Il Cdm approva il decreto agricoltura: c’è l’accordo sul fotovoltaico
All’esame anche la dichiarazione di stato di emergenza siccità per la Sicilia
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Il Consiglio dei ministri, dopo una riunione durata circa due ore e mezza, ha approvato il decreto legge con disposizioni urgenti per le imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura, nonché per le imprese di interesse strategico nazionale (cioè l’ex Ilva). Salta però la norma che prevedeva una garanzia dello Stato sulla futura vendita dell’ex Ilva per tutelare un futuro compratore. Trovato invece un accordo sugli impianti fotovoltaici. Approvata anche la dichiarazione di stato di emergenza siccità per la Sicilia.
Approvato anche il decreto legge in materia di sindacati militari. Non esaminati, invece, altri due provvedimenti previsti in esame preliminare: un decreto legislativo con disposizioni integrative e correttive al codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza e uno del presidente della Repubblica per la modifica del regolamento su criteri e procedure per l’utilizzazione della quota dell’otto per mille dell’Irpef devoluta allo Stato.
Meloni: continueremo a lavorare a difesa di settori strategici
«Continueremo a lavorare per difendere settori strategici per la nostra Nazione come l’agricoltura, la pesca, l’acquacoltura, l’allevamento e tutto il mondo della produzione italiana. Avanti così» scrive la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un messaggio postato su X.
Lollobrigida: stop installazione selvaggia fotovoltaico a terra
Con il decreto agricoltura, ha detto il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida in conferenza stampa, «poniamo fine all’installazione selvaggia di fotovoltaico a terra, interveniamo con pragmatismo salvaguardando alcune aree. Abbiamo scelto di limitare ai terreni produttivi questo divieto» ad esempio «sulle cave si potrà continuare a produrre energia» e «andremo a salvaguardare i fondi del Pnrr che non intendiamo mettere in discussione in alcun modo».
Ampliato il ruolo delle guardie venatorie
Lollobrigida ha spiegato: «Diamo la possibilità di ampliare il ruolo di guardia venatoria alle associazioni legittimate allo svolgimento dell’antibracconaggio e del controllo dello svolgimento regolare di tutte le attività previste per legge». E ha aggiunto: «Questo ampia lo spettro delle associazioni che potranno avere, con una certificazione che deve essere data a coloro che svolgono questa funzione, il controllo in particolare dell’antibracconaggio, che è l’elemento sul quale auspichiamo si muovano le guardie che hanno questo tipo di configurazione».








