Le api sono in pericolo, cosa succede nei Paesi dell’Ue
Per gli esperti sarebbe necessario ridurre l’uso di pesticidi e il contributo delle comunità, urbane e rurali
di Davide Madeddu (Il Sole 24 Ore) e Ivana Míšková (Deník Referendum, Repubblica Ceca)
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Non si tratta solo del miele sulle nostre tavole. La sopravvivenza delle api, oggi sempre più minacciate da cambiamenti climatici, pesticidi e perdita di habitat, è strettamente connessa all’equilibrio dell’intero ecosistema e alla sicurezza alimentare globale. La loro funzione è cruciale: quasi il 90% delle specie di piante da fiore selvatiche e il 75% delle colture alimentari di interesse economico nel mondo dipendono — in tutto o in parte — dall’impollinazione operata dagli animali, come ricorda l’Ispra.
Una partita mondiale da 153 miliardi di euro
Un’attività, come sottolinea Lorenzo Ciccarese, ricercatore Ispra, con un valore economico stimato in circa 153 miliardi di euro a livello mondiale, «dei quali circa 22 nella sola Europa e 2,5 per l’Italia, mentre la produzione agricola mondiale direttamente associata all’impollinazione rappresenta un valore economico stimato tra 235 e 577 miliardi di dollari».
Tra tutti gli impollinatori, gli Apoidei sono i più numerosi, con 20 mila specie presenti in tutto il mondo, comprendendo gli apoidei selvatici e le api da miele gestite, Apis mellifera.
Nell’Ue più di 600 mila apicoltori
Nell’Unione Europea sono presenti più di 600 mila apicoltori, che gestiscono 17 milioni di alveari, per una produzione totale annua di circa 250.000 tonnellate di miele.
«I sistemi di impollinazione sono sempre più minacciati dagli impatti diretti ed indiretti causati dall’uomo, tra cui la frammentazione dell’habitat - sottolinea il ricercatore -, i cambiamenti nell’uso del suolo, le moderne pratiche agricole, le invasioni di piante e animali non autoctoni per finire con l’uso di pesticidi che comprendono: insetticidi, erbicidi, fungicidi e biocidi utilizzati quest’ultimi anche per il controllo degli insetti molesti».


