Il nuovo KANAL: città-museo di 40.000 metri quadri
Per il centro di arte contemporanea un investimento da 230 milioni. Accordo con il Centre Pompidou per lo sviluppo e la gestione. Aprirà a novembre
3' di lettura
I punti chiave
3' di lettura
Il nuovo centro KANAL - Pompidou prende forma negli spazi dell’ex garage Citroën: un cantiere ancora aperto, ma già carico di ambizione. In occasione di Art Brussels abbiamo visitato il sito e incontrato la direzione. I numeri danno subito la misura: 40.000 metri quadrati complessivi, di cui 12.500 destinati alle gallerie e uno staff di circa 110 persone.
Il sito è stato acquistato nel 2015 per 25 milioni di euro dalla Société d’Aménagement Urbain per conto della Regione di Bruxelles-Capitale. I lavori sono iniziati poco prima del Covid e, tra pandemia e crisi politica — con la Regione senza un governo pienamente operativo dalle elezioni del 2024 — i ritardi sono stati contenuti: “solo due anni”, come sottolinea la direttrice artistica Kasia Redzisz. L’apertura è fissata al 28 novembre 2026.
L’accordo con il Pompidou
L’investimento complessivo raggiunge i 230 milioni di euro, interamente sostenuti dalla Regione. Più controversa la questione del budget operativo: inizialmente previsto a 35 milioni annui, è stato progressivamente ridimensionato. Dopo polemiche politiche e cifre circolate in modo impreciso, oggi si parla di un finanziamento in calo: 28 milioni nel 2026, 24 nel 2027, 22 nel 2028. Il futuro, oltre il 2028, resta aperto e sarà oggetto di negoziazione.
In questo quadro si inserisce l’accordo con il Centre Pompidou, firmato nel 2017. Pensato su dieci anni, è articolato in due fasi: supporto allo sviluppo e gestione a partire dall’apertura. I ritardi hanno fatto slittare la scadenza al 2031, senza rinnovo automatico. Il Pompidou fornirà un contributo centrale: tra il 2026 e il 2031 sono previste tre mostre semipermanenti, la prima “Un viaggio davvero immenso” abbraccerà tutto il XXI secolo. Inoltre, tre mostre fotografiche si articoleranno nell’arco di cinque anni e saranno basate sulla collezione del Centre Pompidou (Robert Frank, Brassaï), mentre altre quattro mostre saranno dedicate a figure iconiche del modernismo (Delaunay, Braque/Picasso, Matisse). Quella con il Centre Pompidou è quindi una collaborazione strategica, ma non priva di critiche politiche, che ne mettono in discussione sostenibilità e opportunità.
Gli spazi e la programmazione del nuovo museo di contemporaneo
Il progetto architettonico, firmato da Sergison Bates, EM2N e noAarchitecten, conserva l’impianto industriale degli anni Trenta, inserendo nuovi volumi e mantenendo una forte identità pubblica: 20.000 metri quadrati saranno accessibili gratuitamente, una sfida rilevante per un quartiere complesso e stratificato. L’edificio ospiterà un auditorium (400 posti), biblioteche, sale di lettura, laboratori pedagogici, ristoranti, un ampio spazio sarà occupato dal nuovo centro di archiviazione dell’architettura e persino un parco giochi.










