Il ceo di Realme Europa: «Ecco come conquisteremo il mercato smartphone»
Debutta in Italia GT Neo 2, smartphone di fascia media c con ambizioni da primo della classe
di Gianni Rusconi
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I punti chiave
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È uno degli attori emergenti del panorama degli smartphone, e quello con la crescita più rapida negli ultimi dodici mesi. Realme non è (probabilmente) un brand ancora molto conosciuto in Italia ma occupa pur sempre il sesto posto del ranking mondiale dei produttori di telefonini intelligenti (e il quinto in Europa) e ha venduto nell'arco di soli tre anni dalla sua costituzione come spin off di Oppo, avvenuta nel luglio del 2018, oltre 100 milioni di unità. Suo, fra l'altro, è anche uno dei camera phone più potenti oggi disponibili in commercio, il realme 8 pro, con sensore posteriore da 108 megapixel.
Chip shortage: un problema reale e globale
La presentazione alla stampa italiana del nuovo modello GT Neo 2 è stata l'occasione per incontrare Madhav Sheth, Ceo di Realme Europa (e Presidente di Realme International Business Group). Al Sole24ore il manager ha confermato innanzitutto come la crisi dei chip sia un “problema reale che interessa tutte le industry” ma ha rassicurato al contempo come la sua azienda abbia una politica di frazionamento dei fornitori (Qualcomm e MediaTek i partner per i processori) tale da metterne al sicuro l'intera catena produttiva e di distribuzione e di conseguenza anche la strategia di espansione in Europa.
Democratizzare la tecnologia
La filosofia di Realme, ha spiegato Sheth, regge su un preciso fondamento: democratizzare la rivoluzione del 5G (con una mirata strategia di prodotti entry e mid level) e la tecnologia mobile nel suo complesso, rendendo accessibile a un pubblico sempre più vasto e variegato una serie di smartphone con caratteristiche di fascia alta - in termini di prestazioni, usabilità e design - con un costo di fascia media. Il fattore convenienza è quindi un elemento centrale (ma non l'unico) dell'approccio al business della casa di Shenzen, che si traduce in una politica sui prezzi strettamente legata alle economie di scala. “La capacità di modellare, personalizzare e adattare la tecnologia alle esigenze e alle esperienze degli utenti – afferma ancora Sheth – è la vera leva che determina il posizionamento del prodotto sul mercato, e non il mercato in quanto tale”. Realme, all'atto pratico, amplierà ulteriormente il proprio già ricco portfolio di offerta all'utente finale, estendendolo dai 300 fino agli 800 euro e puntando a fare innovazione di prodotto rispetto a tre punti cardine: affidabilità, durata e praticità d'uso.
Un ecosistema smart basato su Android
«Il telefono, ha concluso Sheth, è l'hub e il pezzo pregiato di un ecosistema – basato su Android come cervello operativo e customizzato da Realme in termini di interfaccia utente, applicazioni, servizi e contenuti - che abbraccia più dispositivi intelligenti, dai tablet (con il debutto europeo del realme Pad) agli smart speaker, dai notebook alle Tv per arrivare agli indossabili (smartwatch e fitness tracker) e ai robot per la pulizia. Un ecosistema che entra in diretta competizione con quelli di altri due brand cinesi molto popolari in Italia, e cioè Huawei e Xiaomi, e che punta a catturare l'attenzione di un utente che “la pandemia ha reso più attento e informato».
La missione di Realme
L'obiettivo per il futuro prossimo è quindi già scritto: diventare una vera global company, arrivare nella top 3 europea degli smartphone entro la fine del 2022 e, per quanto riguarda l'Italia (dove l'azienda è attiva da dicembre 2019), raggiungere entro la fine del prossimo anno una quota di mercato del 10%, scalando verso l'alto una classifica di vendita che oggi la vede al quinto posto.








