Crociera

Hantavirus, possibile contagio in montagna di rifiuti frequentata da birdwatcher

L’Oms ha informato 12 Paesi i cui cittadini sono sbarcati dalla Hondius a Sant’Elena. I 12 Paesi sono: Canada, Danimarca, Germania, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Saint Kitts e Nevis, Singapore, Svezia, Svizzera, Turchia, Regno Unito e Stati Uniti.

di Enrico Bronzo

aggiornato alle 17

foto simbolica di un rapace in discarica, aprile 2026. (AP Photo/Channi Anand) APN

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Mentre si lavora per gestire il focolaio di hantavirus che ha colpito la nave da crociera Hondius, e per prevenire l’ulteriore diffusione dell’infezione, proseguono le indagini sulle cause dell’epidemia.

Prima di imbarcarsi sulla nave, i primi due casi marito (70) e moglie (69) olandesi deceduti (lui a bordo della nave e lei all’arrivo a Johannesburg in Sudafrica), avevano viaggiato in Argentina, Cile e Uruguay per un viaggio di birdwatching, che includeva visite a siti in cui è presente la specie di ratto nota per essere portatrice del ceppo Andes” dell’hantavirus.

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Lo ha riferito il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) Tedros Adhanom Ghebreyesus durante un media briefing. 

Ricoverata hostess Klm entrata in contatto con deceduta

Il 7 maggio un’assistente di volo della Klm è stato sottoposta al test per l’hantavirus dopo aver manifestato sintomi lievi ed è stata ricoverata ad Amsterdam. L’annuncio arriva da un portavoce del ministero della Salute dei Paesi Bassi.

 L’assistente di volo è entrata in contatto con la donna olandese fatta scendere prima del decollo dall’aereo Klm su cui aveva cercato di imbarcarsi il 25 aprile per lasciare Johannesburg per Amsterdam. L’equipaggio, date le sue condizioni di salute, aveva rifiutato il trasporto. La donna in seguito è deceduta (è la donna della coppia già citata, ndr).

Il bilancio aggiornato dell’hantavirus

Questo il bilancio aggiornato; sei degli otto casi di sospetto hantavirus segnalati sulla nave da crociera Hondius sono stati confermati; si tratta dei tre deceduti, di due ricoverati nei Paesi Bassi a Leida e Nimega (tra cui dovrebbe esserci il medico di bordo) più uno svizzero a Zurigo.

Tra gli altri due casi sospetti uno è ricoverato a Düsseldorf in Germania.

Contagio da Hantavirus, Pregliasco: pochissimi casi da umano a umano

L’armatore: a bordo nessun passeggero con sintomi. Incubazione dura sei settimane

In un comunicato, l’operatore olandese gestore della crociera Oceanwide Expeditions ha annunciato che “tutti i passeggeri che mostravano sintomi da hantavirus sono stati fatti sbarcare dalla Hondius”.

Ma va anche detto che “considerato il periodo di incubazione del virus Andes, che può arrivare fino a sei settimane, è possibile che vengano segnalati ulteriori casi”, ha dichiarato Ghebreyesus (Oms).

il primo caso risale a un uomo che ha sviluppato sintomi il 6 aprile ed è deceduto l’11 aprile, senza che all’epoca venissero effettuati test specifici per l’hantavirus.

L’imbarcazione è salpata il 1° aprile 2026 da Ushuaia, in Argentina.

Oms: informati i 12 Paesi dei passeggeri sbarcati a Sant’Elena

“L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha informato 12 Paesi i cui cittadini sono sbarcati” dalla nave da crociera MV Hondius “a Sant’Elena. Questi 12 Paesi sono: Canada, Danimarca, Germania, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Saint Kitts e Nevis, Singapore, Svezia, Svizzera, Turchia, Regno Unito e Stati Uniti”.

Tensioni a Tenerife

I lavoratori portuali di Tenerife, nelle Isole Canarie, hanno in programma uno sciopero per domani per protestare contro l’arrivo della nave da crociera Hondius previsto nella notte tra sabato e domenica. Lo comunica il sindacato all’emittente francese Bfmtv. Un’ora dopo il presidente delle Canarie, Fernando Clavijo, ha annunciato che la nave non attraccherà nel porto di Granadilla, a Santa Cruz di Tenerife, ma “resterà ormeggiata al largo, per consentire l’evacuazione dei passeggeri e il successivo trasferimento in aeroporto per i rimpatri. L’evacuazione dei passeggeri avverrà con lance o con un’imbarcazione, che li preleverà per il trasferimento, in sicurezza, in aeroporto” per i rimpatri, ha dichiarato Clavijo,

In aggiunta, l’esponente del governo ha ribadito che i controlli medici “saranno effettuati a bordo e i passeggeri saranno sbarcati per i trasferimenti e i rimpatri, con dispositivi di protezione, in un’operazione sanitaria specifica, nel rispetto dei protocolli di sicurezza e senza contatto con la popolazione”.

Casi in aumento in Argentina, Paese da cui crociera è partita

Funzionari ed esperti argentini stanno cercando affannosamente di capire se il loro Paese sia all’origine dell’epidemia di hantavirus che ha colpito la nave da crociera Hondius nell’Oceano Atlantico.

L’emergenza sanitaria a bordo della nave si verifica mentre l’Argentina registra un’impennata di casi di hantavirus che molti ricercatori locali nel campo della sanità pubblica attribuiscono agli effetti acceleranti del cambiamento climatico.

L’Argentina, da dove è partita la crociera, è regolarmente classificata dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) come il Paese con la più alta incidenza di questa rara malattia trasmessa dai ratti in America Latina.

Martedì il ministero della Salute argentino ha segnalato 101 infezioni da hantavirus dal giugno 2025. Si tratta di circa il doppio dei casi registrati nello stesso periodo dell’anno precedente.

Il possibile serbatoio in una montagna di rifiuti all’entrata di Ushuaia

Il possibile serbatoio della ceppa andina dell’hantavirus contratto per primi dai due turisti olandesi a bordo dell’Hondius è una discarica a cielo aperto all’entrata di Ushuaia - nella provincia argentina di Terra del Fuoco - nei dintorni della quale è frequente la presenza di appassionati di birdwatching. L

Lo conferma all’Ansa Gastón Bretti, fotografo e guida locale, secondo il quale “è abituale per gli appassionati andare alle discariche perché ci sono molti uccelli, in generale necrofagi che si nutrono di carogne”.

Bretti sottolinea che si tratta di un posto “di facile accesso che si trova all’entrata delle città” e la descrive come “una montagna di rifiuti che oggi supera di molto il limite prefissato inizialmente dalle autorità”.

“Gli avvistamenti - precisa la guida - si fanno ad ogni modo da un sentiero parallelo, ed è lì dove andiamo abitualmente”.

E’ proprio su questa discarica che si dirige adesso l’attenzione delle autorità sanitarie argentine, che hanno annunciato ieri l’invio a Ushuaia di esperti dell’Istituto Malbran per catturare esemplari di ratti presenti nella zona ed esaminare campioni delle feci.

Secondo i registri ufficiali la Terra del Fuoco non è classificata come zona endemica della ceppa andina dell’hantavirus, e si tratta quindi di escludere variazioni della situazione epidemiologica.

Risulta d’altra parte che i due turisti olandesi, nelle settimane prima di imbarcarsi il primo aprile a Ushuaia sulla Mv Hondius, hanno visitato altre zone dell’Argentina e del Cile considerate come endemiche della ceppa andina.

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