Ucciso a Teheran il leader di Hamas Ismail Haniyeh

I punti chiave
Ucciso a Teheran il leader di Hamas Ismail Haniyeh
Hamas ha annunciato la morte del suo leader Ismail Haniyeh in seguito “a un raid israeliano contro la sua residenza a Teheran”. Secondo l’agenzia di stampa saudita Al-Hadath, l’attacco sarebbe stato sferrato un missile che ha colpito il bersaglio alle 2 del mattino, ora locale. Haniyeh era capo dell’ufficio politico di Hamas dal 2017, dopo essere stato primo ministro dell’Autorità nazionale palestinese dal 2006 al 2007 e capo dell’amministrazione della Striscia di Gaza dal 2014 al 2017. Haniyeh aveva lasciato la Striscia di Gaza nel 2019 e viveva in Qatar. Nessun commento da Israele che dopo i fatti del 7 ottobre aveva promesso che avrebbe eliminato il leader di Hamas. Il presidente palestinese Mahmoud Abbas ha condannato con forza l’uccisione, definendola «un atto codardo e pericoloso».
Il Perù riconosce Gonzalez presidente eletto del Venezuela
Il governo peruviano, guidato da Dina Boluarte, ha riconosciuto Edmundo Gonzalez Urrutia come nuovo presidente eletto del Venezuela. Il ministro degli Esteri, Javier González-Olaechea, ha dichiarato che “la posizione ha il sostegno di numerosi Paesi, governi e organizzazioni internazionali”, riferisce il canale statale TV Perù. Per quanto riguarda Nicolás Maduro, proclamato vincitore dal Consiglio nazionale elettorale (CNE) del Venezuela, il ministro ha affermato che, “a causa dei brogli perpetrati” nelle elezioni di domenica, il Perù lo considera “come una persona che vuole perpetuarsi al potere attraverso una dittatura”.
L’Iran condanna il «feroce raid israeliano a Beirut»
L’Iran, alleato di Hezbollah, ha condannato il “feroce” raid israeliano a Beirut. “L’azione feroce dei criminali sionisti nella periferia di Beirut non può certamente fermare l’orgogliosa resistenza del Libano nell’onorevole percorso di sostegno ai palestinesi oppressi e di resistenza all’aggressione del regime di apartheid israeliano”, ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri Nasser Kanani.
Capo parlamento Venezuela: «Arrestare Machado e Gonzalez»
Il presidente del Parlamento venezuelano, Jorge Rodriguez, tra gli applausi dell’assemblea ha chiesto il carcere per la leader di opposizione, Maria Corina Machado, e per l’ambasciatore Edmundo Gonzalez Urrutia, sfidante di Nicolas Maduro alle elezioni. “Con il fascismo non si transige - ha detto Rodriguez-. Non dobbiamo arrestare solo i drogati” che compiono gli atti di vandalismo, “bisogna farlo anche con i loro capi. Non mi riferisco solo a Maria Corina Machado, che deve essere arrestata, ma anche a Edmundo Gonzalez, perché è a capo della cospirazione fascista che stanno cercando di imporre in Venezuela”.
al Jazeera: «Tre morti e 25 feriti nell’attacco a Beirut»
Una fonte medica ha detto ad Al Jazeera che il raid israeliano a Beirut ha provocato la morte di tre libanesi e altri 25 feriti. Secondo quanto riferito da alcuni testimoni, nel raid è stato colpito un palazzo di otto piani, tre dei quali sono crollati.
al Arabiya e al Adht: Shukr è stato ucciso
Ancora poco chiara la sorte di Fuad Shukr, l’alto comandante di Hezbollah preso di mira nel raid israeliano nel sud di Beirut. Secondo fonti citate da al Arabiya e dalla tv saudita al Adht, Shukr sarebbe stato ucciso. Fonti di Hezbollah citate in precedenza dalla France Presse (leggi sotto, ndr) avevano affermato invece che Shukr era sopravvissuto all’attacco.
