Usa

Caso Epstein, si dimettono Brende e Summers. Gates fa mea culpa

I documenti diffusi dal Dipartimento di Giustizia statunitense continuano a produrre conseguenze ai vertici della finanza globale e del mondo accademico

di Angelica Migliorisi

5' di lettura

English Version

5' di lettura

English Version

L’onda d’urto del caso Epstein continua a produrre effetti con l’ammissione del fondatore di Microsoft Bill Gates, davanti ai dipendenti della sua Fondazione, di aver commesso un grave errore frequentando il finanziere morto suicida in carcere nel 2019, e dopo che altri due nomi di primo piano, uno del mondo economico, uno del mondo accademico, sono stati travolti dalla pubblicazione dei documenti da parte del Dipartimento di Giustizia statunitense.

Le dimissioni di Brende

Loading...

Al World Economic Forum, il presidente e amministratore delegato Borge Brende ha annunciato le dimissioni all’indomani dell’avvio di un’indagine indipendente sui suoi rapporti con Jeffrey Epstein.

Secondo quanto emerso dai documenti diffusi dallo US Department of Justice (DoJ), il manager norvegese avrebbe preso parte a tre cene di lavoro con il finanziere e avrebbe intrattenuto con lui scambi via email e messaggi di testo. Brende, alla guida del Forum dal 2017, ha comunicato la scelta in una dichiarazione successiva alle rivelazioni.

Summers lascia Harvard

Negli Stati Uniti, le conseguenze del caso investono anche il mondo universitario, con cui il finanziere pedofilo ha intrattenuto per lunghi periodi della sua vita profondi legami economici. Nell’occhio del ciclone finisce oggi l’Università di Harvard. L’economista Lawrence Summers, già segretario al Tesoro e presidente dell’ateneo, lascerà l’insegnamento al termine dell’anno accademico. L’annuncio è arrivato tramite un portavoce dell’università, Jason Newton.

Summers era in congedo da novembre e non tornerà in aula prima della cessazione dell’incarico. Ha inoltre rinunciato al ruolo di co-direttore del Mossavar-Rahmani Center for Business and Government. Il motivo della decisione è da individuare nella revisione interna che l’università sta conducendo sui documenti relativi a Epstein.

In una dichiarazione personale, l’ex presidente ha parlato di una «decisione difficile», esprimendo gratitudine verso gli studenti e i colleghi incontrati nei cinquant’anni trascorsi ad Harvard, prima come dottorando e poi come docente. Da professore emerito intende proseguire attività di ricerca su questioni economiche globali.

Le email e le rivelazioni

Il rapporto tra Summers ed Epstein era noto da tempo, ma le email rese pubbliche lo scorso novembre da una commissione del Congresso hanno portato alla luce una relazione più stretta e personale di quanto fosse emerso in precedenza, protrattasi anche dopo che, nel 2008, Epstein era diventato un sex offender registrato dopo aver patteggiato in Florida.

Nei messaggi i due si scambiavano commenti sulla vita privata di Summers. In alcuni, l’economista faceva riferimento al proprio interesse romantico per una donna diversa dalla moglie, docente di letteratura ad Harvard. Epstein si descriveva come una sorta di «wingman» (una «spalla»). In un passaggio del 2019, come riporta il New York Times, Summers raccontava uno scambio con la donna, mentre in altri comparivano espressioni offensive e riferimenti razzisti. In un messaggio scriveva di essere «molto preso» e disposto a sacrificare molto per stare con lei.

Dopo la diffusione delle email, l’ex segretario al Tesoro Usa aveva dichiarato di provare una vergogna profonda per aver continuato a comunicare con Epstein, assumendosi la piena responsabilità di quella scelta. Aveva tentato di proseguire l’attività didattica, salvo poi sospenderla di fronte alle richieste di allontanamento avanzate da studenti ed esponenti politici, tra cui la senatrice democratica Elizabeth Warren. In quel periodo aveva lasciato incarichi presso gruppi di policy e si era dimesso dal consiglio di amministrazione di OpenAI, di cui faceva parte dal 2023.

L’indagine interna di Harvard

Nel frattempo, Harvard ha avviato una revisione complessiva dei propri legami con Epstein, inclusi quelli mediati da docenti e donatori. L’ateneo aveva vietato donazioni del finanziere dopo la sua dichiarazione di colpevolezza nel 2008. Eppure, diversi accademici avevano mantenuto rapporti con lui dopo la scarcerazione, avvenuta l’anno successivo.

Tra i casi oggetto di verifica - sottolinea il New York Times - spicca quello di Martin A. Nowak, professore di matematica e biologia, messo in congedo amministrativo in attesa di ulteriori accertamenti da parte della Faculty of Arts and Sciences. Nowak aveva diretto il Program for Evolutionary Dynamics, che in passato aveva ricevuto donazioni dal finanziere.

