Il camion bar sul litorale collegato alla rete elettrica? È occupazione abusiva
L’illecito amministrativo c’è solo se il chiosco mobile può essere immediatamente spostato
2' di lettura
I punti chiave
2' di lettura
Scatta il reato di occupazione abusiva del demanio pubblico per il titolare del chiosco mobile piazzato vista mare, con le ruote sollevate su pedane di legno e collegato alla rete elettrica. Condizione quest’ultima che, se da una parte garantisce la possibilità di tenere in fresco i cibi, rende più difficile, unita al sollevamento delle ruote rispetto al terreno, lo spostamento immediato del mezzo. La Cassazione respinge così la tesi della difesa secondo la quale il proprietario della panineria mobile si sarebbe macchiato di un semplice illecito amministrativo senza commettere il reato di occupazione abusiva. Una lettura che la Suprema corte disattende, perché per com’era sistemato il food truck aveva sostanzialmente perso le caratteristiche del veicolo, non potendo essere immediatamente rimosso. I giudici di legittimità chiariscono, infatti, che perché si configuri la violazione amministrativa, prevista dall’articolo 1161 del Codice della navigazione, invece che il reato contestato nello specifico, è necessario che l’occupazione avvenga con mezzisubito in grado di circolare su strada.
Chiedilo al Sole
Non conta l’assenza di ancoraggi fissi a terra
Il legislatore ha, infatti, deciso di escludere la rilevanza penale, ferma restando la sanzione, per chi con il suo furgone mobile soddisfa i bisogni dei bagnanti con bibite, gelati, panini e atri generi di conforto nella calura, senza però modificare in modo permanente lo spazio che occupa. Nè a escludere la modifica dei luoghi basta il fatto, pure invocato dal ricorrente, dell’assenza di ancoraggi fissi a terra. Per evitare il reato è necessario essere pronti a levare le tende subito. Anche su iniziativa dello stesso agente accertatore che può decidere all’istante di far rimuovere il mezzo o ordinare la partenza. Unico punto a favore del ricorrente la possibilità per il giudice di valutare l’applicazione della norma sulla particolare tenuità del fatto che lascia impuniti, anche se il reato resta.