Cnn: Israele ha informato gli Usa prima del raid su Beirut
Israele ha informato gli Stati Uniti prima dell’attacco a una roccaforte di Hezbollah nel sud di Beirut di oggi. Lo scrive la Cnn citando una fonte vicina al dossier. La fonte ha detto che l’informazione è stata trasmessa da Israele tramite i canali di sicurezza, ma non ha indicato quando è stata data.
Machado sfida Maduro: venezuelani lotteranno fino alla fine
“La mobilitazione prosegue. Continueremo a esercitare il diritto alla protesta pacifica e difenderemo la verità fino alla fine”. Lo ha detto la leader dell’opposizione in Venezuela, Corina Machado, rivolgendosi a migliaia di manifestanti convocati di fronte alla sede Onu nel centro di Caracas per protestare contro la proclamazione della vittoria di Nicolas Maduro alle elezioni presidenziali di domenica in assenza della pubblicazione della documentazione ufficiale degli scrutini. Il governo ha vietato le proteste avvertendo che i manifestanti possono incorrere nel delitto di istigazione all’odio con condanne fino a 20 anni.

La leader dell’opposizione venezuelana Maria Corina Machado alza la mano al candidato presidenziale dell’opposizione Edmundo Gonzalez Urrutia durante una manifestazione presso la sede delle Nazioni Unite a Caracas. (Photo by Yuri CORTEZ / AFP)
Mosca: l’attacco a Beirut viola il diritto internazionale
Gli attacchi di Israele in Libano costituiscono una flagrante violazione del diritto internazionale. Lo ha detto il ministero degli Esteri russo alla Tass. “Questo attacco è una palese violazione del diritto internazionale”, ha denunciato il ministero.
Gallant, ’Hezbollah ha superato la linea rossa’
“Hezbollah ha oltrepassato la linea rossa”: lo ha dichiarato il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant pochi minuti dopo l’attacco dell’Idf a Beirut.
Media Tel Aviv: «Ucciso il numero due di Hezbollah». L’organizzazione smentisce
L’alto dirigente di Hezbollah ucciso nell’attacco dell’Idf a Beirut è Fouad Shukr, considerato il numero due dell’organizzazione guidata da Hassan Nasrallah. Lo riferiscono i media israeliani. Secondo fonti di Hezbollah, tuttavia, Fuad Shukr sarebbe sopravvissuto all’attacco israeliano.

Mezzi di emergenza intervengono a Beirut dopo l’attacco israeliano. (Photo by ANWAR AMRO / AFP)
Hezbollah lancia decine di razzi contro il nord d’Israele
Mentre a Beirut una forte esplosione ha colpito il sobborgo di Da’aheh, roccaforte di Hezbollah, i miliziani sciiti del partito di Dio si sono assunti la responsabilità di un nuovo attacco in territorio israeliano: dozzine di razzi Katyusha sono stati lanciati verso il nord di Israele, riferiscono i media arabi.
Usa, ’sostegno a Israele ma non vogliamo l’escalation’
Il dipartimento di Stato non è stato in grado di confermare le notizie su un attacco israeliano contro un sobborgo meridionale di Beirut. “Continuiamo a credere che la diplomazia sia ancora la strada migliore”, ha detto il vice portavoce del dipartimento Vedant Patel in un briefing con la stampa. “Il nostro sostegno a Israele è incrollabile, ma non vogliamo un’escalation”, ha aggiunto.