Sono citati anche Elisa New, docente emerita di letteratura americana e moglie di Summers, e Stephen Kosslyn, professore emerito che aveva accettato finanziamenti da Epstein. New aveva già espresso rammarico per aver accettato fondi e per aver mantenuto i contatti.

Già nel 2020 un rapporto interno dell’università conteneva un unico riferimento esplicito a Summers, in cui si menzionava il suo contributo alla nascita di un programma immaginato da Epstein. In una nota a piè di pagina si faceva riferimento a un contributo legato a un’organizzazione guidata da New, senza ulteriori approfondimenti poiché la donazione non era stata destinata direttamente ad Harvard.

Il caso Bill Gates

L’onda d’urto del caso Epstein non ha risparmiato neanche Bill Gates. Il fondatore di Microsoft, negli scorsi giorni, ha risposto in modo diretto e approfondito alle domande inviate dai dipendenti della sua Fondazione, comprese quelle legate alla pubblicazione degli Epstein files, oltre a temi come l’intelligenza artificiale e il futuro della salute globale.

Secondo il Wall Street Journal, che afferma di aver esaminato una registrazione dell’incontro, Gates avrebbe chiesto scusa al personale e anche a chi è stato coinvolto indirettamente dalle conseguenze della sua decisione di incontrare il finanziere. Avrebbe definito «un enorme errore» aver trascorso del tempo con lui, sostenendo di non aver compiuto atti illeciti e di non aver assistito ad attività illegali. Avrebbe inoltre precisato di non aver mai avuto contatti con le vittime di Epstein né con le giovani donne che lo circondavano.

Gates, che non risulta accusato di reati dalle vittime del finanziere, compare nei documenti resi pubblici dal Dipartimento di Giustizia Usa accanto a una donna con il volto oscurato.

Nel corso dell’incontro con lo staff, l’imprenditore avrebbe ricostruito l’inizio dei rapporti nel 2011, diversi anni dopo che Epstein si era dichiarato colpevole di adescamento di una minorenne. Avrebbe ammesso di essere stato al corrente di una restrizione ai movimenti imposta al finanziere per circa 18 mesi, senza aver approfondito adeguatamente i precedenti giudiziari. I contatti sarebbero proseguiti fino al 2014, includendo incontri all’estero. Gates avrebbe escluso di aver mai pernottato sull’isola privata di Epstein.

Secondo quanto riportato, Epstein sosteneva di poter mettere in contatto Gates con altri miliardari e contribuire alla raccolta di fondi per iniziative filantropiche. La fondazione ha chiarito in precedenza che un numero limitato di dipendenti ebbe contatti con il finanziere sulla base delle sue dichiarazioni relative alla capacità di mobilitare risorse significative. Nessuna collaborazione fu avviata, nessun fondo venne creato e non risultano pagamenti o incarichi a suo favore.

Durante il confronto con i dipendenti, Gates avrebbe fatto riferimento anche a relazioni extraconiugali con due donne russe conosciute attraverso ambienti sociali e professionali. Nei documenti diffusi compaiono bozze di email attribuite a Epstein, datate luglio 2013, in cui si sostiene che l’imprenditore avrebbe contratto un’infezione sessualmente trasmissibile e tentato di tenerlo nascosto anche all’allora moglie, Melinda French Gates. Il portavoce di Gates ha definito tali accuse infondate e prive di senso.

Il matrimonio è finito nel 2021 dopo 27 anni. In un’intervista a un podcast di Npr, la donna ha parlato di «momenti dolorosi» riemersi con la pubblicazione dei file, affermando di sentirsi sollevata di essersi lasciata alle spalle quella fase e sostenendo che le domande ancora aperte riguardino direttamente l’ex marito e gli altri coinvolti. Prima della separazione, secondo quanto riportato dai media statunitensi, Melinda aveva espresso disagio per l’associazione con Epstein. Dopo l’annuncio del divorzio, Gates aveva riconosciuto una relazione con una dipendente di Microsoft nel 2019.

In un’intervista rilasciata a 9News in Australia a febbraio, l’imprenditore ha dichiarato che i contatti con Epstein si limitarono a cene e di rimpiangere ogni minuto trascorso in sua compagnia, ribadendo le proprie scuse. Nei giorni scorsi ha inoltre rinunciato a partecipare a un vertice sull’intelligenza artificiale in India, decisione che la fondazione ha motivato con l’esigenza di mantenere l’attenzione sulle priorità dell’evento.

La Camera potrebbe chiamare Lutnick a testimoniare su Epstein

Nel frattempo, la commissione di sorveglianza potrebbe chiamare a testimoniare il segretario al commercio Howard Lutnick nell’ambito della sua indagine su Jeffrey Epstein. «È possibile», ha detto il presidente della commissione di sorveglianza della Camera James Comer a Chappaqua, nello stato di New York, poco prima della deposizione di Hillary Clinton.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti