Difesa

La Marina punta a dotare la portaerei Cavour del TB3: ecco le caratteristiche del super drone

L’indicazione è giunta dal capo di Stato Maggiore della Marina Militare, ammiraglio di squadra Giuseppe Berutti Bergotto, in occasione dell’intervento in audizione davanti alla Commissione Affari Esteri e Difesa del Senato

di Andrea Carli

Un’immagine del drone Bayraktar TB3. Se ne vuole dotare la Marina Militare

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La Marina Militare punta ad acquistare un nuovo drone da combattimento. Si tratta del sistema TB3 sviluppato da Baykar. Il drone si chiama, appunto, Bayraktar TB3. Dovrebbe operare dal ponte della portaerei Cavour. Sulla questione è intervenuto negli ultimi giorni il capo di Stato Maggiore della Marina Militare, ammiraglio di squadra Giuseppe Berutti Bergotto, in occasione dell’intervento in audizione davanti alla Commissione Affari Esteri e Difesa del Senato. Bergotto ha mostrato un filmato del Bayraktar TB3 in fase di decollo dalla portaerei turca TCG Anadolu. La Marina - più i generale tutta la Difesa - guarda sempre più ai sistemi senza pilota, compresi i droni.

Lungo 8,35 metri, un’apertura alare di 14 metri, una capacità di carico di 280 kg, un peso massimo al decollo di 1600 chilogrammi e oltre 24 ore di autonomia il TB3, evoluzione di un modello già testato in diversi scenari internazionali, è stato progettato proprio per l’impiego navale. Ha ali ripiegabili, pensate per ottimizzare lo spazio a bordo, e una struttura rinforzata adatta alle condizioni operative in mare. È un drone versatile, con capacità che spaziano dalla ricognizione all’attacco leggero.

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Per la Marina italiana, l’introduzione di questo tipo di velivolo potrebbe tradursi in una maggiore capacità di intervento a distanza. I droni consentono infatti missioni prolungate, costi inferiori rispetto ai caccia tradizionali e minori rischi per il personale.

Questo drone è in grado di decollare e atterrare in modo autonomo su portaerei dotate di piste corte. Oltre alle missioni di ricognizione, sorveglianza e intelligence, il Bayraktar TB3 è equipaggiato per svolgere missioni di attacco utilizzando munizioni “intelligenti” montate sotto le ali.

Il sistema supporta il controllo remoto su grandi distanze, grazie alle sue capacità di comunicazione in linea di vista (LOS) e oltre la linea di vista (BLOS), rendendolo funzionale per missioni a corto raggio che a lungo raggio.

Il programma, spiegano dalla Marina, si inserisce anche in una cornice industriale precisa. Il canale indicato passa da Leonardo e si lega alla cooperazione con Baykar sui sistemi unmanned. Il riferimento è a una joint venture strategica pensata per combinare tecnologie, sviluppo industriale e accesso al mercato europeo. Per questo il TB3 è importante oltre il singolo impiego sul Cavour. Diventa il segnale di una linea più ampia, in cui i sistemi senza pilota vengono considerati un moltiplicatore di forza e una componente destinata a incidere sull’equilibrio tra sorveglianza, deterrenza e capacità d’azione.

Restano da definire i passaggi che accompagneranno la realizzazione del progetto, a partire da tempi e dimensioni dell’acquisizione.

Berutti Bergotto: «Dovremmo integrarlo a breve»

«Ho un video dove vi volevo far vedere dove stiamo andando - ha spiegato il Capo di Stato maggiore della Marina ai senatori -. Il primo è un sistema unmanned underwater che dovremmo acquisire agli inizi di giugno. È completamente italiano, 12 metri e ha un’autonomia di circa 15 giorni. Può essere utilizzato per attività di ISR (Intelligence, Surveillance, Reconnaissance), cioè di intelligence, di sorveglianza, ma anche come capacità di difesa delle nostre infrastrutture critiche. Il secondo (il Bayraktar TB3, ndr) - ha continuato l’ammiraglio - è un sistema di superficie, anche questo costruito in Italia, molto veloce, 9 metri. Può essere imbarcato a bordo di tutte le nostre navi. Raggiunge i 50-60 nodi a seconda della propulsione. Anche questo dovremmo integrarlo a breve. Questo è un sistema un po’ più complesso. È della Baykar, una ditta turca. Sapete che questa ditta ha firmato un accordo di collaborazione con Leonardo. Pertanto l’acquisizione è tramite Leonardo e può essere integrato a bordo di nave Cavour. Questo consente la sorveglianza, ma anche la possibilità di avere armamento».

Il drone Bayraktar TB3

Il Cavour

Il Cavour è la nave ammiraglia della Marina Militare. Questa portaerei è in grado di trasportare caccia di quinta generazione F-35 a decollo verticale, oltre a elicotteri militari. Ha un ponte di volo lungo 234 metri, dotato di 6 punti di decollo e appontaggio per aerei ed elicotteri, 2 aree di parcheggio aeromobili e due elevatori da 30 tonnellate che collegano il ponte di volo con l’hangar. Può imbarcare un gruppo di volo misto, aerei ed elicotteri, composto da circa 20 aeromobili. Gli aerei impiegati sul Cavour sono gli AV8B, a decollo corto ed atterraggio verticale, con compiti di protezione aerea della flotta e supporto ravvicinato alle operazioni anfibie e terrestri. Gli elicotteri sono tutti quelli in linea attualmente in Marina ed in particolare i nuovi EH101 ed SH90. L’hangar, necessario per il ricovero e la manutenzione in navigazione degli elicotteri e degli aerei, è lungo 134 mt e largo 21, con la capacità di ospitare fino ad 11 aeromobili. Il Cavour è dotato dei più moderni sistemi per l’autodifesa: il sistema missilistico superficie-aria SAAM-IT, costruito in collaborazione con la Marina francese e dotato dei moderni missili ASTER 15. E i cannoni calibro 76mm, a doppio caricamento ed in configurazione DAVIDE, dotati di munizionamento radio-guidato di tipo DART (Driven Ammunition Reduced Time of flight). In attesa del super drone.

 

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