Il caregiver diventerà un lavoro: sblocco per il riconoscimento
Dopo l’inserimento in manovra dei fondi, in arrivo un Ddl che stabilisce compenso e ruolo. L’opposizione: risorse esigue
4' di lettura
I punti chiave
4' di lettura
A singhiozzo e con un percorso a ostacoli, che però ora sembra avviarsi verso una risoluzione. È il riconoscimento della figura dei “caregiver”, ossia di quei 7 milioni di persone che assistono quotidianamente oltre 4 milioni di soggetti disabili e non autosufficienti. Dopo l’inserimento nel Ddl di Bilancio di un articolo (il 53) che prevede un «Fondo per le iniziative legislative a sostegno del ruolo di cura e di assistenza del caregiver familiare», nei giorni scorsi la ministra per la Disabilità, Alessandra Locatelli, ha annunciato un disegno di legge ad hoc. Attualmente, infatti, non esiste una legge nazionale che riconosca e tuteli il ruolo dei caregiver. Più presente invece è stata la politica locale con 12 Regioni che si sono attivate per normare questa figura. Nel complesso nessuna svolta finora risolutiva, fatta eccezione per la legge 205/2017 e un fondo dedicato nel 2020 per il sostegno del ruolo di cura e assistenza del caregiver familiare, con stanziamenti che, hanno lamentato le associazioni, sono sempre rimasti insufficienti rispetto ai reali bisogni.
La legge di Bilancio
Nel dettaglio, l’articolo 53 della manovra – ora al Senato per l’approvazione in prima lettura – prevede risorse pari a 1,15 milioni per il 2026 e a 207 milioni dal 2027, per finanziare «iniziative legislative a sostegno del ruolo di cura e di assistenza del caregiver familiare». Si tratta di risorse che all’indomani della presentazione del Ddl di Bilancio sono state bollate come esigue, in relazione ai bisogni di una platea così ampia, sia da Loredana Ligabue, segretaria di Carer, sia da Isabella Mori, responsabile tutela di Cittadinanzattiva. Il punto di partenza della critica si focalizza sul fatto che quotidianamente i caregiver con la loro presenza si fanno carico e risolvono le carenze strutturali del sistema pubblico, generando un valore economico tra il 2,5 e il 3% del Pil italiano con la loro attività di sostegno e cura. Nel mirino, inoltre, vista la formulazione dell’articolo, anche la mancata definizione sull’allocazione delle risorse e sulla destinazione.
Il disegno di legge
A fare chiarezza è intervenuta la ministra della Disabilità, Alessandra Locatelli, che nei giorni scorsi ha annunciato la svolta attesa, ovvero la presentazione di un disegno di legge il cui iter inizierà a gennaio, dopo l’approvazione della manovra, con la presentazione in Consiglio dei ministri. Il testo fissa la definizione di “caregiver” familiare che è «la persona che assiste e si prende cura del coniuge, dell’altra parte dell’unione civile o del convivente di fatto», oppure «di un parente o di un affine entro il secondo grado» o «di un parente entro il terzo grado».
Inoltre, introduce un sistema di tutele differenziate distinguendo tra:
a) caregiver familiare prevalente con un carico assistenziale uguale o superiore a 91 ore settimanali convivente con una persona in condizione di non autosufficienza;