Idf, ’colpito comandante Hezbollah responsabile strage Majdal Shams’
Le Idf israeliane hanno confermato di aver eseguito poco fa un raid aereo sulla periferia meridionale di Beirut. Secondo le forze dello Stato ebraico, nell’attacco è stato preso di mira il comandante di Hezbollah responsabile della strage al campo da calcio di Majdal Shams. L’Idf ha condotto “un attacco mirato a Beirut contro il comandante” di Hezbollah “responsabile dell’omicidio dei bambini a Majdal Shams e dell’uccisione di numerosi altri civili israeliani”. Lo ha detto il portavoce militare di Israele secondo cui “al momento non ci sono cambiamenti nelle linee guida difensive dell’Home Front Command. Se verranno apportate modifiche, verrà rilasciato un aggiornamento”. Secondo il Times of Israel, il comandante di Hezbollah preso di mira è Fuad Shukr, conosciuto anche come Hajj Mohsin, un consigliere militare del leader del movimento sciita filo-iraniano, Hassan Nasrallah. Shukr era ritenuto dalle Idf diversi anni fa come comandante del progetto missilistico di precisione di Hezbollah. È anche ricercato dagli Stati Uniti per il suo ruolo nel bombardamento del 1983 della caserma dei marines americani a Beirut
’Attacco israeliano alla roccaforte di Hezbollah a Beirut’
Secondo il canale libanese Al-Jadeed, caccia israeliani hanno attaccato il quartiere Da’aheh a Beirut, una roccaforte di Hezbollah. L’attacco era mirato alla zona di Harat Harik. L’obiettivo era il consiglio della Shura di Hezbollah, in particolare un membro senior di Hezbollah, il cui destino non è ancora chiaro. Hezbollah ha confermato il raid, di presunta matrice israeliana, su un sobborgo nella zona meridionale di Beirut, quella controllata proprio dalla fazione sciita. Secondo quanto riporta ’Ntv’ l’attacco sarebbe stato effettuato tramite un drone. Il canale televisivo saudita Al-Hadth ha riferito da fonti che l’attacco lanciato da Israele a Beirut “era mirato al consiglio della Shura di Hezbollah ad Harat Kharik nel distretto del Dahieh”. Si tratta di un consiglio formato da 7 persone che sceglie le linee guida del partito libanese.
Hezbollah conferma raid su zona sud di Beirut
Hezbollah ha confermato il raid, di presunta matrice israeliana, su un sobborgo nella zona meridionale di Beirut, quella controllata proprio dalla fazione sciita. Secondo quanto riporta ’Ntv’ l’attacco sarebbe stato effettuato tramite un drone.
Raid su Beirut, nel mirino un leader di Hezbollah
Un leader di Hezbollah è l’obiettivo del raid condotto presumibilmente da Israele sul sobborgo di Haret Hreik, roccaforte del movimento sciita libanese nella zona meridionale di Beirut. Lo riferiscono i media satellitari arabi, precisando che le sorti dell’esponente di Hezbollah, come la sua identità, sono sconosciute.
Hezbollah, ’Israele ha colpito Beirut’
Fonti vicine ad Hezbollah hanno affermato che Israele ha effettuato un raid in un sobborgo meridionale di Beirut.
Al Arabiya, forte esplosione a Beirut
Una forte esplosione si è sentita a Beirut. Lo riferisce al Arabiya. Un’esplosione è stata udita nella periferia meridionale di Beirut, la capitale del Libano. Lo ha riferito il sito di L’Orient-Le Jour, secondo cui una colonna di fumo si sta alzando dalla zona. Si tratta della zona della città controllata da Hezbollah.
Lukashenko grazia cittadino tedesco condannato a morte
Aleksandr Lukashenko ha concesso la grazia al cittadino tedesco condannato a morte in Bielorussia: lo scrive l’agenzia di stampa russa Ria Novosti citando a sua volta l’agenzia statale bielorussa Belta.
Medioriente: palestinese tenta accoltellare soldati in Cisgiordania, colpito
Un cittadino palestinese ha tentato di accoltellare i soldati israeliani in un incrocio vicino alla città di Beit Einun, in Cisgiordania. L’uomo è stato colpito da colpi d’arma da fuoco. Lo riferisce il Times of Israel citando una fonte militare.
Non ci sono altri feriti nell’incidente.
