Caso Epstein, si dimettono Brende e Summers. Gates fa mea culpa
I documenti diffusi dal Dipartimento di Giustizia statunitense continuano a produrre conseguenze ai vertici della finanza globale e del mondo accademico
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L’onda d’urto del caso Epstein continua a produrre effetti con l’ammissione del fondatore di Microsoft Bill Gates, davanti ai dipendenti della sua Fondazione, di aver commesso un grave errore frequentando il finanziere morto suicida in carcere nel 2019, e dopo che altri due nomi di primo piano, uno del mondo economico, uno del mondo accademico, sono stati travolti dalla pubblicazione dei documenti da parte del Dipartimento di Giustizia statunitense.
Le dimissioni di Brende
Al World Economic Forum, il presidente e amministratore delegato Borge Brende ha annunciato le dimissioni all’indomani dell’avvio di un’indagine indipendente sui suoi rapporti con Jeffrey Epstein.
Secondo quanto emerso dai documenti diffusi dallo US Department of Justice (DoJ), il manager norvegese avrebbe preso parte a tre cene di lavoro con il finanziere e avrebbe intrattenuto con lui scambi via email e messaggi di testo. Brende, alla guida del Forum dal 2017, ha comunicato la scelta in una dichiarazione successiva alle rivelazioni.
Summers lascia Harvard
Negli Stati Uniti, le conseguenze del caso investono anche il mondo universitario, con cui il finanziere pedofilo ha intrattenuto per lunghi periodi della sua vita profondi legami economici. Nell’occhio del ciclone finisce oggi l’Università di Harvard. L’economista Lawrence Summers, già segretario al Tesoro e presidente dell’ateneo, lascerà l’insegnamento al termine dell’anno accademico. L’annuncio è arrivato tramite un portavoce dell’università, Jason Newton.


