Il Capo di Stato Maggiore della Marina: «Pianificato l’invio di 4 navi a Hormuz»
L’ammiraglio di squadra Giuseppe Berutti Bergotto: «Pronti a sminare a fine guerra, rischi ci sono sempre. Abbiamo otto cacciamine in vetroresina. Ogni anno bonifichiamo una media di 14.000 ordini esplosivi»
di Andrea Carli
5' di lettura
I punti chiave
- Le parole di Crosetto
- Berutti Bergotto: «Pianificato l’invio di 4 navi a Hormuz»
- «Abbiamo otto cacciamine in vetroresina»
- «Pronti a partire alla prima indicazione del Governo»
- «Ogni anno bonifichiamo una media di 14.000 ordini esplosivi»
- Contro i barchini dei pasdaran servono navi di scorta
- Il caso della rotta nell’acque dell’Oman
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L’Italia è pronta a dare il suo contributo nello sminamento dello Stretto di Hormuz, nell’ambito della crisi tra Usa, Israele e Iran, ma il coinvolgimento dei cacciamine italiani si può sviluppare solo in una fase di tregua o fine del conflitto tra le parti. È il messaggio lanciato dal Capo di Stato Maggiore della Marina militare, ammiraglio di squadra Giuseppe Berutti Bergotto. A salpare per raggiungere le acque nei cui fondali gli iraniani hanno depositato gli ordigni, saranno almeno quattro imbarcazioni. Un gruppo basato su due cacciamine con un’unità di scorta e una logistica di appoggio. Quella di scorta potrebbe essere una fregata o un cacciatorpediniere. Le navi sono nei porti italiani pronte a partire.
Intervenuto mercoledì 22 aprile in audizione davanti alla Commissione Difesa della Camera, ha chiarito che «la Marina è pronta a effettuare un’operazione di sminamento. Ovviamente - ha poi aggiunto - queste operazioni devono essere fatte in una situazione non conflittuale perché sono molto delicate e come tutte le operazioni in aree delicate comportano dei rischi. Il nostro compito è mantenere i rischi al minimo possibile, questo lo facciamo tramite la tecnologia molto avanzata», ha spiegato.
«Abbiamo visto che la chiusura di Hormuz si fa rapidamente, anche con poche lire - ha affermato il Capo di Stato maggiore della Marina Militare - perché le mine che gli iraniani hanno messo in Hormuz costano veramente poco e sono anche datate. Ma questo fa sì che ci sia un’area di incertezza e soprattutto un crescente decadimento della sicurezza di navigazione». «Parlo solo delle mine perché poi ci sono tutte le altre minacce che possono essere portate dai missili - ha aggiunto -. In quell’area gli iraniani hanno notevoli punti di lancio missilistici che possono effettivamente colpire tutte le navi che transitano nello Stretto. Hormuz alla fine è 33 km, non è tantissimo. La parte che è stata dedicata al traffico mercantile è la parte centrale, quindi stiamo parlando di una distanza delle coste iraniane di circa 18 km, che può essere raggiunta rapidamente con un barchino che va 50-79 km. Quindi per noi è molto importante assicurare la libertà di navigazione».
Le parole di Crosetto
Sull’ipotesi di una missione per mettere in sicurezza lo Stretto di Hormuz, negli ultimi giorni il ministro della Difesa Guido Crosetto ha espresso l’auspicio che ci sia l’egida dell’Onu, ma anche aggiunto che «mi formalizzerò se invece ci saranno 42 nazioni con un mandato e una forza multilaterale di pace. E non penso che, davanti a una missione internazionale, il Parlamento possa fare distinguo». «L’Italia che ha una delle migliori marine militari del mondo, potrebbe pensare ad assetti cacciamine - ha aggiunto il responsabile della Difesa -. Da 20 giorni ho detto al capo della Difesa e della Marina di tenersi pronti con due navi. Ma per inviarle occorre la fine delle ostilità, perché nessuno vuole entrare in una guerra».
Berutti Bergotto: «Pianificato l’invio di 4 navi a Hormuz»
Dvanti alle telecamere di Cinque Minuti, Berutti Bergotto ha parlato di quattro navi. «La pianificazione prudenziale che ha fatto il capo di Stato Maggiore della Difesa - ha spiegato - prevede un gruppo basato su 2 cacciamine con un’unità di scorta e una logistica che ci permette di aumentare il periodo. In tutto 4 navi. Ovviamente noi non andiamo da soli, andiamo all’interno di una coalizione internazionale, anche le altre nazioni manderanno dei cacciamine. In Europa ci sono Francia, Inghilterra e un gruppo congiunto tra l’Olanda e il Belgio».