Media, 9 palestinesi uccisi mentre trasportavano corpi dal campo di Bureij
Nove palestinesi sono stati uccisi da Israele mentre trasportavano corpi dal campo di Bureij. Un filmato esclusivo ottenuto da al Jazeera mostra i primi istanti dopo che un gruppo di giovani viene colpito dall’esercito israeliano mentre cercava di trasportare corpi dal campo profughi di Bureij al campo di Nuseirat su un carro trainato da animali. Fonti locali e testimoni hanno riferito all’emittente del Qatar che gli uomini sono stati attaccati quando hanno raggiunto Salah al-Din Street.
Procuratore Venezuela, 749 manifestanti arrestati
“Sono 749 i manifestanti arrestati in Venezuela”: lo annuncia il procuratore venezuelano Alex Saab in una conferenza stampa. Gli arresti sono stati eseguiti a vario titolo, dagli atti vandalici a istigazione all’odio, a terrorismo, tra gli altri.

TOPSHOT - Opponents of Venezuelan President Nicolas Maduro's government protest at the Catia neighborhood in Caracas on July 29, 2024, a day after the Venezuelan presidential election. Protests erupted in parts of Caracas Monday against the re-election victory claimed by Venezuelan President Nicolas Maduro but disputed by the opposition and questioned internationally, AFP journalists observed. (Photo by YURI CORTEZ / AFP)
Msf, ’ospedale Nasser deve essere protetto, sgombero sarebbe devastante’
A Khan Younis i combattimenti sono sempre più vicini all’ospedale Nasser, l’ultima struttura ospedaliera funzionante nel sud di Gaza. Lo denuncia Medici Senza Frontiere (Msf). Con l’avvicinarsi dei combattimenti sono a rischio l’operatività della struttura e l’accesso a cure mediche in un momento di enorme bisogno: nel solo mese di luglio i team di Msf che lavorano negli ospedali Nasser e Al-Aqsa hanno risposto a dieci episodi di afflussi di massa di feriti gravi, a seguito di attacchi e combattimenti nelle aree circostanti. L’evacuazione dell’ospedale avrebbe effetti devastanti. Msf chiede con urgenza a tutte le parti in conflitto di garantire alla popolazione un accesso sicuro alle cure mediche e di evitare l’evacuazione dell’ospedale Nasser, che metterebbe in pericolo centinaia di pazienti. “Qualsiasi escalation dei combattimenti nei pressi dell’ospedale ostacolerebbe l’accesso ai pazienti e al personale medico, rendendo impossibile fornire assistenza - afferma Jacob Granger, coordinatore dei progetti di Msf a Gaza - Il sistema sanitario è completamente decimato e l’evacuazione di centinaia di pazienti e di forniture mediche, più o meno rapidamente, sarebbe comunque impossibile. Avrebbe conseguenze devastanti per le persone della zona che non hanno nessun altro posto dove andare. Chiudere l’ospedale Nasser non è un’opzione”.
No Hezbollah a diplomazie, se Israele attacca rispondiamo
Secondo fonti di media internazionali, Hezbollah ha respinto le richieste degli inviati di numerosi Paesi, con in testa gli Usa, di astenersi dal rispondere a un eventuale attacco israeliano come rappresaglia per i 12 bambini e adolescenti uccisi da un razzo lanciato dal Libano sabato scorso sul villaggio druso di Majdal Shams, nel Golan settentrionale.

epa11503491 Hezbollah fighters carry the coffins of Hezbollah fighters Mohammed Ali Moustafa Mreish and Hassan Helal Al Saidi, who were killed after Israeli airstrikes in Kfar Kila near the Lebanese-Israeli border, during their funeral procession in Beirut, Lebanon, 28 July 2024. Hezbollah said in a statement that four of its fighters Naim Ali Farhat, Mohammed Ali Moustafa Mreish, Ahmad Hikmat Moussa and Hassan Helal Al Saidi, were killed in Israeli airstrikes on 27 July. According to the Israel Defense Forces (IDF), a rocket launched on 27 July from Lebanon toward Majdal Shams in the Golan Heights caused multiple civilian casualties, including children. Approximately 30 projectiles were identified as crossing from Lebanon, the IDF said. EPA/WAEL HAMZEH
al Jazeera: «Due morti in attacco israeliano a Gaza City»
Almeno due palestinesi sono stati uccisi dall’Idf nel bombardamento di una casa nella parte nord di Gaza City. Lo riporta al Jazeera, aggiungendo che l’artiglieria israeliana ha colpito anche la parte nordorientale del campo profughi di Bureij, nel centro di Gaza.
