Chi era Ismail Haniyeh, leader intransigente ma pragmatico di Hamas
Ismail Haniyeh aveva dato una dimensione politica ad Hamas senza mai rinnegare le sue azioni militari
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Dal nostro corrispondente
NEW DELHI - Ismail Haniyeh è stato il volto duro, ma anche dialogante della diplomazia internazionale di Hamas durante la guerra a Gaza. Ma nonostante la sua retorica spesso incendiaria, molti diplomatici lo vedevano come un moderato rispetto ai membri più intransigenti del gruppo sostenuto dall’Iran all’interno di Gaza.
Nominato alla guida di Hamas nel 2017, Haniyeh si spostava tra la Turchia e la capitale del Qatar, Doha, sfuggendo alle restrizioni sui viaggi imposte dalla Striscia di Gaza e agendo come negoziatore con l’Iran e nei colloqui per il cessate il fuoco. «Tutti gli accordi di normalizzazione che voi (Stati arabi) avete firmato con Israele non porranno fine a questo conflitto», dichiarò Haniyeh ad Al Jazeera poco dopo l’attacco del 7 ottobre. La risposta di Israele a quelle 1.200 vittime è stata una campagna militare che fino a oggi - secondo le autorità sanitarie del territorio - è costata la vita a più di 35mila abitanti di Gaza.
Tre dei figli di Haniyeh - Hazem, Amir e Mohammad - sono stati uccisi il 10 aprile quando un attacco aereo israeliano ha colpito l’auto in cui viaggiavano. In quello stesso attacco, Haniyeh ha anche perso quattro dei suoi nipoti, tre ragazze e un ragazzo. Haniyeh ha sempre respinto le affermazioni israeliane secondo cui i suoi figli erano combattenti del gruppo e, quando gli fu chiesto se la loro uccisione avrebbe avuto un impatto sui colloqui di tregua, aveva detto che «gli interessi del popolo palestinese vengono prima di tutto». Nonostante il linguaggio duro in pubblico, i diplomatici e funzionari arabi lo vedevano come relativamente pragmatico rispetto alle voci più intransigenti all’interno di Gaza, dove il braccio militare di Hamas aveva pianificato l’attacco del 7 ottobre.
Pur dicendo all’esercito israeliano che si sarebbero trovati «ad annegare nelle sabbie di Gaza», lui e il suo predecessore alla guida di Hamas, Khaled Meshaal , avevano viaggiato nella regione per colloqui su un accordo di cessate il fuoco mediato dal Qatar, che includeva lo scambio degli ostaggi con palestinesi nelle carceri israeliane e più aiuti per Gaza. Israele considera terrorista l’intera leadership di Hamas.






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