Grandi patrimoni

Il 2022 annata da dimenticare per i Paperoni nel mondo

Secondo il World Report di CapGemini la popolazione globale degli Hnwi è scesa del 3,3% a 21,7 e le ricchezze finanziarie diminuite del 3,6% a 83mila miliardi di dollari

di Lucilla Incorvati

(suriyapong - stock.adobe.com)

3' di lettura

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Anche i ricchi talvolta piangono. Sembra sia accaduto spesso nel 2022. A stare alle classifiche, infatti, nel 2022 la crescita il numero dei paperoni nel mondo è diminuita. Stiamo parlando della popolazione globale dei così detti High-Net-Worth Individual (Hnwi), ovvero persone che hanno almeno un milione di dollari di ricchezze finanziarie. Questo target registra, infatti, nello scorso anno il più grande calo in termini di dimensioni e ricchezza da oltre un decennio. Complice certamente, il crollo dei mercati azionari che ha portato un forte ridimensionamento dei patrimoni investiti.

World Wealth Report di Capgemini

È la principale evidenza del World Wealth Report di Capgemini secondo il quale la popolazione globale degli Hnwi è scesa del 3,3% a 21,7 milioni nel 2022, mentre il valore della loro ricchezza è diminuito del 3,6% a 83mila miliardi di dollari. Secondo lo studio si tratta del calo più netto registrato negli ultimi 10 anni (2013-2022), causato dall’incertezza geopolitica e macroeconomica. L’area che accusa la contrazione maggiore è il Nord America che ha registrato un calo del 7,4%, seguito dall’Europa (3,2%) e dall’area dell’Asia-Pacifico (2,7%). Al contrario, Africa, America Latina e Medio Oriente hanno mostrato un certo grado di resilienza, registrando nel 2022 una crescita della ricchezza, grazie alle solide performance del settore Oil&Gas.

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Il quadro in Italia

Anche in Italia nel 2022 il numero di Hnwi è sceso dell’1,9% a 315.800, mentre il valore della loro ricchezza è diminuito del 2,7% a 624,9 miliardi di dollari. La crescita del Pil reale è stata del 3,8% nel 2022, a fronte di una crescita del 6,6% nel 2021. Con un’inflazione in media dell’8,7% la ricchezza degli investitori ne ha risentito. Anche l’effetto mercato si è visto sulla riduzione dei grandi patrimoni: la capitalizzazione di mercato è scesa del 7% nel 2022, mentre il settore immobiliare ha registrato una quasi stagnazione con una crescita dello 0,6%, a causa dell’aumento dei tassi di interesse e della crisi energetica.

Fattori critici & Industria

Secondo il report, il 56% degli intervistati ha dichiarato che i servizi a valore aggiunto sono rilevanti nel momento in cui devono scegliere una società di wealth management, ma solo uno su due si è dichiarato soddisfatto delle competenze del proprio wealth manager in termini di erogazione di tali servizi. Quasi il 31% probabilmente cambierebbe il proprio wealth manager nei prossimi 12 mesi. L’industria per ampliare il bacino dei potenziali clienti in ambito wealth management deve guardare al segmento affluent, cioè a quegli individui benestanti con un patrimonio investibile dai 250 mila al milione di dollari, già da qualche anno individuata come la nuova frontiera, dal momento che questa popolazione continua a crescere in termini di dimensioni e peso finanziario.

A livello regionale, il Nord America (46%) e l’Asia-Pacifico (32%) detengono la quota maggiore di affluent in termini di valore della ricchezza e di dimensioni della popolazione a livello globale. Nonostante il patrimonio di quasi 27mila miliardi di dollari (quasi il 32% del patrimonio totale degli Hnwi), il 34% delle aziende non sta esplorando questo segmento. C’è un impatto importante sui servizi: la maggior parte degli affluent (71%) è interessata a richiedere servizi di wealth advisory alla propria banca nei prossimi 12 mesi. Per mantenere bassi i costi operativi e offrire al contempo le competenze richieste da questo segmento, la strada da percorrere sarà la personalizzazione abilitata dalla tecnologia

Investimenti & Fattori Esg

Nonostante il clima di incertezza economica, in cui solo il 23% degli Hnwi ha dichiarato che i maggiori rendimenti ottenuti sono stati generati da asset legati ai fattori Esg, i paperoni continuano a manifestare interesse per i prodotti Esg, con il 41% degli intervistati che considera come priorità assoluta gli investimenti con un impatto Esg. Se da un lato il 63% del target ha dichiarato di aver richiesto il punteggio Esg dei loro asset, dall’altro non sono molte le società di wealth management che considerano l’analisi dei dati Esg (52%) e la tracciabilità (31%) una priorità assoluta.

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