Erdogan e Khamenei: «Immoralità anti cristiane ai Giochi»
Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, e la Guida Suprema dell’Iran, Ali Khamenei, hanno contestato la cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Parigi denunciandola come immorale e contro i cristiani. “Condanniamo questi insulti rivolti alle figure sacre delle religione divine, tra cui Gesù Cristo”, ha detto Khamenei, come riferisce Irna. Mentre Erdogan ha detto che “l’immoralità andata in scena sottolinea ancora una volta la portata della minaccia che stiamo affrontando”. Come riporta Anadolu, Erdogan ha detto che chiamerà Papa Francesco per denunciare l’immoralità contro il mondo cristiano.
Wsj, Usa forniranno missili per gli F-16 inviati a Kiev
Gli Stati Uniti equipaggeranno con missili made in usa e con altre armi avanzate gli F-16 forniti all’Ucraina dai Paesi alleati. Lo scrive il Wall Street Journal, ricordando che Danimarca e Olanda stanno per inviare a Kiev i primi F-16 di fabbricazione Usa, mentre altri velivoli saranno in seguito forniti da Belgio e Norvegia. Finora, la questione di come armare i caccia inviati all’Ucraina era rimasta irrisolta.
Un F-16 dell’aeronautica statunitense. REUTERS/Annegret Hilse/File Photo
Media, arrestato un leader dell’opposizione venezuelana
Il leader del partito di opposizione venezuelana Voluntad Popular Freddy Superlano è stato arrestato stamani, secondo una registrazione trasmessa dal media Monitoreamos. Il video mostra come uomini incappucciati con armi da fuoco abbiano prelevato Superlano e lo abbiano fatto salire su un furgone.
Idf: i corpi di alcuni ostaggi non saranno mai ritrovati
Dopo le recenti operazioni di recupero, le Forze di difesa israeliane sono arrivate a comprendere che esiste la possibilità che i corpi di alcuni ostaggi rapiti da Hamas il 7 ottobre non vengano mai più ritrovati. Lo ha appreso il Times of Israel. La valutazione arriva mentre 111 dei 215 ostaggi rimangono a Gaza, ormai da quasi 300 giorni, compresi i corpi di 39 morti confermati dall’Idf.
Iraq, Ankara: «13 militanti curdi uccisi nel nord»
Le forze turche hanno colpito i militanti curdi nel nord dell’Iraq con attacchi aerei, uccidendo 13 membri del Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk), fuorilegge per Ankara. Lo ha reso noto il ministero della Difesa turco. I militanti del Pkk sono stati “neutralizzati” nelle regioni di Gara e Haftanin nel nord dell’Iraq, ha aggiunto il ministero.
Hezbollah rivendica attacco a Israele dal Libano
Hezbollah ha rivendicato la responsabilità dell’attacco che oggi pomeriggio ha ucciso un civile israeliano nel kibbutz Ha Goshrim, affermando di aver lanciato decine di razzi contro una vicina base militare. Dall’8 ottobre, gli attacchi guidati da Hezbollah hanno provocato 25 morti tra i civili israeliani e 18 tra soldati e riservisti dell’Idf.

