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12 agosto 2026
Guerra ultime notizie. Fonti: Italia e Regno Unito tra i Paesi candidati a verificare il disarmo di Hezbollah
A fuoco fino al 40% delle aree boschive lungo il fronte, secondo quanto riporta il Guardian, con i Vigili del fuoco pronti a intervenire colpiti da droni Idf. L’agenzia libanese Nna denuncia l’uso di fosforo bianco a Nabatiye: causa gravi ustioni, diarrea, vomito e necrosi ossea
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Sintesi per punti
- Trump conferma: da 007 Usa richiesta evitare uso Air Force One
- Studenti palestinesi fanno causa alla Columbia University per discriminazione
- Libano, media denunciano bombardamenti israeliani con fosforo bianco vicino Nabatiye
- Idf appicca incendi nel Libano del sud, bruciate intere aree boschive
- Usa e Iran, proroga al cessate il fuoco
12 agosto 2026
“Hormuz resta sostanzialmente bloccato’”, allarme Regno Unito per impatto su economia
L’impatto della guerra innescata dagli attacchi di Usa e Israele all’Iran sullo Stretto di Hormuz, passaggio cruciale per i commerci globali, resta in prospettiva pesante a dispetto delle ultime dichiarazioni dell’amministrazione Usa e minaccia potenzialmente quasi di azzerare le stime sulla crescita dell’economia britannica nel 2027. Lo sottolinea un rapporto del Tesoro filtrato in parte sui media e presentato in questi giorni al nuovo premier Andy Burnham, ipotizzando un tracollo delle previsioni sul Pil dell’anno prossimo ad appena un +0,3% annuale se la situazione in Medio Oriente resterà invariata sino alla fine di quest’anno.
Un autentico incubo per un quadro economico come quello del Regno Unito: che nei primi mesi dell’anno ha dato qualche segnale positivo e che nel secondo trimestre dovrebbe far segnare ancora uno +0,4% (il dato ufficiale è atteso domani), ma che resta lontano da un rilancio robusto della crescita. Rilancio necessario a sostenere i piani di riforma e di progresso sociale evocati da Burnham. Il rapporto del Tesoro, consegnato al premier succeduto a Keir Starmer e al neocancelliere dello Scacchiere, John Healey (incaricato di definire entro ottobre i contenuti della manovra d’autunno, la prima finanziaria della nuova compagine laburista) illustra come scenario peggiore quello con cui il governo e il Paese dovrebbero fare i conti nel caso in cui lo Stretto di Hormuz “rimanesse effettivamente chiuso nei prossimi 5 mesi”. E non entrasse in vigore prima d’inizio 2027 “un accordo di pace permanente” fra Washington e Teheran.
12 agosto 2026
Idf, colpito comandante di Hamas nel nord Striscia Gaza, stava pianificando attacchi
L’Idf ha colpito un comandante di Hamas nel nord della Striscia di Gaza. Secondo l’esercito israeliano, il militante stava pianificando attacchi terroristici contro le truppe israeliane impegnate nelle operazioni nella Striscia di Gaza. Il militante, riferisce Tsahal in un post su ’X’, “è stato colpito in un attacco aereo, con l’obiettivo di eliminare la minaccia alle truppe dell’Idf”.
12 agosto 2026
Media: “Raid dell’aeronautica israeliana a Gaza”
Secondo il sito di notizie Ynet, “l’aeronautica israeliana ha condotto un attacco insolito per eliminare una minaccia immediata a Gaza”. Una fonte della sicurezza ha precisato che l’attacco non ha richiesto l’approvazione del capo di stato maggiore dell’Idf.
Un manifestante grida slogan mentre tiene in mano un ritratto del defunto leader di Hezbollah Hassan Nasrallah durante una manifestazione di protesta, sullo sfondo dei colloqui tra Libano e Israele e della normalizzazione delle relazioni, a Beirut, in Libano, venerdì 7 agosto 2026. (AP Photo/Hussein Malla) APN
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12 agosto 2026
Gaza, esercito israeliano: ucciso un comandante di Hamas
L’esercito israeliano ha annunciato di aver ucciso in un attacco nel nord della Striscia di Gaza un esponente di Hamas indicato come un “comandante” del movimento palestinese.“Il terrorista progettava di compiere attacchi contro le truppe dell’Idf che operano nella Striscia di Gaza”, ha affermato l’esercito in una nota. Le forze israeliane hanno sostenuto di aver adottato misure per “ridurre i danni ai civili”, senza fornire dettagli su eventuali vittime civili provocate dall’attacco.
