Mercati

Lo scontro all’Onu riaccende il petrolio e gela le Borse. Milano si salva (-0,2%) con Eni, Wall Street negativa

Le tensioni geopolitiche si riflettono sui listini del Vecchio Continente. Il Brent torna sopra i 100 dollari al barile. Vendite su assicurazioni, automotive e industria. Euro in forte flessione a 1,13 dollari, lo spread chiude in rialzo a 95 punti (e il rendimento del BTp decennale balza al 4,49%)

La Borsa, gli indici del 23 settembre 2026

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Lo scontro all’assemblea dell’Onu – che ha fotografato in modo plastico i conflitti che in questo momento stanno segnando il Medio Oriente – finisce per contagiare anche le Borse europee, che navigano a vista tra mille incertezze geopolitiche. Tensioni che ridanno gas alle quotazioni del petrolio, con il Brent che supera di nuovo la soglia simbolica dei 100 dollari al barile, e ai relativi timori sulla spinta inflazionistica (in ottica di possibili rialzi dei tassi). Resta alta anche la pressione sui bond: il rendimento del Treasury Usa a dieci anni segna un nuovo massimo dal 2007. Gli investitori ora guardano all’incontro tra il presidente Donal Trump e il suo omologo Xi Jinping (il 24 settembre), che avrà al centro temi chiave come commercio, intelligenza artificiale, catene di approvvigionamento e questioni geopolitiche. Sul fronte macro, anche se non è bastato, sono invece arrivati buoni segnali dagil indici Pmi: per l'Eurozona l'indice Pmi manifatturiero a settembre, secondo la stima preliminare, è rimasto invariato a 52,7 punti. In questo scenario, le principali piazza europee chiudono tutte al di sotto della parità: da Piazza Affari (FTSE MIB) a Parigi (CAC 40), passando per Francoforte (DAX 40), Madrid (IBEX 35) e Londra (FTSE 100).

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Bond sotto pressione

Wall Street negativa tra diplomazia e Medio Oriente

Wall Street chiude la seduta in territorio negativo con il rialzo dei prezzi del petrolio e le incertezze pendenti sulla guerra tra Usa e Iran: il Dow Jones cede lo 0,68%, a 51.512,42 punti, mentre il Nasdaq perde l’1,13%, scivolando a quota 26.936,04. In calo anche l’S&P 500 a 7.706,39 punti (-0,75%).

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I rendimenti dei titoli del Tesoro e i prezzi del petrolio sono in lieve aumento, a causa della rinnovata incertezza legata alla guerra tra Stati Uniti e Iran. Il presidente Donald Trump ha dichiarato, ieri, che funzionari statunitensi e iraniani si sono incontrati per tre ore, a margine dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York, descrivendo l'incontro come «molto positivo». In precedenza, nel suo discorso all'Onu, Trump aveva affermato di dover prendere una «decisione importante» riguardo alla possibilità di raggiungere un accordo con Teheran o di «annientare» il Paese.

La Borsa, gli indici del 23 settembre 2026

A Piazza Affari al top Eni, soffrono Unipol e Generali

Sul listino milanese, a fine seduta chiude in testa Eni sulla spinta del rialzo del greggio. Acquisti sul lusso con Ferrari , Moncler eBrunello Cucinelli. Sul fronte bancario, salgono Banco Bpm anche in scia alle dichiarazioni di Credit Agricole che vede una possibile fusione tra CA Italia e l'istituto di Piazza Meda. Bene anche Amplifon che beneficia delle buone prospettive del mercato e dell'integrazione con Gn Hearing. Frenano Poste Italiane e Telecom Italia nel terzo giorno di riapertura dei termini dell'offerta (con Poste al 70,5% del capitale). Scivola Fincantieri, giù anche i tech (Stmicroelectronics) e si piazzano in fondo Unipol e Generali. Fuori dal paniere principale, perde quota Pirelli & C dopo l'annuncio del rafforzamento della catena di controllo guidata da Marco Tronchetti Provera al 29,9% del capitale del gruppo della Bicocca. Resta debole il titolo delle Industrie De Nora dopo il crollo della vigilia in seguito al vendita lampo del 5% da parte di Snam.

Il petrolio torna verso i 100 dollari

Il greggio resta al centro dell'attenzione, con gli effetti sui prezzi monitorati da vicino dal mercato, anche in ottica banche centrali. Il future sul Brent ha nuovamente toccato i 100 dollari al barile per poi cambiare più volte direzione, mentre quello sul Wti si muove attorno ai 92 dollari. La speranza di una soluzione del conflitto si accompagna alla notizia della ripresa delle attività nell'oleodotto East-West verso il Mar Rosso (chiuso dall'11 settembre) da parte di Saudi Aramco. Il gas è in lieve calo a 73 dollari al megawattora sulla piattaforma di Amsterdam.

Il dollaro si rafforza, giù oro e Bitcoin

Sul mercato valutario, dollaro in rafforzamento con l'euro sceso a 1,13 su nuovi minimi da fine luglio. Sale anche il cross dollaro/yen verso quota 158. Poco mosso il cambio tra la moneta unica e la divisa nipponica, in area 180. In calo l'oro in area 4.300 dollari l'oncia nel contratto spot. Giù anche il Bitcoin poco sopra 85mila punti.

Spread sale a 95 punti in chiusura, rendimento balza al 4,49%

Chiusura, infine, in netto lieve rialzo per lo spread tra BTp e Bund al termine di una seduta che conferma la stretta correlazione tra andamento del prezzo del petrolio, aspettative di inflazione e dinamica dei rendimenti sui mercati obbligazionari. A fine seduta, il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il titolo tedesco di pari durata si è così attestato a 95 punti base, dagli 88 punti della chiusura del 22 settembre, a seguito della sotto-performance dei titoli di Stato italiani rispetti a quelli tedeschi. A conclusione degli scambi, il rendimento del BTp decennale benchmark si è posizionato al 4,49%, dal 4,33% del closing precedente. In decisa crescita lo spread tra il Bund tedesco e l'OaT decennale francese, che ha concluso gli scambi a 110 punti base, dai 101 punti della vigilia.

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