Il Graffio del lunedì

Derby di Milano: Milan vince 1-0 tra polemiche per un rigore non concesso all’Inter

Un gol inatteso di Estupinan regala al Milan un successo prezioso che riduce il distacco dai nerazzurri primi in classifica

di Dario Ceccarelli

Pervis Estupinan festeggia dopo aver segnato il primo gol durante la partita di Serie A tra Milan e Inter, domenica 8 marzo 2026. (AP Photo/Luca Bruno)

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Ha solo un merito questo derby che certo non resterà nella storia del calcio per intensità e bellezza: che riapre il campionato. Il Milan lo vince alla sua maniera, con un gol del giocatore meno atteso: l’ecuadoriano Pervis Estupinan, abile, su passaggio di Fofana, a battere Sommer al 35’ con un potentissimo sinistro sotto la traversa.

Due notazioni: la prima che la difesa nerazzurra (in particolare Luis Henrique) è rimasta ferma come un paracarro. La seconda che un minuto prima Mkhitaryan, solo davanti a Maignan, aveva incredibilmente gettato al vento un gol quasi fatto.

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In un minuto il film si è rovesciato. Cose che succedono nel calcio, ma che hanno deciso il destino di questo derby che riporta il Milan a meno sette dall’Inter. Che sono sempre tanti ma, con 10 partite ancora da giocare, permettono ai rossoneri sia di blindare un posto in Champions, sia di provare a sognare una rimonta difficile ma non impossibile. Molto dipenderà anche dall’Inter: perché quella che abbiamo visto - stanca, imprecisa e poco determinata - se non cambia marcia rischia già di impantanarsi nei prossimi incroci. Incroci pericolosi con Atalanta, Roma e Como. Avversarie toste, tutte più o meno interessate a prenotarsi un pass in Champions.

Quanto al Milan, se davvero con questo magro 1-0 ha aperto una crepa nelle certezze dell’Inter, e vuole provare a rincorrere la capolista, sarà bene che si svegli in attacco. Va bene il pragmatismo e il corto muso, però segna pochissimo (20 gol in meno dell’Inter). Un braccino corto che rischia di pesare visto che i centrocampisti e i difensori devono soccorrere un attacco anemico. Merito di Allegri, però, è quello di aver dato forma e solidità ai rossoneri, che rispetto al 2025, viaggiano con ben 16 punti in più. Un bel salto.

C’è anche un altro dato che può rallegrare i tifosi rossoneri: l’ultima volta che il Diavolo aveva vinto due derby nello stesso campionato era stato il 2010-2011, l’anno dello scudetto con Allegri in panchina.

Tornando al derby, per quanto ricco (9 milioni di incasso), come spettacolo è stato davvero mediocre. Che il Milan giocasse da Milan lo si poteva immaginare; meno che l’Inter, per quanto penalizzata da diverse assenze importanti (Lautaro, Thuram, Calhanoglu, ecc,), si lasciasse imbrigliare così facilmente. Vero che alla fine reclama un rigore abbastanza evidente (mani in area di Ricci trascurato sia dall’arbitro Doveri che dal Var), però la squadra di Chivu ha fatto pochissimo per mettere in difficoltà il Diavolo, sempre a suo agio con questi ritmi da scapoli e ammogliati. Anche Dimarco, di solito tra i più incisivi, ha girato a vuoto sbagliando una facile occasione. Se questa doveva essere la prova di maturità dell’Inter ora tutto si complica. Negli ultimi 7 derby, i nerazzurri ne hanno persi cinque. L’altro dato che fa male è che quest’anno, oltre ai due derby, l’Inter ha perso anche con Juventus e Napoli. Una squadra che corre per il titolo deve saper battere le rivali dirette. A fare i prepotenti con i più deboli sono capaci tutti. Ultimissima notazione: la mancanza di Lautaro, ora si sente.

Napoli-Torino 2-1

Buone notizie per la squadra di Conte che, battendo i granata, blinda la zona Champions. Ma non solo: a poco a poco (quasi) tutti gli infortunati stanno recuperando. E’ tornato Gilmour in regia; si è fatta risentire la potenza di Anguissa e si è rivisto, dopo il lungo infortunio, anche De Bruyne. Se poi aggiungiamo che il brasiliano Alisson (autore dell’1-0) è sempre più decisivo nell’attacco partenopeo (qualcuno azzarda paragoni con Kvaratskhelia… ma è un giudizio rivedibile), possiamo dire che le cose per i partenopei si mettono bene. Vero che Vergara è uscito per una fascite al piede, ma la buona prova di Elmas (che firma il raddoppio) compensa le ansie di Conte. Il Torino di D’Aversa si sveglia solo quando la frittata è fatta. E dopo aver accorciato con Casadei, si mangia il 2-2 con Adams, ancora arrugginito dopo il rientro. Il Napoli vede il sole, il Toro torna nella nebbia. 14 Sconfitte su 28 partite, non fanno ben sperare..

