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Home entertainment, segnali dal supporto fisico: cresce il segmento Blu-ray 4K

Nel 2025 vendute oltre 200mila unità per più di 5 milioni di euro. Streaming dominante, ma cresce la ricerca di contenuti da possedere e conservare

di Andrea Biondi

Imagoeconomica/Blu Ray

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Il supporto fisico non è più il centro dell’home entertainment. Ma non è nemmeno uscito di scena. In Italia il Blu-ray 4K mostra segnali di tenuta dentro un mercato video ormai ridisegnato dallo streaming e dalle piattaforme digitali. Nel 2025, secondo i dati NIQ presentati a Roma durante la quinta tappa del roadshow mondiale promosso dal Deg, sono state vendute oltre 200mila unità Blu-ray 4K, per un valore superiore ai 5 milioni di euro.

Il dato va letto nella sua dimensione corretta: è una nicchia, ma una nicchia che cresce. A livello globale l’home entertainment ha superato nel 2025 i 350 miliardi di dollari di ricavi. In Italia la spesa complessiva è prevista oltre quota 5 miliardi di dollari entro il 2029. Il baricentro resta il digitale: lo streaming è ormai il segmento dominante del mercato video e nel nostro Paese ha superato la pay tv per ricavi e abbonamenti. Ma il consumo domestico non si esaurisce nell’abbonamento.

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Il comparto digitale transazionale, fra acquisto elettronico e video on demand, ha registrato nel 2025 una crescita del 5% nelle transazioni e dell’8% nei ricavi. Anche i film di catalogo sono saliti del 4%, toccando il livello più alto degli ultimi quattro anni. Il fisico, intanto, trova nel 4K la sua fascia più resistente, con un incremento del 4 per cento.

C’è «la necessità di continuare a investire in un supporto fisico sempre più evoluto e performante, senza perdere di vista le esigenze dei consumatori», ha spiegato Luciana Migliavacca, presidente di Univideo. Per Migliavacca i dati NIQ indicano «una significativa vitalità del Blu-ray 4K», accanto alla crescita del digitale transazionale e dello streaming. Il pubblico più giovane, aggiunge, cerca «esclusività, personalizzazione, semplicità di accesso, fasce di prezzo differenziate e prodotti che possano essere conservati nel tempo, perché un film, per sua natura, non ha una data di scadenza».

Liz Bales, ceo Deg, ha definito il mercato italiano «estremamente dinamico e innovativo», sottolineando il valore del confronto tra distributori, piattaforme, service provider e operatori del settore. Federico Bagnoli Rossi, presidente Ivf (International video federation), ha ricordato che l’home entertainment continua a offrire «molteplici e diversificate opzioni di accesso e di prezzo» e contribuisce alla sostenibilità dell’industria cinematografica e audiovisiva.

Il punto, quindi, non è un ritorno al passato. È piuttosto la convivenza fra modelli diversi: abbonamento, acquisto digitale, noleggio e supporto fisico. In un mercato nel quale la disponibilità dei titoli sulle piattaforme può cambiare, il Blu-ray 4K intercetta una domanda minoritaria ma riconoscibile: qualità tecnica, collezione, permanenza dell’opera. Non abbastanza per invertire la gerarchia del settore. Abbastanza, però, per ricordare che l’home entertainment non vive di un solo formato.

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