Il clima mette a rischio le api: in Europa in declino il 37% delle specie
Caldo, siccità e fioriture anticipate possono rompere la sincronizzazione fra piante e impollinatori. A Bologna quattro giorni di incontri fra ricercatori e scienziati di quasi 50 Paesi
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Il cambiamento climatico sta modificando le condizioni di vita delle api e può mettere a rischio la loro capacità di adattarsi all’ambiente che cambia. L’aumento delle temperature, la siccità e l’alterazione dei ritmi stagionali possono modificare la disponibilità delle risorse floreali e creare un disallineamento tra la fioritura delle piante e i cicli biologici degli impollinatori.
Chiedilo al Sole
È uno dei principali fronti della ricerca internazionale che si incontrerà in Italia per EurBee 11 – European Conference of Apidology, in programma dal 7 al 10 settembre al Bologna Congress Center. L’11esima edizione è la più partecipata nella storia del congresso e la prima a svolgersi in Italia, con ricercatori provenienti da quasi 50 Paesi e circa 500 contributi scientifici, 196 comunicazioni orali e 301 poster.
EurBee 11 è organizzato congiuntamente dal Crea (Centro di ricerca Agricoltura e Ambiente) e dall’Università di Bologna, Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari, due istituzioni italiane con una consolidata esperienza nella ricerca sulle api.
Il cambiamento climatico rappresenta una nuova e crescente pressione sulle popolazioni di api. Tra gli aspetti studiati dalla ricerca ci sono il disallineamento tra fioritura e attività degli impollinatori, la modifica della disponibilità delle risorse floreali, gli effetti sulle popolazioni di api selvatiche e mellifere e la capacità delle diverse specie di adattarsi alle nuove condizioni climatiche.
Il problema non è che con il cambiamento climatico farà troppo caldo per le api. È più complicato. Il rischio è che api e fiori smettano di incontrarsi nel momento giusto.