12 agosto 2026
Military Times: marinai Usa della Lincoln tentano di gettarsi in mare
Diversi marinai a bordo della portaerei statunitense USS Abraham Lincoln avrebbero tentato di gettarsi in mare durante il prolungato dispiegamento nel Mar Arabico legato alla campagna militare contro l’Iran. Lo riferisce Military Times, citando familiari dei membri dell’equipaggio. Annabelle Loma ha raccontato alla testata che il marito si sentiva “esaurito” ed era stato sottoposto ripetutamente a turni eccessivi prima di tentare di gettarsi dalla nave. Anche familiari di altri militari hanno riferito di condizioni di forte stress e stanchezza, oltre a difficoltà nelle comunicazioni con l’equipaggio.
La Marina statunitense ha affermato che il comando della portaerei valuta costantemente le condizioni psicologiche dei marinai e che a bordo sono disponibili consulenti, cappellani e personale medico. Non ha però reso noto quanti militari abbiano tentato di gettarsi in mare o compiuto atti di autolesionismo. La USS Abraham Lincoln è in missione da oltre otto mesi. Il rientro, inizialmente previsto per maggio, è stato rinviato e non è stata ancora annunciata una nuova data. Già il 5 agosto MS NOW aveva riferito delle preoccupazioni delle famiglie per le condizioni a bordo, segnalando anche carenze di cibo.
12 agosto 2026
Teheran: “Nessuna discussione con Usa su estensione cessate il fuoco”
“Non ci sono discussioni con gli Stati Uniti riguardo a una proroga” del periodo di cessate il fuoco di 60 giorni previsto dal memorandum d’intesa. Lo scrivono i media israeliani, citando un funzionario iraniano che, parlando con Reuters, ha aggiunto: “Dal punto di vista dell’Iran, non c’è una data di inizio per il cessate il fuoco, quindi non c’è nulla da prorogare. Gli Stati Uniti hanno violato l’accordo e si sono ritirati. Una delle questioni in discussione è il ritorno degli Stati Uniti al memorandum d’intesa e la definizione di tempistiche per l’attuazione degli impegni, un aspetto su cui non sono stati fatti progressi”.
12 agosto 2026
Fonti: Italia e Regno Unito tra i Paesi candidati a verificare il disarmo di Hezbollah
Israele e Libano hanno concordato che Regno Unito, Italia, Svizzera e Indonesia essere i Paesi in lizza per verificare il disarmo di Hezbollah, secondo quanto riferito da persone informate sulla questione - dando il loro contributo anche con il dispiegamento di truppe sul campo. L’elenco ristretto è emerso dai colloqui mediati dagli Stati Uniti tenutisi a Roma la scorsa settimana, l’ultimo ciclo di negoziati tra Israele e Libano sull’attuazione di un accordo di giugno che vincola il ritiro graduale di Israele dal Libano al disarmo di Hezbollah. I paesi citati potrebbero contribuire a definire la portata del meccanismo di verifica, fornire personale per supervisionarne l’attuazione o inviare truppe per osservare o partecipare alle ispezioni volte a verificare il disarmo, hanno riferito tre fonti. Venerdì 7 agosto un funzionario libanese ha dichiarato a Reuters che Israele e il Libano avevano concordato un elenco di potenziali paesi che potrebbero inviare truppe per verificare il disarmo, ma ha rifiutato di identificarli, affermando che sarebbero stati gli Stati Uniti a decidere quali di essi avrebbero partecipato.
12 agosto 2026
Trump: Iran solo chiacchiere, non è più il bullo del Medio Oriente
L’Iran è solo “chiacchiere e niente fatti, non è più il bullo del Medio Oriente”. Lo ha affermato il presidente degli Stati uniti Donald Trump in un messaggio pubblicato su Truth Social, ribadendo la rivendicazione del controllo americano dello Stretto di Hormuz. “Gli Stati uniti hanno il controllo totale dello Stretto di Hormuz. Penso che ce lo terremo!”, ha scritto Trump, secondo il quale il blocco navale americano viene definito “da tutti un ’muro d’acciaio’” e “non c’è nulla che l’Iran possa fare al riguardo”.
