Summers era in congedo da novembre e non tornerà in aula prima della cessazione dell’incarico. Ha inoltre rinunciato al ruolo di co-direttore del Mossavar-Rahmani Center for Business and Government. Il motivo della decisione è da individuare nella revisione interna che l’università sta conducendo sui documenti relativi a Epstein.
In una dichiarazione personale, l’ex presidente ha parlato di una «decisione difficile», esprimendo gratitudine verso gli studenti e i colleghi incontrati nei cinquant’anni trascorsi ad Harvard, prima come dottorando e poi come docente. Da professore emerito intende proseguire attività di ricerca su questioni economiche globali.
Le email e le rivelazioni
Il rapporto tra Summers ed Epstein era noto da tempo, ma le email rese pubbliche lo scorso novembre da una commissione del Congresso hanno portato alla luce una relazione più stretta e personale di quanto fosse emerso in precedenza, protrattasi anche dopo che, nel 2008, Epstein era diventato un sex offender registrato dopo aver patteggiato in Florida.
Nei messaggi i due si scambiavano commenti sulla vita privata di Summers. In alcuni, l’economista faceva riferimento al proprio interesse romantico per una donna diversa dalla moglie, docente di letteratura ad Harvard. Epstein si descriveva come una sorta di «wingman» (una «spalla»). In un passaggio del 2019, come riporta il New York Times, Summers raccontava uno scambio con la donna, mentre in altri comparivano espressioni offensive e riferimenti razzisti. In un messaggio scriveva di essere «molto preso» e disposto a sacrificare molto per stare con lei.
Dopo la diffusione delle email, l’ex segretario al Tesoro Usa aveva dichiarato di provare una vergogna profonda per aver continuato a comunicare con Epstein, assumendosi la piena responsabilità di quella scelta. Aveva tentato di proseguire l’attività didattica, salvo poi sospenderla di fronte alle richieste di allontanamento avanzate da studenti ed esponenti politici, tra cui la senatrice democratica Elizabeth Warren. In quel periodo aveva lasciato incarichi presso gruppi di policy e si era dimesso dal consiglio di amministrazione di OpenAI, di cui faceva parte dal 2023.