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Il Salone del Mobile chiude con oltre 316mila presenze. Record di buyer esteri

Edizione sopra le attese, che conferma la centralità di questa piattaforma in un momento complesso per il mercato

di Giovanna Mancini

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Padiglioni pieni, code lunghissime davanti agli stand: il «solito» Salone del Mobile. Pieno, strapieno, carico di energia. Come se fuori non fossero in corso guerre e tensioni geopolitiche con effetti devastanti per l’economia globale.

Eppure, qualche settimana dopo l’inizio della guerra in Iran, qualcuno aveva persino iniziato a fare pressioni affinché gli organizzatori posticipassero le date del Salone del Mobile, temendo che il caos nei trasporti aerei, oltre alle preoccupazioni per una possibile recessione economica globale, avrebbero portato a un drastico calo dei visitatori.

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Poi i numeri delle prevendite dei biglietti, che hanno continuato a mantenersi sui livelli dello scorso anno nelle settimane successive, sono stati un primo segnale incoraggiante per le imprese che ogni anno investono per partecipare a questa manifestazione. La conferma è arrivata in questi giorni, con l’arrivo di centinaia di migliaia di persone negli spazi di Fiera Milano a Rho per vedere i prodotti di oltre 1.900 espositori da 32 Paesi, con uno zoccolo duro (circa due terzi) di brand italiani, in rappresentanza di un settore che genera un fatturato alla produzione di 27,7 miliardi di euro (dati FederlegnoArredo).

Ora i numeri ufficiali confermano le sensazioni degli espositori: i visitatori sono stati (alle 12,30 di domenica, quindi potenzialmente anche di più) 316.342, con un record di operatori esteri (oltre il 68%). Interessante la classifica dei primi 20 Paesi presenti, con la Cina in testa, a conferma del recupero post Covid, seguita dalla Germania, al secondo posto in crescita del 5%. La Spagna è al terzo posto (+8.7%). Bene anche Stati Uniti (+8,8%) e Regno Unito (+10%). Tra le geografie più dinamiche, citiamo il Mercosur, conil Brasile al quarto posto e la Corea del Sud (+4,5%). al 14esimo posto.
Al di là dei numeri, grande la soddisfazione degli organizzatori, in primis la presidente del Salone Maria Porro e il presidnete di FederlegnoArredo Claudio Feltrin.

Le voci degli espositori

È andata «molto bene» secondo Michele e Giovanni Gervasoni, rispettivamente ceo e presidente dell’omonima azienda: «La situazione fuori è difficilissima, ma l’energia e il mood positivo che si respira qui dentro è incredibile. Non si nota alcun tipo di calo». aggiunge il ceo. E non è solo una questione psicologica (che, in ogni caso, per chi fa impresa non è un dettaglio irrilevante): «Vedere che i clienti vengono, che sono tranquilli, che apprezzano i prodotti e avviano trattative è un segnale che il mercato è vivo, che il business va avanti», osserva Angelo Meroni, presidente di Lema, che conferma la grande affluenza di visitatori riportata da tutti gli imprenditori che abbiamo incontrato.

«Il Salone è una certezza – dice Massimiliano Messino, presidente di Flou –. Usciremo da questa fiera meglio di come ci siamo entrati, consapevoli che, anche se la situazione dei mercati è molto complessa, un buon Salone può rimettere in carreggiata il business di un anno intero».

Lo stand di Kartell, ben 1.500 metri quadrati, ha registrato numeri superiori anche all’edizione del 2024, con oltre 60mila ingressi.

Una piattaforma stabile e affidabile

In momenti come questo, del resto, il Salone «si conferma il miglior antidoto alle criticità del mercato», afferma la presidente Maria Porro, ricordando il lungo lavoro dietro le quinte e in particolare le numerose attività di promozione all’estero, che hanno fatto aumentare i buyer da Paesi come gli Stati Uniti, il Brasile, la Cina, anche a compensazione dei mancati arrivi da alcune regioni del Medio Oriente.

 Per Claudio Feltrin, presidente di FederlegnoArredo, il Salone è un «portatore sano di fiducia». Le aziende in fiera «hanno lavorato bene in questi giorni», aggiunge Feltrin, che parla di un andamento oltre le attese per l’edizione di quest’anno.

 «Il Salone ha il dovere di essere una piattaforma stabile, aperta e affidabile», aggiunge Porro. Una «infrastruttura economica e culturale» capace di intercettare e interpretare i cambiamenti del mercato e di evolvere per fornire alle imprese gli strumenti necessari per affrontare questi cambiamenti.

Le innovazioni: Raritas e Contract

 Lo dimostrano le tante novità presentate quest’anno, tra cui nuovi format come Salone Raritas e il lancio del Salone Contract che farà il suo debutto il prossimo anno, rivolto a quel segmento del mercato (i grandi progetti) che più di ogni altro sta sostenendo la crescita e le competitività dell’industria italiana del mobile.

 Proprio su questo aspetto mette l’accento anche Claudio Feltrin: «Quello dei grandi progetti è un mercato che molte aziende italiane già conoscono, ma è un mondo complesso, non ripetitivo, governato da regole diverse rispetto al retail e questo richiede competenze e modelli di business diversi. Mancava una piattaforma di incontro e scambio tra tutti gli stackeholders che operano in questo ambito e il nostro obiettivo è dare vita a un evento che risponda a questa esigenza.

Proprio queste innovazioni potrebbero convincere alcuni grandi brand dell’arredo - negli ultimi anni usciti dal Salone per concentrare le presentazioni all’interno dei propri showroom in città - a rientrare in fiera, beneficiando di una formula nuova e più specifica, mirata. Un modo per fare sistema per davvero e arginare la frammentazione che caratterizza questo settore come tanti altri della manifattura italiana e che, di fronte alle grandi crisi e alle enormi sfide che pone il mondo, non sono più sostenibili per l’economia del nostro Paese.

Successo anche in città

Ottimi numeri anche per le oltre mille iniziative del Fuorisalone. Record di ingressi per la mostra-evento di Interni, «Materiae»: alla Statale di Milano sono state registrate 275mila presenze,contro le 250mila dello scorso anno. All’Orto Botanico di Brera oltre 57mila (50mila nel 2025). All’Audi x Zaha Hadid Architects Portrait ha visto ben 170mila ingressi, contro i 150mila dell’anno scorso. «Materiae» sarà aperta al pubblico fino al 30 aprile alla Statale e all’Orto Botanico.

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