Il presidente ha sostenuto per l’ennesima volta che Teheran “non ha una Marina, non ha un’Aviazione”, che i soldati rimasti “non vengono pagati” e che i Guardiani della rivoluzione sono “decimati e in fuga”. Trump ha inoltre definito la leadership iraniana “incerta, nella migliore delle ipotesi”. “Non hanno soldi, il loro Paese è distrutto. Tutto ciò che hanno sono fake news e un’inflazione al 300%, e sta peggiorando”, ha aggiunto Trump, concludendo: “Sia lode ad Allah!”.
12 agosto 2026
Trump, “abbiamo il controllo dello Stretto di Hormuz e lo manterremo”
“Gli Stati Uniti hanno il controllo totale dello Stretto di Hormuz. Credo che lo manterremo! Il nostro blocco navale viene definito da tutti un ’Muro D’acciaio’ e l’Iran non può farci nulla”. Lo scrive Donald Trump su Truth. “Non hanno una Marina, non hanno un’Aeronautica, i soldati rimasti non vengono pagati, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie (Irgc) è decimato e in fuga, e la loro ”leadership” è incerta, a dir poco! Non hanno soldi: il loro Paese è allo sbando”, aggiunge il tycoon nel suo post, tracciando quella che è a suo dire lo stato di Teheran. “Tutto ciò che hanno sono Fake News e un’inflazione al 300%, in costante peggioramento! L’Iran è tutto chiacchiere e niente fatti; non è più il bullo del Medio Oriente. Sia lode ad Allah!”, conclude Trump.
12 agosto 2026
Consigliere Pasdaran: non mostriamo Mojtaba Khamenei per sicurezza
La prolungata assenza dalla scena pubblica della Guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei è dovuta esclusivamente a ragioni di sicurezza. Lo ha affermato Mohammad Reza Naqdi, alto consigliere del comandante del Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche. “Naturalmente è per ragioni di sicurezza. Certamente non c’è altra ragione”, ha dichiarato Naqdi in un’intervista all’emittente statunitense Pbs. Il generale non ha tuttavia risposto alla domanda se avesse incontrato personalmente Khamenei.
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Una donna tiene in mano un manifesto raffigurante il defunto leader supremo iraniano, l’ayatollah Ali Khamenei, ucciso durante l’attacco sferrato da Stati Uniti e Israele il 28 febbraio, in occasione di un raduno filogovernativo tenutosi in una piazza di Teheran, in Iran, martedì 11 agosto 2026. (Foto AP/Vahid Salemi) Associated Press / LaPresse Solo Italia e Spagna
12 agosto 2026
Board of Peace: “Nessun accordo finanziario con Hamas”
Il Board of Peace ha smentito l’esistenza di un accordo finanziario con Hamas, dopo che l’emittente pubblica israeliana Kan aveva riferito di un’intesa per coprire 400 milioni di dollari di debiti del movimento verso soggetti esterni. “Le affermazioni secondo cui esisterebbe un accordo tra il Board of Peace e Hamas sono false. Nessuna proposta del genere è stata discussa, negoziata o presa in considerazione e non sarà sul tavolo neppure in futuro”, ha scritto in ebraico Nickolay Mladenov, principale rappresentante dell’organismo per Gaza. “Hamas non avrà alcun ruolo nel governo di Gaza e non avrà accesso ai fondi”, ha assicurato, precisando che “i fondi del Board of Peace non vengono trasferiti attraverso Hamas” e che contratti, progetti e conti sono sottoposti a verifiche e controlli. “Ci sono già più che sufficienti sfide reali in questo sforzo. Non c’è bisogno di inventarne altre”, ha aggiunto. Mladenov ha inoltre esortato Israele ad appoggiare la roadmap per il disarmo di Gaza, sostenendo che rappresenti la migliore alternativa a disposizione dello Stato ebraico. “L’obiettivo resta il completo smantellamento delle armi e garantire che Gaza non possa mai più rappresentare il tipo di minaccia che Israele ha subito il 7 ottobre”, ha affermato, spiegando che il Board of Peace propone una “terza opzione: disarmo completo, governo civile, una presenza internazionale di sicurezza sotto il comando americano e meccanismi di supervisione e verifica”. La Forza internazionale di stabilizzazione, ha ribadito, dovrà “sostenere il disarmo e l’istituzione di un governo civile nel quale Hamas non abbia alcun ruolo. Questa è stata la nostra posizione fin dall’inizio e non è cambiata”.
