christine, vice direttore generale e Philippe con Isabelle d’Ornano.

6' di lettura

English Version

6' di lettura

English Version

La primavera è un cespuglio paradosso: fioritura di spine. Un tronco nodoso, ritorto di anni e di muschio, è vecchiaia. Una razza, sul fondo del mare, giace sulla sabbia come un libro. Quanto ai pensieri, si arricciano in gusci lenti e delicati

Philippe d’Ornano, presidente e ceo di SISLEY PARIS.

Frammenti di immagini e versi. Non è il modo consueto di preparare l’incontro con un top manager internazionale. Abitualmente si lavora su fatturati e bilanci, strategie finanziarie e piani di produzione. Questa volta mi muovo invece fra ramificazioni immaginarie, voli di Icaro, tartarughe lanciate come lenti frisbee nell’oceano e barbe d’argento di licheni. Mi sono procurata i due libri che Philippe d’Ornano ha scritto per la raffinata casa editrice La Croix du Loup, Bêtes de compagnie e Trajectoires Inverses, e li confronto con le foto-haiku che posta regolarmente sul suo account Instagram.

Loading...

Un’immagine tratta dal libro “Isabelle d’Ornano - What a Beautiful World!” (200 €, amazon.it) con l’ingresso della residenza di famiglia a Parigi.

Quando finalmente ci incontriamo, in un tardo pomeriggio ancora tiepido – camicia azzurra, giacca e cravatta blu, un habitus e un ufficio che parlano la lingua della professionalità – non posso far a meno di notare, nel quadro color magenta alle sue spalle (opera del fotografo Hervé Saint-Hélier, ndr), una figura femminile, con un paio di ali enormi.

Philippe e il padre, Hubert d’Ornano.

D’Ornano scrive poesie, parla d’intelligenza collettiva, viaggia per un terzo del suo tempo e mette la sua grande famiglia allargata al centro, della vita e del business.

Benché sia alla guida di una delle case cosmetiche meglio posizionate e riconosciute nel mondo, con 5mila dipendenti, 34 filiali, 7.694 punti vendita, una crescita del 130% in dieci anni e prodotti haute de gamme distribuiti in oltre 110 Paesi, nella sua agenda settimanale i numeri vengono al terzo posto. Vedremo fra poco che cosa mette al primo e al secondo.

Il salone della casa di Parigi in un’altra foto tratta dal libro citato sopra. Il volume racconta, per la prima volta, gli spazi intimi creati da Isabelle per la sua famiglia e l’head quarter di Sisley, fondato con il marito, sempre a Parigi.

Ma per iniziare, un po’ di background.

Presidente e ceo di Sisley Paris dal 2013, discende da una nobile famiglia con una lunga storia nel settore cosmetico: i suoi nonni avevano fondato già negli anni Trenta un’azienda di prodotti per la cura della pelle.

Nel 1953 suo padre Hubert e suo zio Michel crearono il marchio Orlane (che poi hanno venduto), nel 1976 il conte Hubert e sua moglie Isabelle si misero in proprio e lanciarono Sisley, seguendo un’intuizione rivoluzionaria per l’epoca, la fitoterapia.

Oggi in azienda lavorano, oltre ai figli dei due fondatori, Philippe e Christine, anche la nipote Daria Botin.

Studi economici, ampie esperienze all’estero, Philippe ha la disinvolta affabilità degli aristocratici d’antan e la franchezza fattiva dell’imprenditore contemporaneo, sembra avere tutto il tempo a disposizione per questa intervista e la più completa attenzione, anche se arriva alla fine di una lunga giornata di lavoro.

«L’idea di mio padre fu di usare estratti vegetali avanzati avvalendosi di tecnologie all’avanguardia. La questione è piuttosto complessa, perché all’interno di una singola pianta si possono identificare tra 100mila e 200mila principi attivi diversi. Per noi, la natura è una sorta di fabbrica chimica naturale, dalla quale estraiamo, attraverso la ricerca, le risorse più interessanti».

Nonostante l’estensione di fatturato (oltre un miliardo di dollari) e dei mercati, Sisley resta un’azienda a vocazione e gestione familiare, d’Ornano è co-presidente del Meti, il movimento che in Francia rappresenta le medie imprese e sottolinea con amabile fermezza che «i progetti vengono seguiti da noi, che siamo i proprietari e siamo direttamente coinvolti nella creazione.

Per questo possiamo permetterci di non partire da quel che chiede il mercato, ma dal prodotto. Noi non ci poniamo limiti di tempo e neanche limiti di prezzo. Il che non significa che vogliamo essere costosi, ma che il fattore economico non può influenzare o condizionare la ricerca, limitandone lo sviluppo».

Che il brand si ponga nella fascia più alta del mercato cosmetico, dallo skincare al make-up, fino alla profumeria, è una realtà, ma d’Ornano introduce una garbata precisazione: «Mi preme chiarire che non ci consideriamo un marchio di lusso».

Lo spiega con una constatazione schietta: «Quando parliamo con i clienti in Asia, negli Stati Uniti, in Europa, ci dicono: “Ah Sisley, prodotti eccellenti! Costosi eh, ma eccellenti”. Ecco, è nel momento in cui pronunciano quel “ma eccellenti” che io sento che stiamo facendo ciò che davvero vogliamo fare: proporre le soluzioni più sofisticate, più efficaci, più avanzate, e forse anche più costose della media, ma che offrono risultati straordinari. Per molti Sisley funziona.

