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Brasile, rally al test elettorale
All’appuntamento col voto il Paese si presenta forte di un’economia in crescita e forti rialzi per azionario e valuta. E ora?
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Lo scontro all’assemblea dell’Onu – che ha fotografato in modo plastico i conflitti che in questo momento stanno segnando il Medio Oriente – finisce per contagiare anche le Borse europee, che navigano a vista tra mille incertezze geopolitiche. Tensioni che ridanno gas alle quotazioni del petrolio, con il Brent che supera di nuovo la soglia simbolica dei 100 dollari al barile, e ai relativi timori sulla spinta inflazionistica (in ottica di possibili rialzi dei tassi). Resta alta anche la pressione sui bond: il rendimento del Treasury Usa a dieci anni segna un nuovo massimo dal 2007. Gli investitori ora guardano all’incontro tra il presidente Donal Trump e il suo omologo Xi Jinping (il 24 settembre), che avrà al centro temi chiave come commercio, intelligenza artificiale, catene di approvvigionamento e questioni geopolitiche. Sul fronte macro, anche se non è bastato, sono invece arrivati buoni segnali dagil indici Pmi: per l'Eurozona l'indice Pmi manifatturiero a settembre, secondo la stima preliminare, è rimasto invariato a 52,7 punti. In questo scenario, le principali piazza europee chiudono tutte al di sotto della parità: da Piazza Affari (FTSE MIB) a Parigi (CAC 40), passando per Francoforte (DAX 40), Madrid (IBEX 35) e Londra (FTSE 100).
Wall Street chiude la seduta in territorio negativo con il rialzo dei prezzi del petrolio e le incertezze pendenti sulla guerra tra Usa e Iran: il Dow Jones cede lo 0,68%, a 51.512,42 punti, mentre il Nasdaq perde l’1,13%, scivolando a quota 26.936,04. In calo anche l’S&P 500 a 7.706,39 punti (-0,75%).
I rendimenti dei titoli del Tesoro e i prezzi del petrolio sono in lieve aumento, a causa della rinnovata incertezza legata alla guerra tra Stati Uniti e Iran. Il presidente Donald Trump ha dichiarato, ieri, che funzionari statunitensi e iraniani si sono incontrati per tre ore, a margine dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York, descrivendo l'incontro come «molto positivo». In precedenza, nel suo discorso all'Onu, Trump aveva affermato di dover prendere una «decisione importante» riguardo alla possibilità di raggiungere un accordo con Teheran o di «annientare» il Paese.
Sul listino milanese, a fine seduta chiude in testa Eni sulla spinta del rialzo del greggio. Acquisti sul lusso con Ferrari , Moncler eBrunello Cucinelli. Sul fronte bancario, salgono Banco Bpm anche in scia alle dichiarazioni di Credit Agricole che vede una possibile fusione tra CA Italia e l'istituto di Piazza Meda. Bene anche Amplifon che beneficia delle buone prospettive del mercato e dell'integrazione con Gn Hearing. Frenano Poste Italiane e Telecom Italia nel terzo giorno di riapertura dei termini dell'offerta (con Poste al 70,5% del capitale). Scivola Fincantieri, giù anche i tech (Stmicroelectronics) e si piazzano in fondo Unipol e Generali. Fuori dal paniere principale, perde quota Pirelli & C dopo l'annuncio del rafforzamento della catena di controllo guidata da Marco Tronchetti Provera al 29,9% del capitale del gruppo della Bicocca. Resta debole il titolo delle Industrie De Nora dopo il crollo della vigilia in seguito al vendita lampo del 5% da parte di Snam.
Il greggio resta al centro dell'attenzione, con gli effetti sui prezzi monitorati da vicino dal mercato, anche in ottica banche centrali. Il future sul Brent ha nuovamente toccato i 100 dollari al barile per poi cambiare più volte direzione, mentre quello sul Wti si muove attorno ai 92 dollari. La speranza di una soluzione del conflitto si accompagna alla notizia della ripresa delle attività nell'oleodotto East-West verso il Mar Rosso (chiuso dall'11 settembre) da parte di Saudi Aramco. Il gas è in lieve calo a 73 dollari al megawattora sulla piattaforma di Amsterdam.