Il fumo si alza da un sito preso di mira dall’esercito israeliano nel villaggio di Kafr Kila, al confine meridionale del Libano, il 29 luglio 2024. Oggi Hezbollah ha risposto con un attacco che ha ucciso un civile israeliano nel kibbutz di Ha Goshrim. (Photo by Rabih DAHER / AFP)
Hezbollah: se Israele in Libano, metteremo piede in Galilea
“Non ci aspettiamo un’invasione di terra israeliana, ma se dovesse succedere, siamo pronti. Se decidessero di entrare in Libano, metteremmo piede in Galilea”: così alcuni membri di spicco Hezbollah hanno detto a Al Jazeera che la milizia libanese risponderà a qualsiasi “aggressione” israeliana, anche se di natura e dimensioni limitate. “La leadership della resistenza deciderà la forma e la portata della risposta a qualsiasi potenziale aggressione”, hanno affermato esponenti di Hezbollah.
Striscia di Gaza, soccorritori palestinesi: «Recuperati finora 300 corpi a Khan Yunis»
Sono circa 300 i corpi recuperati finora dai soccorritori palestinesi a Khan Yunis, la seconda città più grande della Striscia di Gaza teatro dal 22 luglio di un’offensiva su larga scala dell’esercito israeliano. Lo ha indicato la Protezione civile di Gaza su Telegram, secondo quanto riferito da Al Jazeera. Stando al post, un gran numero dei corpi recuperati era in stato di decomposizione. “Le nostre squadre stanno ancora cercando persone scomparse”, ha aggiunto la Protezione civile.
Israele: forte tensione nel governo dopo assalti a basi dell’Idf
Riunione di governo particolarmente tesa oggi a Gerusalemme dove i ministri si sono scambiati reciproche accuse per le irruzioni avvenute ieri in due basi delle Idf da parte di attivisti e parlamentari di estrema destra contrari all’arresto di nove soldati accusati di presunti abusi a un comandante di Hamas detenuto. I media israeliani riferiscono che il premier Benyamin Netanyahu ha detto ai ministri che “non si entra nelle basi militari”, paragonando gli assalti ai blocchi autostradali dei manifestanti antigovernativi. Il ministro degli Interni Moshe Arbel, del partito Shas che rappresenta gli ebrei ultraortodossi, ha condannato il paragone di Netanyahu pur sottolineando che non si può permettere ai dimostranti di estrema destra di “mettere in pericolo l’esercito in questo modo”.
ActionAid: a Gaza condizioni catastrofiche e difficoltà aiuti
L’ultimo rapporto sulla situazione umanitaria, a cura delle Ong che operano a Gaza, ha rivelato condizioni disastrose e diversi ostacoli che impediscono o limitano gli sforzi di soccorso nella regione. Lo sottolinea ActionAid in una nota. Il rapporto, che copre il periodo dal 13 al 29 luglio 2024, descrive in dettaglio l’escalation della crisi umanitaria che stanno affrontando i 2,1 milioni di palestinesi che vivono a Gaza.
Al 29 luglio, 39.363 palestinesi sono stati uccisi e quasi 91.000 feriti. Migliaia di persone sono rimaste sepolte sotto le macerie e si presume siano morte. Circa l’86% di Gaza ha subito uno sfollamento forzato ed è sotto ’ordine di evacuazione’, essendo costretto a cercare rifugio nel restante 14% della Striscia. Quasi mezzo milione di persone sta vivendo livelli catastrofici di insicurezza alimentare. La disponibilità di acqua è diminuita del 94% rispetto ai livelli precedenti a ottobre. Dall’ottobre 2023 sono stati uccisi 278 operatori umanitari. I recenti attacchi hanno preso di mira anche i convogli e i rifugi delle Nazioni Unite e delle ONG, compromettendo gravemente la consegna degli aiuti.
