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Sicurezza nazionale
Il dibattito europeo sui Fratelli Musulmani mette nel mirino la strategia d’influenza
Le preoccupazioni sui Fratelli Musulmani non riguardano più soltanto le cellule estremiste: autorità di polizia e legislatori di diversi Stati membri monitorano oggi anche i finanziamenti, le moschee, le associazioni, le scuole e gli enti di beneficenza attraverso cui, a loro avviso, il gruppo costruisce reti di influenza di lungo periodo dentro le società e le istituzioni. La Francia ha quasi pronto una legge ad hoc
Le preoccupazioni europee sui Fratelli Musulmani non riguardano più soltanto la violenza o le cellule estremiste: autorità di polizia e legislatori di diversi Stati membri monitorano oggi anche i finanziamenti, le moschee, le associazioni, le scuole e gli enti di beneficenza attraverso cui, a loro avviso, il gruppo costruisce reti di influenza di lungo periodo dentro le società e le istituzioni europee. Gli sviluppi registrati nel 2026 a Dublino, Parigi, Berlino e Bruxelles mostrano una questione che entra nella pianificazione della sicurezza e nella legislazione. Pur non avendo l’Unione europea designato la Fratellanza come organizzazione terroristica, funzionari e Parlamenti nazionali ne seguono con attenzione ormai finanziamenti, reti e influenza.
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L’Islam politico nascosto a Dublino
Intervenendo a settembre a una conferenza a Dublino, il vicecommissario della Garda Michael McElgunn, che guida il Garda National Crime and Security Intelligence Service, ha messo in guardia dalle reti che alimentano l’estremismo politico violento. Secondo l’Irish Examiner, McElgunn ha segnalato le preoccupazioni per un «Islam politico nascosto» all’interno di gruppi come i Fratelli Musulmani, che a suo giudizio ostacolerebbe l’integrazione, indicando al tempo stesso nella destra cristiana ultraconservatrice una fonte di sostegno retorico e finanziario all’estrema destra. Nel quadro tracciato dai funzionari della Garda, l’Irlanda deve fare i conti anche con il terrorismo legato all’Irlanda del Nord, con quattro attacchi di matrice islamista in tre anni, con un complotto di estrema destra sventato per far esplodere una moschea e con reti online come il «Com».
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La conferenza è caduta mentre la moschea di Clonskeagh attraversava una riorganizzazione. La Al Maktoum Foundation, legata ai governanti di Dubai, che ha fondato e finanzia la moschea, ne ha recentemente diretto la ristrutturazione della gestione e della scuola religiosa; alla base del giro di vite, riferisce lo stesso quotidiano, vi sono preoccupazioni di lunga data per i legami con i Fratelli Musulmani, vietati negli Emirati Arabi Uniti.
Denaro e moschee a Bruxelles
Al Parlamento europeo l’eurodeputato finlandese Sebastian Tynkkynen, del gruppo dei Conservatori e Riformisti europei (Ecr), ha denunciato in un video diffuso dall’account Visegrad24 quello che ha definito un piano della Fratellanza per «islamizzare l’Europa» tramite finanziamenti e costruzione di moschee. A marzo, secondo gli organizzatori, gli eurodeputati Bert-Jan Ruissen (Ecr) e Tomáš Zdechovský (Partito Popolare Europeo) hanno ospitato in Parlamento una conferenza dal titolo «Safeguarding Europe: Exposing the Growing Threat of the Muslim Brotherhood». A settembre, mentre si moltiplicavano le accuse di vicinanza alla Fratellanza, il Forum delle organizzazioni giovanili e studentesche musulmane europee (FEMYSO) ha organizzato a Bruxelles una Giornata europea di azione contro l’islamofobia: l’organizzazione respinge tali accuse e afferma di non avere alcuna affiliazione con partiti, gruppi o movimenti ideologici.
La Francia legifera, la Germania avverte
Nel tradurre la questione in norme, la Francia è quella che si è spinta più avanti. Il 22 gennaio 2026 l’Assemblea nazionale ha adottato con 157 voti contro 101 una risoluzione non vincolante che chiede alla Commissione europea di avviare la procedura per inserire il movimento e i suoi dirigenti nell’elenco Ue delle organizzazioni terroristiche. Il testo, riferisce Franceinfo, è stato calendarizzato da Les Républicains durante la loro giornata parlamentare riservata ed è passato contro l’opposizione di tutta la sinistra, grazie al sostegno del campo governativo e del Rassemblement National; l’Assemblea lo ha poi pubblicato sul proprio sito.
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Il 5 maggio è stata la volta del Senato, che ha adottato con 208 voti contro 124 la proposta di legge contro l’«entrismo islamista» presentata da Bruno Retailleau. Gli autori descrivono l’entrismo, storicamente associato alla Fratellanza, come uno sforzo occulto di infiltrazione nell’istruzione, nello sport e nel mondo associativo. Secondo Le Club des Juristes, il testo consentirebbe alle autorità di bloccare la costruzione di luoghi di culto, di sciogliere le associazioni accusate di aggirare la legge invocando motivi religiosi e di congelarne i beni, istituendo inoltre il nuovo reato di attentato ai principi fondamentali della Repubblica. Passata all’Assemblea nazionale, la proposta non è ancora legge, mentre il ministero dell’Interno prepara un proprio disegno di legge sulla stessa materia.
Alla base del testo senatoriale c’è il rapporto sui Fratelli Musulmani e l’Islam politico in Francia, commissionato dal governo e reso parzialmente pubblico nel maggio 2025, che ha censito 139 luoghi di culto musulmani legati alla Fratellanza e altri 68 considerati vicini alla federazione in 55 dipartimenti, pari al 7 per cento dei 2.800 luoghi di culto musulmani del Paese, oltre a 21 scuole collegate al movimento con 4.200 alunni complessivi. Nello stesso documento, riferisce Reuters, l’associazione Musulmans de France viene definita la «branca nazionale» della Fratellanza.
In Germania le agenzie per la protezione della Costituzione mettono in guardia da quello che chiamano «Islam di influenza» che persegue obiettivi politici e sociali di lungo periodo senza affidarsi in via principale alla violenza. In un comunicato del 4 giugno, il ministro dell’Interno del Brandeburgo Jan Redmann ha affermato che la Fratellanza «non attacca la nostra democrazia con la violenza aperta, ma si insinua dalla porta di servizio», spiegando che i suoi membri svolgono attività sociale e penetrano negli organi politici per ottenere accettazione e, in prospettiva, finanziamenti pubblici: un approccio che il ministero ha definito una «perfida doppia strategia». Redmann è intervenuto alla vigilia del rapporto annuale sulla protezione della Costituzione del Brandeburgo, che denuncia una deliberata infiltrazione della società da parte del gruppo.
Washington alza l’asticella
All’attività europea ha corrisposto una mossa statunitense. Il 13 gennaio 2026, come ha dichiarato il Segretario di Stato Marco Rubio, il Dipartimento di Stato ha designato i Fratelli Musulmani libanesi come Foreign Terrorist Organization e Specially Designated Global Terrorist, insieme al loro leader Muhammad Fawzi Taqqosh, mentre il Tesoro ha colpito le branche egiziana e giordana come Specially Designated Global Terrorists per il sostegno materiale ad Hamas. Rubio ha presentato le designazioni come un primo passo nell’ambito dell’Ordine esecutivo 14362, emanato da Donald Trump il 24 novembre 2025. Se i Fratelli Musulmani egiziani hanno respinto la misura annunciando che percorreranno tutte le vie legali per contestarla, il governo del Cairo l’ha accolta con favore. La risoluzione dell’Assemblea francese richiama a sua volta la decisione giordana del 23 aprile 2025 di vietare ogni attività della Fratellanza, chiuderne gli uffici e avviare la confisca dei beni.
Gli organismi di sicurezza e politici di questi Paesi descrivono dunque il pericolo attribuito alla Fratellanza come una struttura di influenza che passa per finanziamenti, moschee, associazioni, istruzione e organizzazioni giovanili, più che come un rischio di violenza diretta. Le questioni aperte a Dublino, Bruxelles, Parigi e Berlino riguardano perciò le fonti di finanziamento, la gestione delle istituzioni e i legami tra moschee, associazioni e movimenti politici transfrontalieri; l’esito delle misure in discussione dipenderà dalla capacità delle autorità di provare quei legami con evidenze giuridiche e di distinguere l’azione contro la Fratellanza e le sue reti da provvedimenti che finiscano per colpire i musulmani europei che non hanno con essa alcun rapporto.
Sui rischi dei modelli di frontiera passa la linea dell’autoregolamentazione tanto cara a Jensen Huang. Intanto il mercato fa i conti con le acrobazie finanziarie della sua Nvidia per tenere alta la domanda...