I lavori del futuro fra avatar ed e-commerce: le mansioni più richieste al 2024
Nelle aziende private domanda sostenuta di personale in ambito digital transformation, matematico, informatico e impresa 4.0
di Gianni Rusconi
3' di lettura
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Emergenza sanitaria da una parte, transizione tecnologica dall’altra: due fattori che stanno giocando (e giocheranno ancora di più nel post pandemia) un ruolo di primaria importanza nel definire quali saranno gli scenari nel mondo occupazionale. Le professioni legate alle tecnologie digitali avranno uno sviluppo molto importante, ma anche figure nuove come il manager di avatar per l’insegnamento troveranno velocemente affermazione, dimostrando un’unione sempre più imprescindibile tra formazione, cultura e tecnologia. Nei prossimi anni, le skill indispensabili per indirizzare la propria carriera, e definire chiaramente il potenziale di ogni individuo, ruoteranno intorno ai concetti di personal branding, curiosità, networking e maturità.
A dipingere questi scenari, e ad indicare le figure professionali che verranno maggiormente ricercate, è la seconda edizione dell'e-book “I lavori del futuro” di Alteredu, startup calabrese attiva nel mondo della formazione professionale in e-learning. Il punto di partenza di questa analisi sono le proiezioni al 2024 stilate dell’Anpal, l’Agenzia nazionale per le politiche attive per l’occupazione, secondo cui il mercato italiano registrerà un crescente bisogno di professionisti con competenze sempre più specifiche e tecniche, una tendenza alimentata dalla progressiva diffusione delle tecnologie di intelligenza artificiale e di automazione industriale e che segnerà in modo marcato nel prossimo triennio lo sviluppo di una domanda di oltre 2,5 milioni di nuovi impieghi fra ruoli dipendenti e lavoratori autonomi.
La domanda di lavoro nei prossimi anni, osservano in proposito gli esperti di Alteredu, sarà nel complesso fortemente trainata dall’eco-sostenibilità e dalla rivoluzione digitale, due componenti che giocheranno un ruolo importante nella caratterizzazione dei fabbisogni occupazionali dei vari settori arrivando a coinvolgere tra il 26% ed il 29% di tutte le figure di cui imprese e Pubblica amministrazione necessiteranno da qui a cinque anni.
Nel mondo delle aziende private, in particolare, serviranno fra i 280mila ed i 325mila lavoratori nell’ambito della digital transformation e sarà molto sostenuta anche la richiesta di personale con competenze specifiche in ambito matematico, informatico e impresa 4.0. Se guardiamo ai titoli di studio che consentiranno maggiore accesso al mondo del lavoro, sempre secondo il rapporto annuale di Anpal e Unioncamere, i laureati rappresenteranno circa il 60% dei nuovi occupati mentre il fabbisogno di professionisti ai quali verrà richiesta una semplice qualifica professionale si aggira attorno al 35%.
La domanda di personale laureato si concentrerà prevalentemente in ambito medico e paramedico (si viaggerà tra le 170mila e le 176 mila unità nel quinquennio 2020-2024) ed economico (fra le 150mila e le 160mila figure), e a seguire quello ingegneristico e giuridico, mentre le imprese che punteranno sui diplomati avranno un interesse particolare per l’area amministrativa, finanziaria e del marketing. Le attività lavorative del futuro richiederanno molte competenze nel campo dell’interpretazione dei dati e dei processi di analisi e più in generale le competenze chiave saranno completamente differenti rispetto a quelle richieste oggi, tanto che un’elevata percentuale delle attuali professioni muterà radicalmente nel prossimo decennio proprio per effetto dei cambiamenti sociali, ambientali, sanitari e tecnologici intervenuti negli ultimi due anni.








