Il miglior bar dove bere cocktail è “Dante”a New York. Il Drink Kong di Roma rivelazione dell’anno
Jerry Thomas di Roma e 1930 di Milano nelle prime 50 posizioni della classifica World's 50 Best Bars. Le capitali del bere miscelato restano New York e Londra ma dietro al bancone ci sono tanti professionisti italiani
di Maurizio Maestrelli
2' di lettura
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La serata di proclamazione dei World's 50 Best Bars sta al mondo della mixology internazionale come la notte degli Oscar sta a quello del cinema. Ansia, fibrillazione, gioia e delusione si mescolano in un evento, celebrato ogni anno a Londra, che decreta le celebrità dello shaker e del mixing glass. Chi guarderà tutti dall'alto al basso, della classifica s'intende, quest'anno? Come andranno gli italiani? Beh, la risposta l'abbiamo avuta giovedì 3 ottobre.
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Va detto che la classifica dei “secondi 50” ovvero le posizioni dal cinquantunesimo al centesimo posto erano state già rivelate qualche giorno fa con la bella sorpresa di trovare due new entry italiane, il Baccano e il Drink Kong di Roma rispettivamente al settantesimo e all'ottantaduesimo posto, e una conferma per l'inossidabile e milanese Nottingham Forest di Dario Comini, all'ottantaseiesimo posto. Ieri sera, per il Drink Kong guidato da Patrick Pistolesi, è arrivato anche il prestigioso premio Campari One to Watch, attribuito al locale “rivelazione” dell'anno.
Performance deludente per i bar italiani nelle prime 50 posizioni
Un po' deludente invece la presenza italiana nelle prime cinquanta posizioni con il J erry Thomas Project di Roma al cinquantesimo posto e il 1930 di Milano al quarantaquattresimo, entrambi riconfermati comunque come top cocktail bar italiani. L'orgoglio tricolore tuttavia si riprende considerando le prestazioni di alcuni connazionali che lavorano all'estero: Giacomo Giannotti, ad esempio, alla guida del Paradiso di Barcellona si è piazzato alla ventesima posizione, Angelo Sparvoli, in forza all'American Bar del Savoy Hotel di Londra è in quinta posizione e il team praticamente tutto italiano del bar del Connaught Hotel, il regno di Agostino Perrone e di Giorgio Bargiani, è salito fino al secondo posto. A un passo dal vertice della classifica guidata dal locale newyorchese Dante.







