Allargamento Ue, dubbi dell’Est su ingresso di Ucraina e Moldavia
Al di là dell’impatto della guerra russo-ucraina, il ritardo economico in Ucraina e Moldavia si tocca con mano.Le trattative, se confermate, dureranno presumibilmente anni, sia per la complessità del negoziato
di Beda Romano
3' di lettura
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Entro la fine dell’anno i Ventisette dovrebbero decidere se aprire nuovi negoziati di adesione all’Unione europea, in particolare con l’Ucraina e la Moldavia. Nuovi segnali, possibilmente positivi, potrebbero giungere dal vertice della "Comunità politica europea" (Cpe) che ol 1° giugno a Chișinău riunirà quasi 50 capi di Stato e di governo provenienti dai Paesi membri e dai Paesi vicini. Ciò non significa che le trattative saranno facili: l’arrivo dell’Ucraina imporrà sacrifici notevoli a molti Paesi, soprattutto dell’Est.
«Oggi lo scenario più probabile è che i Ventisette si accordino in dicembre per aprire i negoziati con Kiev e Chișinău - spiega Michael Emerson, un ricercatore del Center for European Policy Studies (CEPS) a Bruxelles -. La guerra russa in Ucraina induce a offrire loro prospettive comunitarie, mettendo da parte i dubbi di coloro che temono di aprire le porte dell’Unione europea a Paesi instabili, col rischio di ripetere l’esperienza avuta con la Polonia o l’Ungheria. Certo, non mancano le incertezze da qui a fine anno».
Ritardo tangibile
Al di là dell’impatto della guerra russo-ucraina, il ritardo economico in Ucraina e Moldavia si tocca con mano. Secondo un recente rapporto della Commissione europea, nel 2021 il prodotto interno lordo pro capite dell’Ucraina era inferiore di quasi il 30% alla media europea. Nell’economia locale il peso dell’agricoltura rimane elevato: pari al 12% del valore aggiunto, rispetto a una media comunitaria dell’1,3%. Le 3.500 aziende pubbliche del Paese danno lavoro al 18% degli occupati.
Le condizioni strutturali della Moldavia non sono migliori (il 30 maggio i Ventisette hanno raddoppiato gli aiuti concessi al Paese, portandoli a 295 milioni di euro). «L’economia moldava - scrive Bruxelles - è assai meno diversificata di quella europea e dipende ancora molto dal settore agricolo» (pari al 9% del prodotto interno lordo nel 2022, a cui bisogna aggiungere una quota di attività informale dell’11%). La mano pubblica controlla attivi pari a oltre un quarto (il 26,5%) dell’economia nazionale.
Varsavia partner difficile
Oggi i Paesi dell’Est, in prima linea la Polonia, insistono perché i Ventisette concedano rapidamente l’apertura dei negoziati di adesione all’Ucraina e alla Moldavia. Considerano l’allargamento dell’Unione una occasione economica per le loro imprese e un messaggio politico da inviare a Mosca. Pesa anche la Storia: l’Ucraina e la Polonia, con la Lituania, furono unite in uno stesso paese tra il 1569 e il 1772. Eppure, c’è da prevedere che Varsavia sarà tra i partner più difficili quando il negoziato entrerà nel vivo.