Genoa-Roma 2-1

Ci rimane male Gasperini: e infatti se la prende con il Var, reo di non aver visto un rigore su Konè («Se il Var non l’ha visto cambi mestiere»). Ma il vero problema è che la sconfitta con il Genoa arriva una settimana dopo lo choccante 3-3 con la Juve non ancora metabolizzato. Vero che i giallorossi forse avrebbero meritato il pareggio, però la Roma nel primo tempo non è quasi mai pervenuta. Bene invece De Rossi, che non solo conquista una vittoria fondamentale per la salvezza, ma mette nei guai la sua ex squadra agganciata al quarto posto dal Como e risucchiata nella bagarre Champions con la Juve dietro solo di un punto. E domenica prossima è previsto lo scontro diretto, fuori casa, proprio tra Roma e Como. Insomma, per Gasp, le cose si complicano. La partita di Marassi è stata combattuta ed emozionante. Dopo il vantaggio di Messias (rigore per fallo di Pellegrini), c’è stato l’immediato pareggio di Ndicka. Decisivo è stato Vitinha, subentrato da poco, che, ben servito da Masini, è andato in gol con la difesa della Roma immobile.

Juventus-Pisa 4-0

Non ci ci mettiamo a discutere un bel poker. Quindi facce allegre e tanti auguri a Luciano Spalletti per i suoi 67 anni. Però resta un dubbio: il primo tempo è finito 0-0. E qualche fischio già cominciava a sibilare. Ma qui, in corso d’opera, Spalletti si è inventato un ribaltone promuovendo Yildiz da falso nove e inserendo Boga al posto del fantasma di David. Se poi mettiamo un Conceicao spumeggiante, il poker è fatto: il primo a sbloccare è Cambiaso, che di testa intercetta una pennellata del portoghese. Qui il Pisa cede e diventa tutto facile: il 2-0 è di Thuram, il tris di Yildiz, il quarto di Boga su lancio in contropiede di Locatelli. Concludendo: ok il Pisa è ultimo, non è un test probante. Però questa Juventus del secondo tempo fa ben sperare per rientrare in zona Champions. Aspettando Vlahovic (in odore di riconferma) finalmente un sabato da Juve. Spalletti sta cercando casa a Torino, qualcosa vorrà dire.

Cagliari-Como 1-2

Dove non arriva il gioco, arriva la prodezza: e la squadra di Fabregas, grazie a una stoccata all’incrocio dei pali di Da Cunha, si avvicina sempre più alla Champions. Il Cagliari, penalizzato da molte assenze, forse avrebbe meritato il pareggio per agonismo e volontà, ma l’assenza di un centravanti di ruolo si è fatta sentire. Il Como, visibilmente meno pimpante di altre volte, aveva comunque sbloccato il risultato con Baturina. Ma il pareggio di Esposito nella ripresa aveva illuso gli isolani. «Per noi è stata la vittoria più difficile», ha commentato Fabregas alludendo all’erba del campo non tagliata dai padroni di casa. Un trabocchetto che però è servito a poco.

Atalanta-Udinese 2-2

A tre giorni dall’andata degli ottavi di Champions con il Bayern, pareggio in rimonta per la Dea, senza 4 big ma totalmente spenta nel primo tempo. L’Udinese con diversi errori difensivi sperpera il doppio vantaggio (Kristensen 40’, David al 55’), illudendosi che ormai i bergamaschi fossero cotti a puntino. Invece Palladino cambia tutto e con il 4-2-4 si affida al tandem Krtosovic- Scamacca. Un’idea vincente perché l’azzurro, in cinque minuti realizza una doppietta di testa che riporta sul 2-2 il match. «Meritavamo la vittoria», commenta Palladino dimenticando che, se i friulani fossero stati più scaltri, poteva finire in una disfatta.

Bologna-Verona 1-2

Bel colpo per l’Hellas, che nel 2026 non aveva mai vinto. Un risultato giusto che fotografa una partita dove i padroni di casa, dispersivi davanti, non hanno mai saputo imporre il proprio ritmo. Parlare di risalita o di colpo di scena in chiave salvezza per gli scaligeri è decisamente troppo, però sette punti da rimontare non sono ancora un abisso. Al vantaggio dei padroni di casa con Rowe al 49’, replicano Frese (53’) e Bowie (57’). Il Bologna, ottavo con 39 punti, ha perso dopo cinque vittorie consecutive tra campionato ed Europa League, competizione nella quale giovedì incontrerà la Roma agli ottavi. Probabile che la squadra di Italiano fosse già con la testa altrove.

Fiorentina- Parma 0-0

Che brutto pareggio! Soprattutto per i viola, che perdono un’altra occasione per togliersi dai guai. Tanta paura, poca determinazione, la sensazione che alla Fiorentina stesse bene perfino il pareggio. Certo, ora, grazie alla sconfitta della Cremonese con il Lecce, i viola lasciano il terzultimo posto in classifica, però che tristezza. I tifosi sono sempre più disillusi. Qualcuno nella squadra forse crede che la salvezza arriverà per grazia divina. Il modo migliore per finire in B.

Lecce-Cremonese 2-1

Si mette male per la squadra lombarda che, dopo lo spareggio salvezza con i salentini, rimane da sola al terzultimo posto. Con l’allenatore Davide Nicola sempre più traballante. Lunedì prossimo la Cremonese incontrerà la Fiorentina, altra rivale diretta, però l’aria è pesante: non c’è gioco, soprattutto non c’è volontà di uscire da questa deriva. Pessimo il primo tempo, dove si vede solo il Lecce presto in vantaggio con Pierotti e Stulic. Nella ripresa, Bonazzoli riapre la sfida dopo alcuni cambiamenti di Nicola. Con la difesa a quattro, la Cremonese va meglio. Ma dopo le proteste dei grigiorossi per un possibile fallo di rigore su Sanabria, la partita si chiude sul 2-1 con il Lecce che fa un grosso passo verso la salvezza. «Siamo stati derubati», protesta la Cremonese con qualche ragione.

Oggi Lunedì- Sassuolo (ore 20.45)

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