Interventi

In America la Gen Z riscopre la “grande bellezza” dei supporti fisici

Alla riscoperta di DVD, Blu-ray, 4K Ultra HD

di Luciana Migliavacca

 (Imagoeconomica)

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Negli ultimi anni abbiamo osservato la Gen Z come la generazione più tecnologica di sempre: nativi digitali, cresciuti tra piattaforme di streaming, algoritmi e accesso immediato a qualsiasi contenuto. Mi permetto una provocazione: se la vera innovazione, oggi, fosse riscoprire il valore della disconnessione e il godimento di un’emozione originata da un supporto fisico, senza scadenza, capace di custodire e tramandare storie e ricordi nel tempo?

Una domanda certamente provocatoria, ma non fuori dal tempo, considerando che — notizia di queste settimane — negli USA molti giovani si stanno avvicinando con interesse al supporto audiovisivo fisico (DVD, Blu-ray, 4K). Secondo una recente analisi della Digital Entertainment Group, infatti, una parte crescente della Gen Z ha iniziato a mostrare segnali di insoddisfazione rispetto alla necessità di gestire un “portafoglio” di abbonamenti streaming, tutti diversi tra loro, dove capita di non riuscire a rintracciare il film che si desidera guardare in un momento preciso. In questo senso, l’idea di accesso illimitato si scontra sempre più con una realtà contenutistica frammentata e temporalmente circoscritta.

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Ecco quindi che il supporto fisico rientra in campo con una veste rinnovata, al passo con i tempi tecnologici, ma con un’opportunità tanto semplice quanto potente: la libertà di scegliere e di possedere. Il film è cultura, è condivisione, è memoria storica: deve essere facilmente reperibile e, soprattutto, lo si deve poter scegliere sempre, perché ogni visione è diversa dalla precedente.

Questa dimensione amo definirla il “lusso della disconnessione”: prendersi il tempo giusto per scegliere il proprio film preferito, costruire una collezione personale che racconti gusti, passioni e ricordi.

Una riscoperta che non ha solo un carattere emotivo, ma risponde anche alle esigenze tecnologiche della visione domestica, che spesso lo streaming non è in grado di soddisfare a causa di connessioni non sempre stabili. Il supporto fisico di nuova generazione è oggi, invece, molto performante sia sotto il profilo sonoro sia sotto quello visivo. E, per chi ama davvero il cinema, questo non è un dettaglio.

Negli Stati Uniti, tra il 2023 e il 2024, il mercato dell’home video aveva mostrato segnali di sofferenza, con un calo vicino al 20%. Nel 2025 qualcosa è sembrato cambiare: la riduzione del mercato americano è stata più contenuta e la speranza è riposta nelle nuove generazioni.

In Italia l’audiovisivo rimane un asset importante per lo sviluppo culturale del Paese e, per questo, come Univideo stiamo lavorando per valorizzare le virtù del prodotto fisico, coinvolgendo i giovani in tutti i nostri progetti. Sono consumatori, ma al tempo stesso anche custodi del patrimonio cinematografico, ovvero della memoria culturale delle opere.

Forse la Gen Z, proprio perché cresciuta nel mondo dello streaming totale, sta iniziando a percepirne i limiti. E forse la vera innovazione non è avere tutto sempre disponibile, ma scegliere consapevolmente cosa tenere con sé. In fondo, tra un catalogo infinito e uno scaffale pieno di film amati, la differenza è semplice: nel primo caso si naviga, nel secondo si costruisce una storia personale. I film sono per sempre… così come lo sono i supporti fisici, che ne custodiscono il valore culturale.

Luciana Migliavacca, Presidente Univideo

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