Grandi patrimoni

Il Nord America guida la crescita dei paperoni e ospita il 40% dei milionari mondiali

Secondo il Global Report Wealth di Ubs è dove nel 2024 i patrimoni sono cresciuti di più; la Svizzera continua a guidare la ricchezza media per individuo, l’Italia per ricchezza mediana (124.473 dollari) perde una posizione e passa al 14° posto su 56 paesi

di Lucilla Incorvati

4' di lettura

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Nel 2024 la ricchezza globale degli individui (non solo finanziaria ma include immobili, terreni e beni di passione) è cresciuta del 4,6%, dopo un incremento del 4,2% nel 2023, proseguendo così un trend al rialzo costante. La crescita non è stata uniforme ma si è concentrata nel Nord America, con le Americhe che hanno rappresentato complessivamente la maggior parte dell’aumento, con oltre l’11%, grazie ad un dollaro stabile e a mercati finanziari solidi. Asia-Pacifico (APAC) ed Europa, Medio Oriente e Africa (EMEA) sono rimaste indietro, con tassi di crescita inferiori rispettivamente al 3% e allo 0,5%. L’Italia si posiziona al 14° posto retrocedendo di una posizione rispetto al 2023 con 124.473 dollari per ricchezza media per individuo. Tra i target emergono gli “Everyday Millionaires”, individui con asset investibili per un valore compreso tra 1 e 5 milioni di dollari. Il numero di questi individui è più che quadruplicato dal 2000, raggiungendo circa 52 milioni a livello globale alla fine dello scorso anno. Sono alcune delle principali indicazioni della sedicesima edizione del Global Wealth Report di Ubs.

Dove i capitali finanziari crescono di più e dove meno

Nel Nord America nel 2024 gli adulti hanno registrato i livelli medi di ricchezza più elevati (593.347 dollari), seguiti da quelli dell’Oceania (496.696 dollari) e dell’Europa occidentale (287.688 dollari). L’Europa orientale si è distinta invece per la crescita più rapida della ricchezza media per adulto, con un aumento superiore al 12%. Ma in termini reali e misurata in dollari, oltre la metà dei 56 mercati analizzati non ha partecipato alla crescita globale e ha registrato un calo della ricchezza media pro capite. La Svizzera continuato a guidare la classifica della ricchezza media pro capite a livello di singolo mercato, seguita da Stati Uniti (Usa), dalla RAS di Hong Kong e dal Lussemburgo. Danimarca, Corea del Sud, Svezia, Irlanda, Polonia e Croazia hanno registrato i maggiori aumenti della ricchezza media, tutti con tassi di crescita a doppia cifra (misurati in valuta locale).

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La situazione italiana

Nel nostro Paese la ricchezza media per adulto è cresciuta corso del 2024 e misurata in valuta locale è aumentata del 3,81% al netto dell’inflazione. La ricchezza mediana, misurata negli stessi termini, è addirittura salita pressoché del 15%, al sesto posto tra i 56 Paesi analizzati. L’evoluzione degli ultimi cinque anni, invece, è meno favorevole: dall’inizio del decennio in poi, la ricchezza media è calata di oltre il 9% e quella mediana è aumentata soltanto del 4,7%. Il divario tra valori medi e mediani suggerisce che le fasce patrimoniali medie si siano avvalse di una crescita della ricchezza ben più rapida delle fasce alte.

Gli asset finanziari rappresentano poco meno del 46% del patrimonio lordo complessivo, un valore al pari della Germania. I valori non finanziari (immobili e terreni) rappresentano poco meno del 62%, mentre i debiti ammontano al 7,6%, un valore estremamente basso nel confronto internazionale. Sottraendo i debiti dalla somma dei valori finanziari e non finanziari lordi si ottiene il patrimonio personale netto.

L’Italia occupa il 23esimo posto su 56 Paesi della classifica della ricchezza media per adulto misurata in dollari, dopo la Spagna e davanti al Giappone, ma raggiunge il 14esimo posto nella classifica della ricchezza mediana, davanti agli Stati Uniti e Singapore.

A fine 2024 l’Italia conta poco più di 1,3 milioni di milionari in dollari. Nel corso dei prossimi due-tre decenni Ubs stima che l’Italia assisterà ad un’impennata dei patrimoni trasferiti tra le generazioni nonché all’interno della stessa generazione (da coniuge a vedova/o) per un totale di oltre 2 300 miliardi di euro, pari ad oltre un quinto dell’intero patrimonio privato del Paese e pari al doppio della somma prevista in Giappone, che ha il doppio della popolazione.

LA CLASSIFICA

La ricchezza totale media per individui nel 2024. Dati in dollari

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I milionari

Il numero di milionari in dollari è aumentato dell’1,2% nel 2024, con un incremento di oltre 684.000 persone rispetto al 2023. Gli Stati Uniti hanno registrato oltre 379.000 nuovi milionari in più, ovvero più di 1.000 al giorno. Stati Uniti, Cina e Francia sono i Paesi con il maggior numero di milionari con patrimonio espresso in dollari, con gli Stati Uniti che rappresentano quasi il 40% del totale mondiale. Negli ultimi 25 anni si è assistito ad una crescita marcata e costante della ricchezza a livello globale. Infatti, è aumentata a un tasso di annuale composto del 3,4% dal 2000. Dal 2014 al 2024 la fascia di ricchezza inferiore ai 10.000 dollari ha cessato di essere la più popolata del campione, superata dalla fascia successiva compresa tra i 10.000 e i 100.000 dollari. Per i prossimi cinque anni, le proiezioni del report indicano una crescita continua della ricchezza media pro capite. Questa espansione sarà trainata da Stati Uniti, Cina, America Latina e Oceania.

Gli Everyday Millionaires

Chi ha asset investibili tra 1 e 5 milioni di dollari costituisce una popolazione di 52 milioni di invidui a cui corrispondono circa 107.000 miliardi di dollari, avvicinandosi ai 119.000 miliardi detenuti da individui con un patrimonio superiore a 5 milioni di dollari. La crescita di questo segmento è stata trainata in larga parte dall’aumento dei prezzi immobiliari e dagli effetti valutari. Nonostante le differenze regionali, il trend al rialzo di lungo termine degli Everyday Millionaire è evidente in tutto il mondo.

I patrimoni per generazione

Nei prossimi 20-25 anni, si prevede un trasferimento di ricchezza superiore agli 83.000 miliardi di dollari, di cui 9.000 miliardi verranno trasferiti “trasversalmente” tra coniugi, mentre 74.000 miliardi passeranno alle generazioni successive. I Paesi con i maggiori volumi attesi di trasferimenti di ricchezza sono Stati Uniti (oltre 29.000 miliardi), Brasile (quasi 9.000 miliardi) e Cina (oltre 5.000 miliardi). Secondo lo studio i millennials (nati dopo il 1981) detengono la quota più elevata del proprio patrimonio in beni durevoli e immobili, e investono in misura maggiore in imprese private. I Baby Boomer (nati tra il 1946 e il 1964) presentano un patrimonio netto di oltre 83.000 miliardi di dollari, superando di gran lunga la Gen X (nata tra il 1965 e il 1980), la Silent Generation (prima del 1945) e i Millennial. A livello globale, anche la distribuzione della ricchezza varia: nel campione preso in esame dal report, gli Stati Uniti si distinguono per l’elevata quota di investimenti finanziari, l’Australia per quelli immobiliari e Singapore per quelli assicurativi e pensionistici.


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