Il fascino dei faraoni incanta Roma
La mostra romana alle Scuderie del Quirinale Tesori dei Faraoni ha superato i 400 mila visitatori
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Perché i faraoni continuano ad attrarci? La risposta è semplice: perché, a differenza di quasi tutte le altre civiltà antiche, l’Egitto non ci appare davvero come un passato remoto, complici le piramidi sembrano ancora impossibili, le maschere funerarie sembrano uscite da un racconto fantastico e i geroglifici conservano il fascino di una scrittura che parla e tace allo stesso tempo. Nei faraoni convivono il mistero e la razionalità: da una parte c’è il culto dell’aldilà, le tombe, le maledizioni, la promessa dell’eternità; dall’altra un’ingegneria raffinata, una capacità amministrativa e una visione del potere che ancora oggi suscitano ammirazione. È probabilmente questo intreccio di enigma e intelligenza che spiega il successo straordinario di Tesori dei Faraoni, la mostra che alle Scuderie del Quirinale a Roma ha superato i 400 mila visitatori, uno dei maggiori eventi espositivi degli ultimi anni in Italia.
Chiedilo al Sole
I numeri raccontano molto, ma non tutto. Colpiscono certamente i sessantamila studenti coinvolti, gli oltre quarantamila bambini delle scuole primarie e quella quota significativa di visitatori under 30 che smentisce il luogo comune secondo cui i giovani sarebbero estranei ai musei. Più interessante ancora è il fatto che la mostra sia riuscita a trasformare una materia apparentemente lontana in un’esperienza contemporanea, capace di parlare a pubblici diversi senza sacrificare il rigore scientifico. La riuscita dell’operazione è stata il frutto di una collaborazione internazionale complessa. Curata da Tarek El Awady, già direttore del Museo Egizio del Cairo e prodotta da ALES con MondoMostre, ha riunito 130 capolavori provenienti proprio da quel museo e dal Museo di Luxor, molti dei quali mai usciti prima dall’Egitto. Nel percorso convivono la magnificenza del potere faraonico e la vita quotidiana dei suoi servitori, il sarcofago di Tuya e la maschera d’oro di Amenemope, la Triade di Micerino e gli straordinari reperti della Città d’Oro di Amenofi III, scoperta soltanto nel 2021.
Anche negli Stati Uniti
E la storia non finisce a Roma. Dal primo agosto la mostra volerà negli Stati Uniti, prima al De Young Memoria Museum di San Francisco e poi al Kimbell Art Museum di Fort Worth, in Texas. Non sarà soltanto una tournée internazionale, ma il riconoscimento di un progetto culturale che ha saputo conquistare il pubblico italiano e che ora si misura con il mercato museale più competitivo del mondo. Dal 15 giugno, poi, sarà disponibile un Virtual Tour che renderà permanente ciò che per definizione dovrebbe essere temporaneo. In un’epoca in cui le mostre nascono e scompaiono rapidamente, la digitalizzazione diventa così una forma di memoria e allora, se gli antichi egizi costruivano monumenti per sfidare il tempo, i musei contemporanei provano a fare qualcosa di simile con la tecnologia. Cambiano gli strumenti, certo, ma non l’ambizione di lasciare una traccia che sopravviva alla propria epoca.
Tesori dei Faraoni - Scuderie del Quirinale Roma - fino al 30 giugno









