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Brasile, rally al test elettorale
All’appuntamento col voto il Paese si presenta forte di un’economia in crescita e forti rialzi per azionario e valuta. E ora?
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La Federal Reserve potrebbe alzare i tassi ancora una volta, dopo la stretta di qualche giorno fa, prima delle elezioni del mid-term di novembre. Sarebbe inusuale - perché nella riunione che precede questo appuntamento elettorale la banca centrale Usa tende storicamente a mantenere un atteggiamento attendista - ma è quanto sconta da ieri con una probabilità consistente (passata dal 50% della vigilia al 73%) il mercato dei future per la riunione del 28 ottobre.
Questo perché l’economia statunitense, anziché rallentare e subire lo scotto di tassi sempre più elevati, continua ad andare forte. L’indice Pmi composito redatto da S&P Global per gli Stati Uniti è salito da 56 ad agosto a 58,4 a settembre, registrando così l’espansione più rapida da luglio 2021 e un’accelerazione della crescita per il quarto mese consecutivo.
La crescita è stata trainata dal settore dei servizi, che ha riportato l’aumento più consistente della produzione da oltre cinque anni, ma un dato positivo di settembre è stata la contemporanea accelerazione della crescita della produzione manifatturiera, al livello più alto da aprile 2022.
Michael Barr, membro del board della Fed, ha dichiarato che «saranno probabilmente necessari ulteriori aggiustamenti di politica monetaria» per tenere sotto controllo l’inflazione perché «i rischi per il raggiungimento del nostro obiettivo di inflazione sono aumentati».
Di fronte a questo il dollaro si è rafforzato dello 0,5% su scala globale (dollar index a 101 punti sui massimi da giugno) e i titoli obbligazionari hanno subito una correzione sui prezzi atta a riposizionare i rendimenti su uno scenario “higher for longer” di maggiore resilienza.