Le nuove generazioni e le prospettive di carriera del lavoro artigianale
Un lavoro ad alto valore aggiunto, ricercatissimo nel lusso: entro il 2028 il mercato avrà bisogno di 75mila figure. Ma l’offerta oggi non arriva al 50 per cento.
di Silvia Paoli
6' di lettura
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Scandicci, stabilimento Prada di via Pisana. Interno giorno. «Non devi avere fretta nel lusso, se no fai altro, rubinetti…». Andrea Guerra è seduto sul palco illuminato, alle sue spalle un’immagine di mani che lavorano, mani reali e pixelate arancio su blu e il motivo dell’incontro: i 25 anni della Prada Group Academy, la Scuola di Mestiere che forma le giovani generazioni alla manifattura nei settori della pelletteria, dell’abbigliamento e delle calzature. Il 70 per cento dei corsisti che la completa con profitto viene assunto in azienda.
Si parla del tempo, non meteorologico. La capacità di trasportare il passato nel presente, e insieme pianificare il futuro, ruota attorno a un tema cruciale: le aziende, tutte, fanno fatica nel ricambio delle persone che lavorano in manifattura, perché i lavori manuali sono stati abbandonati per seguire quelli immateriali. Si tratta di fuga di mani, oltre che di cervelli, di mani che devono trovare la loro soddisfazione in un lavoro appagante e ispirazionale.
Perché ci sia la voglia di imparare un mestiere, un mestiere lento, si deve rendere chiaro a tutti che non si tratta di mero assemblaggio di pezzi, ma di un attraente percorso di crescita, in un contesto che ha a cuore i suoi artigiani.
Il concept del pensiero di Andrea Guerra, amministratore delegato e amministratore esecutivo Prada Group, si riassume in un sillogismo: se la formazione è la chiave di volta dell’artigianato industriale, l’artigianato industriale è la chiave di volta del made In Italy. Ergo: la formazione è la chiave di volta del made in Italy. «Entro il 2028 serviranno più di 270mila figure specializzate nella manifattura, 75mila delle quali solo nel lusso, e si stima che ad oggi si arrivi solo al 50 per cento di offerta rispetto alla domanda. Come colmiamo questa distanza? Io nei giovani vedo il desiderio di una vita diversa, di uno stile di vita migliore, con minore alienazione. Sta a noi crearne le condizioni, facendo capire che il lavoro manuale non è solo assemblaggio, ma collaborazione di gruppo, in cui si sperimentano diverse attitudini, in cui si dà massimo valore all’ingegno, a quel che c’è di umano nel fare un mestiere. Sta a noi dare contenuto al nostro lavoro».
Lo sguardo di Lorenzo Bertelli, chief marketing officer & head of corporate social responsibility Prada Group, è laterale e parte dall’esperienza personale. «Quando io ho scelto la facoltà a cui iscrivermi, i miei coetanei, dal più al meno, volevano tutti fare la Bocconi» – per la cronaca lui ha fatto Filosofia, e i suoi filosofi preferiti sono Platone, Kant, Nietzsche. «Molti si sono ritrovati a fare un lavoro completamente diverso da quel che immaginavano. Il mito era The Wolf of Wall Street. Ma oggi ci troviamo in un mondo dove la tecnologia sta sostituendo i processi, che sono più facili da automatizzare. Invece il lavoro artigiano non si può sostituire. Quelli tecnici e specializzati sono mestieri ad alto valore aggiunto e non scompariranno, anzi saranno ricercati e remunerati. Già lo scorso anno negli Stati Uniti il salario medio di un colletto blu era più alto di quello di un colletto bianco. Tra dieci e vent’anni il paradigma si ribalterà, il lavoro manuale sarà più ambito e pagato di quello impiegatizio. Per questo stiamo attuando con le risorse umane un percorso di marketing interno». La people strategy è mettere le persone al centro, lavorare sulle emozioni, coinvolgerle («Se si emozionano per quello che fanno, le persone rimarranno in azienda», dice Rosa Santamaria Maurizio, che nel Gruppo Prada proprio di persone si occupa. E poi il talento interno va coltivato e valorizzato. Un progetto voluto da Lorenzo Bertelli si chiama Be Drivers of Change: è una specie di concorso che invita i dipendenti a proporre idee per la soluzione di problemi pratici, tecnologici, o per migliorare le condizioni di lavoro. Con inaspettati risvolti positivi: Manuel, che ha frequentato l’Academy nel 2018, nel 2025 ha proposto 7 idee innovative, piazzandosi secondo con una trovata che ha risolto un problema di sicurezza (top secret, ovviamente).







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