12 agosto 2026
Msf: “A Gaza blocco israeliano delle forniture essenziali, migliaia di vite a rischio”
“A Gaza i limiti che le autorità israeliane continuano a imporre sull’ingresso di olio motore e pezzi di ricambio mettono a rischio la vita di migliaia di persone”. E’ l’avvertimento che arriva da Medici Senza Frontiere (Msf), che in un comunicato sottolinea come queste forniture siano necessarie per mantenere in funzione i generatori degli ospedali, le ambulanze, le pompe per l’acqua e le autocisterne. “Il blocco di questi servizi essenziali è emblematico della sistematica distruzione, da parte di Israele, delle condizioni indispensabili alla vita a Gaza”, prosegue la nota. In alcune strutture a Msf resta a malapena olio motore sufficiente per un mese e alcune delle apparecchiature stanno già risentendo delle carenze. Msf è costretta a cercare scorte sul mercato locale, a prezzi esorbitanti. La disponibilità di olio motore è così limitata che, negli ultimi sei mesi, il suo prezzo è aumentato di 20 volte.
Alla fine di luglio aveva superato i 1.300 dollari al litro. Non sono garantite né la qualità né la disponibilità del prodotto. Il 5 agosto, uno dei generatori dell’ospedale da campo di Msf a Deir Al Balah si è guastato. Le équipe, costrette a fare affidamento su un generatore di riserva più piccolo, hanno dovuto razionare drasticamente l’elettricità e hanno potuto tenere in funzione la sala operatoria solo per le persone in condizioni più critiche; gli infermieri non hanno potuto sterilizzare le apparecchiature essenziali, i servizi di radiografia si sono fermati e le persone con ustioni hanno sofferto per il caldo estremo senza aria condizionata.
12 agosto 2026
Turchia: Erdogan spera di ampliare ad altri paesi patto di difesa con Riad e Islamabad
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan - in un’intervista al quotidiano panarabo Asharq Al-Awsatha - ha dichiarato di voler ampliare l’accordo di difesa siglato venerdì alla Mecca tra il suo Paese, l’Arabia Saudita e il Pakistan. “Aspiriamo al suo ampliamento - ha detto Erdogan - e forse condizioni favorevoli permetteranno un giorno a tutti i Paesi della regione di riunirsi sotto la sua egida”. Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan aveva già espresso questo auspicio sabato, prevedendo che l’Egitto avrebbe aderito in un prossimo futuro sebbene dal Cairo non siano giunte dichiarazioni in merito. Secondo notizie di stampa, peraltro, sia la leadership egiziana sia quella saudita nutrirebbero riserve su questa prospettiva. Erdogan, che definisce questo patto contenente una clausola di difesa reciproca “accordo della Mecca”, lo ha giustificato sostenendo che “le questioni regionali devono essere risolte dagli attori regionali”, “al di fuori di qualsiasi formula imposta dall’esterno”. “Le soluzioni importate dall’estero sono sinonimo soltanto di disastri” ha concluso Erdogan.
12 agosto 2026
Iran, generale esercito: ogni offensiva di terra sarà stroncata subito
Il vice coordinatore esecutivo dell’esercito iraniano, il generale Alireza Sheikh, ha dichiarato che “qualsiasi azione di terra da parte del nemico sarà stroncata sul nascere”, rivendicando come le “astute manovre” dell’Iran “sulla scacchiera del campo di battaglia” abbiano costretto gli Stati Uniti a ridefinire continuamente i propri obiettivi politici. “Il continuo cambiamento degli obiettivi politici durante un’operazione e la discrepanza tra gli strumenti militari e i principali obiettivi politici sono i segnali più evidenti del fallimento americano”, ha detto Sheikh nell’intervista riportata da Press Tv. Per il generale, la potenza militare non può essere misurata unicamente in termini di armi e attrezzature: “La potenza non è semplicemente una componente hardware misurabile con strumenti e attrezzature. La potenza è l’arte di manovrare sul campo di battaglia e di combinare le capacità difensive per raggiungere un obiettivo”. “La vera efficacia sul campo di battaglia deriva dalla capacità di pensare in modo tale da creare una nuova combinazione a partire dagli strumenti disponibili, cambiare il campo di battaglia e trasformare un’azione operativa in un risultato strategico”, ha aggiunto.

