Turismo

Il Grand hotel San Pellegrino Terme riapre grazie agli investitori californiani

Rinascita del Grand Hotel San Pellegrino Terme grazie a una società immobiliare californiana

di Enrico Netti

Il Grand hotel di San Pellegrino fu inaugurato nel 1904. Al termine dei lavori di ristrutturazione offrirà 118 camere e una grande Spa (Elena Piccini)

3' di lettura

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Capitali statunitensi per la rinascita del Grand hotel San Pellegrino Terme, storica struttura in Val Brembana in provincia di Bergamo, inattiva dal 1979.

«Dopo alcuni bandi andati deserti a gennaio è stata firmata la convenzione tra l’amministrazione comunale e la società immobiliare californiana Ekn Development - racconta Vittorio Milesi, vice sindaco di San Pellegrino Terme - con cui gli sviluppatori avranno per 99 anni il diritto di superficie sull’area del Grand Hotel, l’immobile e il parco. La cubatura resterà l’attuale».

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Per la locazione il Comune incasserà 10.000 euro l’anno - canone simbolico che tiene conto dell’entità dell’investimento - mentre per la ristrutturazione della struttura Ekn investirà 64 milioni di dollari, poco più di 61 milioni di euro, per il recupero delle strutture, riqualificare il parco e realizzare una o più piscine.

C’è una compartecipazione pubblica di 5 milioni di euro, 3 di Regione Lombardia e 2 del Comune.

Lavori che dureranno 3 o 4 anni.

Il posizionamento del Grand hotel San Pellegrino Terme

Per quanto la gestione dell’hotel, il posizionamento sarà nel segmento lusso, potrebbe essere affidata a colossi del settore come, per esempio, Marriott o Hilton. I loro emissari hanno già visitato la struttura e fatto dei sopralluoghi.

Il lusso del Grand Hotel ritornerà ai suoi antichi fasti non solo per le 118 camere ma la Spa innovativa che prevede lo sfruttamento delle sorgenti comunali con annessa “speakeasy lounge”, piscine esterne, sala conferenze con biblioteca e bar nella grande cupola con terrazza all’aperto.

Al piano terreno un ristorante e negozi di lusso.

Il progetto Spa

«Nella zona centrale della cittadina c’è la fonte di acqua termale “Sorgente vita”, acqua usata da QC Terme per scopi non curativi - continua il vice sindaco -. Il Comune vuole ripristinare le terme curative che fanno parte della storia di San Pellegrino e ha acquistato dal Gruppo Percassi per tale scopo la totalità di “Villa Giuseppina” firmando l’atto relativo all’acquisizione del piano terreno lo scorso 10 febbraio».

Questo immobile all’interno è allo stato rustico ma nel negli anni 2020/2021 sono stati eseguiti importanti interventi per il ristrutturazione e il recupero dell’involucro esterno. «Il Comune ha il progetto esecutivo, già finanziato con 1,86 milioni di euro, per il completamento della sistemazione dei piani primo, secondo e terzo ma non del piano terreno perché non era proprietario dell’intera palazzina».

L’obiettivo dell’amministrazione

L’obiettivo dell’amministrazione è di riportare in vita le terme curative che hanno funzionato fino al 2006. «Si pensa di appaltare e realizzare la sistemazione dei già citati tre piani dell’immobile e di affidare tramite gara la gestione del centro termale curativo ad operatori privati specializzati dell’intero immobile, compreso quindi il piano terra, che dovrà essere recuperato per finalità compatibili con l’attività termale» sottolinea Milesi.

Villa Giuseppina è in uno stato manutentivo ottimo grazie al restauro e la sistemazione al rustico è terminata nel 2021.

Anche questo immobile è in stile liberty e Villa Giuseppina fu costruita negli anni ’20 dello scorso secolo per volere del commendatore Volonté, che si occupava della gestione di Casinò, Grand hotel e hotel Terme e Milano per conto della società dei Grandi Alberghi.

Fu chiamata così in memoria di Giuseppina Bisleri, titolare con il marito dell’acqua Nocera Umbra e del liquore Ferrochina Bisleri. La villa è realizzata in stile liberty ed è articolata su quattro piani fuori terra. L’intero edificio verrà concesso in gestione come centro termale sanitario.

A quest’ultima iniziativa si aggiunge il progetto per la realizzazione della Flagship factory di San Pellegrino, società che fa parte del gruppo Nestlé Waters.

Un progetto da circa 100 milioni di euro per quella che sarà un’attrazione turistica per l’acqua minerale famosa in tutto il mondo che sgorga nel territorio del comune.

Lo stile liberty negli hotel italiani

Non sono molti gli hotel in stile liberty in Italia. Oltre al GH di San Pellegrino c’è il Diana Majestic a Milano e il GH Royal a Viareggio. Quello in Val Brembana fu costruito in soli due anni su progetto dell’architetto Romolo Squadrelli e all’ingegner Luigi Mazzocchi.

Nel corso della sua storia ospitò personaggi illustri, come la regina Margherita di Savoia, la regina Elena, il principe Umberto e il re d’Egitto Faruk, Quasimodo, Tommasi di Lampedusa, il Milan, la grande Inter e tanti altri.

Oggi, dopo aver consolidato la struttura, sono stati riportati alla luce gli affreschi in stile liberty di inizio secolo e anche quelli degli Anni venti in stile art déco del primo piano. Un lavoro certosino che ha visto impegnate otto restauratrici per tre anni e mezzo di lavoro.

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