Ed è questo il nostro obiettivo. Finché lo raggiungiamo, vuol dire che stiamo costruendo una casa solida».

Così sono stati stabiliti, negli anni, i primati che d’Ornano enumera come un dato di fatto, senza enfasi: «Non ci piace fare affermazioni che non possiamo dimostrare! Abbiamo sviluppato la prima crema anti-età globale, Sisleÿa. Siamo stati i primi a introdurre la funzione di trattamento nei prodotti solari all’inizio degli anni Novanta, i primi a interessarci seriamente al concetto di protezione quotidiana tutto l’anno con All Day All Year, i primi a parlare di epigenetica, i primi a proporre un marchio di fascia alta nel settore dell’haircare, il cui successo è tangibile.

E siamo fieri dello slancio nella ricerca con il nuovo marchio NEUR|AÉ, per il quale l’Italia è uno dei nostri Paesi migliori, insieme con gli Stati Uniti. Lavorare sull’invecchiamento cellulare silenzioso, quando le rughe non sono ancora visibili, ma inizia la perdita di luminosità cutanea, è la nuova frontiera» (e qui si inserisce l’ultimo lancio, in ordine di tempo: il Concentré à la Rose Noire Sérum Éclat Jeunesse, ndr).

Phillippe d’Ornano con José Ginestar, direttore scientifico del brand, in uno dei laboratori dell’azienda, a Saint-Ouen-l’Aumone.

Uomo appassionato di scienza, ma anche vorace lettore di fantascienza, quando gli chiedo quale sia la scoperta più importante in ambito cosmetico, non ha dubbi: «La connessione fra pelle e cervello. Questa è una vera rivoluzione: il portato delle neuroscienze sul nostro lavoro è molto promettente ed è solo all’inizio».

Il salotto della Maison a Milano, in via Manzoni 11, con gli arredi scelti da Isabelle d’Ornano.

Ma torniamo alla famiglia e al business che sono quotidianamente, oltre che storicamente, intrecciati. «Avevo 12 anni la prima volta che ho detto la mia su un prodotto. I miei genitori stavano lavorando a un nuovo profumo, aveva un sentore di melone che mi piaceva moltissimo. Dissero che l’amavo così tanto solo perché ero un bambino, ma se pensiamo a quanto sono diventate popolari le note gourmand vent’anni dopo…!». Sorride all’idea di essere stato un piccolo antesignano.

Guidare oggi un’azienda familiare quanto è difficile e quanto può rappresentare un volano o un freno alla crescita? «Voi italiani conoscete molto bene il valore delle imprese familiari, perché ne avete di straordinarie. Noi siamo alla quarta generazione, cent’anni di esperienza, e abbiamo la fortuna di essere affiatati e andare d’accordo. Molti gruppi, quando raggiungono le nostre dimensioni, preferiscono acquisire altre società. Non dico che non lo faremo mai, ma a noi piace creare. Deteniamo la proprietà al 100 per cento e siamo in grado di finanziare lo sviluppo».

In un mercato altamente competitivo, con colossi multinazionali come competitor, oltre al posizionamento conta l’organizzazione. «Io penso che possiamo continuare a crescere, ma tutto dipende dalla qualità. Che a sua volta dipende dalle idee, cioè dalla creatività e dal senso del business».

Il nuovo siero Concentré à la Rose Noire, che agisce su quattro parametri - compattezza, texture, vitalità e luminosità - per contrastare la senescenza cellulare su pelli ancora giovani (230 €, 30 ml).

Stiamo tornando al punto di partenza: le priorità del suo ruolo di ceo e presidente. In una giornata di ventiquattr’ore – togliendo il tempo del sonno, del cibo, della cura di sé, lo spazio per gli affetti, lo sport («una componente fondamentale della mia vita»), la lettura («poesia, romanzi, saggi: leggo almeno 50, 60 libri all’anno») – le ore professionali come si dividono? D’Ornano ha chiarito subito che i numeri vengono al terzo posto. Al secondo, c’è l’impegno e il coinvolgimento diretto sul prodotto.

E al primo? «Con le attuali dimensioni dell’azienda il mio lavoro si concentra soprattutto sulle persone. Cercare i talenti migliori, farli interagire nel modo corretto, creare uno spirito di gruppo per favorire la rapidità decisionale. È un po’ come essere un allenatore e gestire una squadra. Interessante, ma non sempre facile, trattandosi non di performance, ma di relazioni umane.

Ho reclutato personalmente molte delle nostre beauty consultant, figure cruciali per il brand. Mi emoziona sempre visitare le nostre filiali: vedere team di ogni nazionalità lavorare insieme per sviluppare un progetto comune. Poi, diciamo la verità, sono un uomo al comando, ma in evidente minoranza!

L’80 per cento delle persone che lavora in Sisley è donna e io lavoro, fianco a fianco, con mia sorella Christine, mia madre e mia nipote». Se i numeri qualcosa contano, la partita si gioca tre a uno.

NATURAL BEAUTY SISLEY PARIS, sisley-paris.com. LETTURE “Bêtes de compagnie” e “Trajectoires Inverses” di Philippe d’Ornano, rispettivamente 40 e 47 €, su editionsdelacroixduloup.com.

Riproduzione riservata ©
Loading...
Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti