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Collettivo italiano finisce nella lista dei terroristi Usa: «Sono dietro l’attentato all’oleodotto Tal»

Il Dipartimento di Stato americano annuncia sanzioni contro gli Autistici/Inventati, gruppo digitale di «estrema sinistra». Avrebbero aiutato la cellula radicale che ha attaccato la Transalpine Pipeline e bloccato lo scorso marzo i flussi di energia verso Austria, Germania e Repubblica Ceca. La mossa arriva dopo le sanzioni ad alcuni leader vicini ai Fratelli Musulmani

Il segretario di Stato americano Marco Rubio  REUTERS

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Dopo aver alzato il tiro sui sostenitori dei Fratelli Musulmani in Europa, il segretario di Stato americano, Marco Rubio, ha annunciato sanzioni contro «diverse reti terroristiche transnazionali di estrema sinistra», tra cui Autistici/Inventati, collettivo tecnologico italiano «di estrema sinistra i cui servizi sono utilizzati dalle cellule Antifa più attive e violente negli Stati Uniti e in tutto il mondo».

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

«Il terrorismo di estrema sinistra rappresenta una grave minaccia per gli Stati Uniti e per l’Occidente in generale», ha scritto Rubio su X , «Non ci sarà rifugio per gli estremisti violenti che muovono guerra alla nostra civiltà e complottano per minare l’ordine pubblico, distruggere infrastrutture critiche, aggredire oppositori politici o cospirare per nascondere i propri crimini alle autorità. Utilizzeremo tutti gli strumenti e i poteri a nostra disposizione per combattere il terrorismo e proteggere il nostro stile di vita dalla coercizione terroristica».

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Il dipartimento di Stato americano ha motivato la designazione di Autistici/Inventati (A/I) come “Specially Designated Global Terrorist”, accusando il collettivo italiano di essere «un gruppo estremista con sede in Italia che costruisce e gestisce l’infrastruttura digitale per cellule violente Antifa e altri militanti di estrema sinistra in tutto il mondo». Secondo Washington, hacker e sviluppatori legati al collettivo fornirebbero chat ed email cifrate, hosting di siti, videoconferenze sicure e strumenti per garantire l’anonimato, «specificamente progettati per sostenere le operazioni delle reti terroristiche di estrema sinistra» e permettere loro di «organizzarsi, reclutare, comunicare, diffondere propaganda, condividere informazioni sugli obiettivi e sulle tattiche e compiere attacchi violenti» rimanendo «anonimi, non rintracciabili e fuori dalla portata della legge». Il Dipartimento sostiene inoltre che A/I selezioni manualmente gli utenti in base alla loro affinità ideologica e sia diventato «un nodo chiave di una campagna transnazionale condotta da reti violente e criminali di estrema sinistra per destabilizzare gli Stati Uniti e i loro partner».

L’accusa più grave che proviene dagli Usa è relativa a un fatto specifico. La cellula anarchica che avuto un ruolo nel sabotaggio dell’oleodotto transalpino (Tal) lo scorso marzo (l’attentato ha interrotto per alcuni giorni il flusso diretto verso Nord, Austria, Germania e Repubblica Ceca) si sarebbe avvalsa della consulenza tecnica e dei servizi del collettivo A/I per diffondere comunicati e un manifesto per puntare ulteriori attentati ad altrettante infrastrutture critiche. Inoltre, la medesima cellula avrebbe utilizzato il collettivo per attingere a manuali di sabotaggio, mappe dettagliate. Questi focus contenenti obiettivi sarebbero, secondo il dipartimento di Stato disponibili non soltanto contro eleodotti europei, ma anche infrastrutture dislocate in Nord America.

La mossa di Rubio non è certo casuale. Alza il tiro contro il mondo Antifà e comincia a mettere nel mirino le connessioni tra estrema sinistra e mondo legato alla fratellenza e potenze mediorientali di ambito sciita. Indicando chiaramente i tentativi di destabilizzazione sociale.

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