Austin (Usa): «Guerra Israele-Hezbollah non è inevitabile»
Una guerra tra Israele ed Hezbollah “non è inevitabile”. E’ la convinzione espressa dal segretario alla Difesa americano Lloyd Austin, in visita a Manila insieme al segretario di Stato Antony Blinken, che continua a lavorare per una de-escalation delle tensioni. “Mentre abbiamo visto una grande attività al confine nord di Israele e restiamo preoccupati per la possibilità questa escalation si trasformi in un conflitto aperto, io non credo che questo sia inevitabile”, ha detto Austin nel corso di una conferenza stampa. Che poi alla domanda se ritenga che Israele può combattere la guerra su due fronti, a Gaza e in Libano, ha risposto: “Israele farà quello che è necessario per difendersi e lo ha dimostrato più volte”. Sebbene gli Stati Uniti siano impegnati “ad aiutare Israele a difendersi o a fare qualsiasi cosa sia necessaria”, Austin ha ribadito che la posizione di Washington è di vedere “le cose risolte in modo diplomatico. Siamo stati chiari su questo punto fin dall’inizio”.
Russia: «Conquistato un altro villaggio nel sud-est ucraino»
Il ministero della Difesa russo ha dichiarato che i suoi soldati hanno conquistato un altro paesino nel sud-est ucraino: Pivdenne, nella regione di Donetsk. Lo riporta la Tass. Mosca nel suo comunicato usa per il paesino il vecchio nome di Leninskoye.
Israele, truppe si ritirano da Khan Younis dopo ultime operazioni
L’esercito israeliano ha comunicato che la 98ma divisione si è ritirata da Khan Younis, nel sud di Gaza, dopo le ultime operazioni durate poco più di una settimana. L’Idf afferma che negli ultimi giorni le truppe hanno ucciso oltre 150 terroristi, demolito tunnel e altri siti utilizzati da Hamas. Inoltre, i riservisti della 252ma divisione che operano nell’area del corridoio Netzarim hanno ucciso diversi uomini armati durante i raid contro siti di Hamas.
Leader di Hamas e Jihad islamica vedono Khamenei a Teheran
Ismail Haniyeh, il capo dell’ufficio politico di Hamas, e Ziyad al-Nakhalah, il segretario generale della Jihad islamica palestinese, hanno avuto un incontro a Teheran con la Guida suprema della Repubblica islamica, Ali Khamenei. Lo riferisce il portale dei dissidenti iraniani con sede all’estero, Iran International, facendo sapere che Haniyeh e al-Nakhalah si trovano nella capitale iraniana per partecipare alla cerimonia di insediamento del presidente eletto Massoud Pezeshkian.
Israele, colpiti 10 obiettivi di Hezbollah in Libano
Durante la notte, le forze di difesa israeliane (Idf) hanno colpito circa 10 obiettivi terroristici di Hezbollah in sette diverse aree del Libano meridionale. Lo riferisce l’Idf aggiungendo di avere eliminato un miliziano di Hezbollah nell’area di Bayt Lif, oltre ad aver colpito un deposito di armi e strutture militari delle milizie legate all’Iran. L’esercito ha fatto sapere inoltre che l’Aeronautica ha colpito Ibrahim Hegazi, responsabile dei missili anticarro nel battaglione Nuseirat di Hamas. Mentre nel centro di Gaza, le truppe stanno conducendo raid mirati, eliminando i terroristi e smantellando le loro infrastrutture terroristiche, anche nell’area di Tel al-Sultan.
Guerra Hamas-Israele, le immagini del 30 luglio
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Media: «Attacchi a siti militari nel sud della Siria, operazioni attribuite a Israele»
Siti militari nella provincia di Daraa, nel sud della Siria, sarebbero finiti nella notte nel mirino di attacchi missilistici attribuiti alle forze israeliane. Sinora non ci sono notizie di vittime o danni. Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, con sede nel Regno Unito e fonti nel Paese arabo, sarebbero finiti nel mirino siti a Tal Jayba e Tal Umm Houran. Nella notte il sito di notizie israeliano Ynet ha rilanciato notizie di media locali che riferivano di operazioni attribuite a Israele nella zona di Daraa. Notizie che però non vengono riportate dall’agenzia di stampa ufficiale siriana Sana. La provincia di Daraa confina con le Alture del Golan, teatro della strage di sabato scorso per la quale il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha minacciato una “risposta dura” puntando il dito contro gli Hezbollah libanesi, in Siria da anni al fianco delle forze di Bashar al-Assad.
