Usa

Kamala Harris conquista la maggioranza dei delegati e ha già raccolto 250 milioni

La vicepresidente ha la nomination democratica per la Casa Bianca in tasca, con un voto formale promesso entro il 7 agosto. Promette: “Il Paese non tornerà indietro”

di Marco Valsania

Kamala Harris. (Brendan SMIALOWSKI / AFP)

3' di lettura

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Kamala Harris ha in tasca la nomination del partito democratico, forte di una maggioranza dei delegati che si è già dichiarata a suo favore dopo il ritiro di Joe BIden. E ha preso il comando della campagna contro Donald Trump nelle elezioni presidenziali: in serata si e’ recata al quartier generale che era stato di Joe Biden in Delaware e ha attaccato con forza il candidato repubblicano. Ricordando i propri inizi da procuratore, alle prese con truffatori e predatori, ha detto: “So di che pasta è fatto Trump”. Impegnandosi a sconfiggerlo, ha aggiunto “L’America non tornerà indietro”.

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Conquistata la maggioranza dei delegati

Harris ha consolidato a tempo di record l’appoggio del partito alle sue spalle, I cui delegati dovrebbero ufficializzare la sua nomination prima della Convention del 19 agosto. Ha ormai ottenuto, stando a calcoli della Associated Press, il supporto di oltre 2.200 delegati, piu’ dei 1.976 necessari. I vertici del partito, per la precisione la commissione sulle regole, si riunirà nelle prossime ore e ha fatto sapere che prevederà un voto virtuale delle delegazioni entro il 7 agosto.

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Tutti i possibili sfidanti la appoggiano

Tutti I potenziali sfidanti interni l’hanno ormai appoggiata, da Gavin Newsom della California a Josh Shapiro della Pennsylvania, e al suo fianco si e’ schierata anche l’ex scettica e influente ex Speaker della Camera Nancy Pelosi. Ha in programma anche un incontro imminente con il leader democratico del Senato Chuck Schumer e il capogruppo alla Camera Hakeem Jeffries, il quale ha tuttavia già affermato che Harris, che diventerebbe la prima donna di colore eletta Presidente, ha entusiasmato la base di partito.

Donazioni per 250 milioni

I donatori democratici hanno a loro volta ripreso a staccare assegni in massa a lei e al partito, per un totale stimato in ben 250 milioni nel giro d’una giornata, cifre da capogiro. La roccaforte progressista di Hollywood si sta mobilitando di nuovo, dopo la freddezza con Biden, e Harris ha ricevuto l’appoggio, tra gli altri, di Barbra Streisand. Accanto alla Harris si sono schierati anche network di imprenditrici a Silicon Valley.

Al vaglio la scelta del vicepresidente

La prima, importante decisione èdi Harris sara’ adesso la scelta del suo candidato alla vicepresidenza e sta procedendo a tambur battente: ha affidato l’esame dei papabili all’ex Ministro della Giustizia di Barack Obama, Eric Holder. In lizza sono soprattutto governatori o senatori moderati e di stati incerti.

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“Corro per il futuro del Paese”

In una delle prime email fatte scattare dalla nuova campagna Harris for Presidente ha dato un tono ottimistico e aggressivo alla sua candidatura: “Non vedo l’ora di correre su un programma basato su quanto Joe Biden (la lettera) e io abbiamo fatto assieme. Abbiamo ricostruito il nostro Paese dopo che il nostro predecessore (Trump, Ndr) lo aveva lasciato in rovina, compiendo progressi storici nel ridurre i costi dei farmaci, migliorando le infrastrutture, lottando contro il cambiamento climatico, e molto altro ancora. Siamo oggi più forti perchè abbiamo agito, tutti assieme, per investire nel futuro dell’America”.

Vance: Harris più estremista di Biden

La campagna di Trump e del suo vice JD Vance sta intanto affilando le armi contro Harris quale nuovo candidato democratico ormai dato per certo. Vance ha detto che “è più estremista di Biden” e l’ha accusata di voler abolire controlli sull’immigrazione e eliminare le forze dell’ordine. Ha aggiunto che avrebbe mentito agli americani sulle condizioni mentali di Biden. Ad un comizio a Middletown in Ohio, la sua città natale, è stato preceduto sul podio da un senatore locale dello stato che ha usato toni ancora più cupi, minacciando una “guerra civile per salvare il Paese” se Trump e Vance perderanno le elezioni. Trump, sui social media, ha sua volta attaccato Harris sull’immigrazione.

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