Allargamento

Il Consiglio europeo avvia negoziati di adesione con Ucraina e Moldavia

Il presidente del Consiglio europeo Michel ha anche annunciato che è stato concesso lo status di paese candidato alla Georgia

di Beda Romano

Zelensky al Consiglio Ue: Non tradite la fiducia nell'Europa

3' di lettura

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DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
BRUXELLES – Dopo mesi di tergiversazioni, i capi di Stato e di governo dei Ventisette hanno annunciato l’apertura dei negoziati di adesione dell’Ucraina all’Unione europea. La storica decisione è stata presa in assenza del premier ungherese Viktor Orbán, fermamente contrario a questa scelta.

Ciò detto, il percorso di Kiev verso la piena partecipazione alla Ue rimane irta di ostacoli. Nel frattempo, sempre nella serata di oggi 14 dicembre, i leader stavano discutendo una controversa revisione del bilancio comunitario 2021-2027.

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L’orgoglio di von der Leyen

«È un momento storico», ha affermato il presidente del Consiglio europeo Charles Michel. «Questa sera il popolo ucraino sa che siamo dalla loro parte». Su Twitter, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha avuto parole simili: «Siamo orgogliosi di aver mantenuto le nostre promesse e felici per i nostri partner».

La decisione è avvenuta malgrado l’Ucraina sia in guerra con la Russia da quasi due anni.Un funzionario europeo ha spiegato che la decisione è avvenuta con il consenso di tutti i paesi membri, ma in assenza del premier Orbán, uscito dalla sala: «Il tutto è avvenuto in modo pre-concordato».

Interpellato per la sua memoria storica, un ex funzionario del Consiglio riteneva stasera che si trattava di «astensione costruttiva», non dissimile dai casi nei quali un governo segnala, in una nota a piè di pagina delle conclusioni, la sua contrarietà a una specifica scelta.

L’opposizione di Orban

Intanto, su Facebook, il leader ungherese ribadiva sempre nella serata di oggi la sua opposizione a un rapido ingresso di Kiev: «L’Ungheria non vuole partecipare a questa cattiva decisione».

Di tutt’altro avviso è stata la reazione del presidente ucraino Volodymyr Zelensky: «Ringrazio tutti coloro che hanno lavorato affinché questa decisione fosse presa e tutti coloro che ci hanno aiutato. Mi congratulo con tutti gli ucraini».

Ha poi aggiunto: «La Storia è fatta da chi non si stanca di lottare per la libertà». Anche Palazzo Chigi ha espresso “grande soddisfazione per i concreti passi avanti nel processo di allargamento raggiunti al Consiglio europeo».Oltre all’Ucraina, anche la Moldavia ha ottenuto l’apertura dei negoziati.

La situazione è diversa per quanto riguarda la Georgia, a cui è stato concesso lo status di candidato, e la Bosnia-Erzegovina. Quest’ultimo paese è stato oggetto di più lunghe e accese discussioni tra chi premeva per un trattamento simile a Kiev (l’Austria) e chi invece chiedeva maggiore cautela (l’Olanda).

Le conclusioni finali

Nelle conclusioni finali, anche su pressione dell’Italia, i Ventisette hanno deciso di dare maggiori rassicurazioni a Sarajevo sulle sue prospettive di adesione.Come detto, l’iter di avvicinamento dell’Ucraina alla Ue è ricco di passaggi, tutti da superare con il voto unanime dei paesi membri.

Tornando alla decisione di oggi, nei fatti il Consiglio europeo ha dato mandato al Consiglio di mettere a punto un quadro negoziale. Sarà l’occasione di verificare se l’Ucraina ha rispettato tutte le condizioni previste, come specificato in novembre dalla stessa Commissione europea.

Superato questo scoglio, i leader dovevano trovare una intesa su una revisione del bilancio comunitario 2021-2027.

La Commissione europea ha chiesto denaro aggiuntivo per 66 miliardi di euro, mettendo a disposizione di Kiev 50 miliardi di euro.

Secondo le informazioni raccolte a margine della riunione, i Ventisette stavano negoziando su una ulteriore riduzione del denaro fresco oltre l’obiettivo già raggiunto a livello diplomatico, per scendere da 22 a 17 miliardi.Il nodo finanziario è tradizionalmente ostico.

Anche in questo caso bisognava vincere l’opposizione ungherese, contraria a garantire nuovi aiuti finanziari a Kiev nella sua guerra contro la Russia. Una opzione, secondo alcuni diplomatici, è di trovare un accordo a 26, vale a dire fuori bilancio, ma come faceva notare un negoziatore è una soluzione che richiede una trattativa sulla chiave di ripartizione e che rischia di essere più costosa per i paesi membri.

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