Media: 5 razzi lanciati in nottata dal Libano verso Israele
Almeno cinque razzi sono stati lanciati contro Israele dal Libano durante la notte, ma non hanno raggiunto il territorio israeliano. A riferirne è il sito Walla citato dal Times of Israel. In nottata una sirena di allarme anti-razzo è scattata nel Kibbutz Hanita, vicino al confine con il Libano, nella Galilea occidentale. Nessuna dichiarazione in merito è arrivata dall’esercito israeliano né ci sono state rivendicazioni di un attacco da parte di Hezbollah.
Iran: «Nessuna attività volta a influenzare le elezioni Usa»
“Teheran non ha alcun interesse e non ha condotto alcuna attività volta a influenzare le elezioni presidenziali americane del 2024”: lo ha affermato la missione permanente dell’Iran presso le Nazioni Unite a New York, commentando le indiscrezioni secondo cui l’Iran avrebbe tentato di danneggiare la campagna di Donald Trump per paura del suo ritorno al potere. “La maggior parte di queste accuse sono operazioni psicologiche per dare falso slancio alle campagne elettorali”, ha aggiunto, secondo l’Irna. “Dal punto di vista dell’Iran, Trump è un criminale che deve essere perseguito e punito in un tribunale per aver ordinato l’assassinio dell’ex comandante della Forza Qods, il generale Ghassem Soleimani nel 2020”, ha osservato la missione: “L’Iran ha scelto la strada legale per consegnarlo alla giustizia”.
Il Regno Unito invita i concittadini a lasciare il Libano
Anche il Regno Unito ha invitato i propri concittadini a lasciare il Libano, considerando imminente una rappresaglia da parte di Istraele dopo la strage di Golan.
Mosca: «Distrutti quattro missili nella regione di Kursk»
Le difese aeree russe hanno abbattuto quattro missili ucraini sulla regione di Kursk, a poca distanza dal confine con l’Ucraina. Lo ha riferito - come riporta la Tass - il governatore Alexey Smirnov. “La notte scorsa quattro missili ucraini sono stati abbattuti sui distretti di Oktyabrsky e Kurchatovsky”, ha scritto su Telegram.
Ucraina, 884° giorno di guerra
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Meloni da Xi: «Cina fondamentale per la pace»
Un colloquio di un’ora e mezza, molto più lungo del previsto tra la premier Meloni e il presidente cinese Xi a Pechino. “C’è una insicurezza crescente a livello internazionale e la Cina è inevitabilmente un interlocutore molto importante per affrontare tutte queste dinamiche a partire dai rispettivi punti di vista per ragionare insieme di come garantire stabilità, pace e un interscambio libero. L’Italia può avere un ruolo importante nel tentativo di creare rapporti commerciali tra Cine a Ue che siano il più possibile equilibrati’, ha detto la presidente del Consiglio italiana, aggiungendo. ”Sicuramente noi siamo stati abbastanza chiari nel porre la questione del sostegno della Cina alla Russia. E’ evidente che questo crea una frizione”. La premier si è detta “molto preoccupata per quello che sta accadendo in Libano, per il rischio di una escalation regionale”.
Maduro rieletto in Venezuela, scoppiano le proteste
Scontri a Caracas, in Venezuela, dopo le elezioni presidenziali e si registrano i primi arresti da parte della polizia di manifestanti scesi in strada per protestare contro la proclamazione della vittoria di Nicolas Maduro. Il regime ha espulso gli ambasciatori di Argentina, Cile, Costa Rica, Perù, Panama, Repubblica Dominicana e Uruguay, accusando queste nazioni di “interferenza”. L’opposizione contesta il risultato: la leader anti-chavista Maria Corina Machado e l’ex ambasciatore Edmundo Gonzalez Urrutia affermano di “avere le prove per dimostrare la verità” e di aver vinto “con oltre il 73% dei voti”.

Proteste nelle strade di Caracas dopo la rielezione di Maduro (EPA/Henry Chirinos)
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