Lo scandalo

Hillary al Congresso: mai visto Epstein, indagate su Trump

L’ex segretaria di Stato: andare a fondo sulle 50 pagine sparite dal dossier. Verrà sentito Bill Clinton. Intanto si dimette Brende, ceo del World Economic Forum

di Luca Veronese

Hillary Clinton, ex segretaria di Stato, ex first lady e candidata democratica alla presidenza nel 2016

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La deposizione di Hillary Clinton sullo scandalo legato al finanziere pedofilo Jeffrey Epstein, si è trasformata fin dalle prime battute in un attacco dell’ex segretaria di Stato contro Donald Trump e contro l’amministrazione repubblicana che «sta cercando di insabbiare la vicenda».

La Commissione sentirà poi anche Bill Clinton, la cui amicizia con Epstein è già emersa chiaramente pur senza implicazioni penali. Lo stesso presidente della Commissione di Vigilanza, James Comer, repubblicano del Kentucky ha affermato che «nessuno accusa in questo momento i Clinton di alcun illecito» anche se «le domande sono tante».

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Per Hillary Clinton e per i democratici la strategia di Trump e dei suoi fedelissimi è evidente: alzare un polverone per coprire le responsabilità dell’attuale presidente. «Non ricordo di aver mai incontrato Epstein. Non ho mai volato sul suo aereo, né visitato la sua isola. E non ero a conoscenza dei suoi crimini», ha chiarito Hillary Clinton. E ancora: «Se questa Commissione è seriamente intenzionata a scoprire la verità sui crimini di traffico di esseri umani di Epstein, non si affiderà ai giornali per ottenere risposte dal nostro attuale presidente sul suo coinvolgimento, ma gli chiederà direttamente, sotto giuramento, informazioni sulle decine di migliaia di volte in cui compare nei fascicoli di Epstein».

L’ex first lady, già candidata democratica alla Casa Bianca nel 2016, non ha invocato il Quinto Emendamento e ha quindi risposto alle domande alla Commissione della Camera, ma ha anche sollecitato con insistenza la convocazione di Trump. «Una Commissione che ambisce alla trasparenza dovrebbe andare a fondo della vicenda dei file spariti dal sito del dipartimento di Giustizia in cui una vittima accusa Donald Trump di crimini disgustosi», ha aggiunto, riferendosi ad almeno 50 pagine degli Epstein file che, secondo il New York Times, sono state censurate e non divulgate per coprire le accuse di una donna nei confronti di Trump.

La deposizione di Hillary Clinton è stata poi sospesa brevemente perché su X è stata condivisa una foto della testimonianza fatta a porte chiuse, dalla casa di famiglia a Chappaqua, nello stato di New York. A postare la foto sarebbe stato Benny Johnson, un influencer della destra Maga, che ha sostenuto di averla ricevuta dalla deputata repubblicana Lauren Boebert.

L’intreccio di potere, abusi sessuali, affari e politica che si era sviluppato attorno a Epstein sta travolgendo altre figure eccellenti negli Usa e in Europa. Si è dimesso ieri il presidente e amministratore delegato del World Economic Forum, Borge Brende, sul quale lo stesso Forum aveva già avviato un’indagine interna. Cesserà di insegnare a fine anno ad Harvard, Larry Summers, l’ex segretario al Tesoro durante la presidenza Clinton, coinvolto anche lui nell’amicizia con Epstein. E mentre, in questa vicenda torbida, si registrano le scuse pubbliche di Bill Gates, c’è preoccupazione per la salute di Thorbjorn Jagland: l’ex primo ministro norvegese, secondo la stampa del suo Paese, potrebbe avere tentato il suicidio dopo essere stato incriminato per gravi accuse di corruzione legate a Epstein.

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Hillary Clinton ha chiesto trasparenza chiamando a testimoniare oltre a Trump anche Elon Musk, uno dei grandi sostenitori del tycoon. «Sono inorridita come qualsiasi persona normale dai crimini di Epstein», ha detto accusando l’amministrazione Trump e la stessa Commissione di avere «abbandonato le vittime sopravvissute» e di «proteggere uomini potenti e alleati politici». «Chiunque chieda in quale notte ci sarebbe stata la “festa più sfrenata” sull’isola di Epstein, come ha fatto Musk, dovrebbe essere chiamato a testimoniare», secondo Hillary Clinton.

La Commissione sentirà venerdì 27 febbraio, sempre a porte chiuse, Bill Clinton, la cui posizione appare molto più difficile rispetto a quella della moglie. L’ex presidente democratico - che fino a qui non è accusato di alcun reato - ha frequentato Epstein per anni dopo avere lasciato la Casa Bianca, come provano le foto in piscina e come risulta dai documenti su decine di voli effettuati dall’ex presidente sul jet privato del finanziere pedofilo morto in carcere nel 2019.

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