Una donna tiene in mano un manifesto raffigurante il defunto leader supremo iraniano, l’ayatollah Ali Khamenei, ucciso durante l’attacco sferrato da Stati Uniti e Israele il 28 febbraio, in occasione di un raduno filogovernativo tenutosi in una piazza di Teheran, in Iran, martedì 11 agosto 2026. (Foto AP/Vahid Salemi) Associated Press / LaPresse Solo Italia e Spagna
Interrogato sulla capacità dell’Iran di rispondere a una eventuale guerra su vasta scala, Sheikh ha affermato che Teheran può ancora contare su oltre il 75% delle proprie capacità missilistiche e di droni. Quindi ha citato l’evoluzione dei velivoli senza pilota, in particolare del modello Arash, modificato in risposta alle esigenze del campo di battaglia: “Il drone Arash, dopo aver dimostrato la sua efficacia a lunga distanza, è stato dotato di nuove capacità e gli ostacoli sul suo cammino sono stati superati. Oggi, il drone Arash è diventato un incubo per il nemico”. Il generale ha infine sottolineato che la forza militare dell’Iran costituisce la spina dorsale della sua diplomazia: “Il nemico ora sa che abbiamo il potere di cambiare gli equilibri regionali. Quando si è in grado di cambiare gli equilibri, si può anche diventare artefici di comprensione e accordo”.
12 agosto 2026
La guerra per immagini
Guerra in Medio Oriente - 12 agosto 2026
Guerra in Medio Oriente - 12 agosto 2026
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12 agosto 2026
Libano, parlamento approva legge sull’amnistia generale
All’indomani dell’abolizione della pena di morte, il Parlamento libanese ha approvato la legge sull’amnistia. L’ufficio del presidente del Parlamento ha annunciato «l’approvazione di un progetto di legge volto a concedere un’amnistia generale e a ridurre eccezionalmente la durata di alcune condanne».
Stando a quanto riportato dai media locali, i parlamentari di Hezbollah e del Movimento Patriottico Libero (Fpm) hanno lasciato l’aula dopo che al ministro della Difesa, Michel Menassa, è stato impedito, per il secondo giorno consecutivo, di intervenire per esprimere la posizione dell’esercito sul disegno di legge. I familiari dei militari libanesi uccisi o attaccati da gruppi islamisti hanno più volte protestato contro la legge.
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Un membro in pensione delle forze di sicurezza libanesi partecipa a una manifestazione di protesta davanti al Palazzo del Parlamento durante una sessione parlamentare dedicata alla discussione di una proposta di legge sull’amnistia generale, l’abolizione della pena di morte e gli stipendi dei membri in pensione delle forze di sicurezza libanesi a Beirut, in Libano, 11 agosto 2026. Anche il personale militare in pensione ha organizzato una manifestazione di protesta davanti al Parlamento libanese in risposta alla decisione, presa durante la sessione parlamentare, di distribuire i sei aumenti salariali a rate. EPA/WAEL HAMZEH
12 agosto 2026
Houthi annunciano nuovo attacco a porto yemenita sul Mar Rosso
I ribelli Houthi hanno sferrato nuovi attacchi con missili balistici contro lo strategico porto di al-Makha (Mocha), situato nei pressi dello stretto di Bab al-Mandeb, nel sud-ovest dello Yemen, controllato dalle forze governative. Lo annunciano i media del movimento sciita filo-Iran.
12 agosto 2026
Idf: «Hamas interroga e tortura civili a Gaza, inclusi minori e civili»
La portavoce in lingua araba dell’Idf ha diffuso un messaggio urgente per i residenti di Gaza affermando che l’esercito e i servizi interni israeliani hanno osservato che «l’organizzazione terroristica Hamas ha intensificato le attività di interrogatorio e tortura nei confronti della popolazione». Secondo l’Idf e lo Shin Bet, le torture e gli interrogatori condotti da Hamas colpirebbero civili di tutti i settori della società, inclusi minori e donne, e verrebbero effettuati sfruttando strutture pubbliche. «Hamas usa edifici civili, tra cui scuole, ospedali, moschee e istituzioni governative per arresti arbitrari e torture sistematiche, non solo contro oppositori politici, ma anche contro normali cittadini convocati periodicamente per interrogatori. In questi casi, sarebbero impiegati metodi che includono violenza fisica grave, maltrattamenti, ricatti, minacce psicologiche, isolamento prolungato e abusi psicologici».
12 agosto 2026
Usa e Iran, proroga al cessate il fuoco
Stati Uniti e Iran hanno «concordato» di prorogare il cessate il fuoco di 60 giorni che, sulla base del memorandum di Islamabad, scadrà il 17 agosto. Lo hanno indicato fonti del governo pakistano citate dall’agenzia di stampa turca Anadolu. «Entrambe le parti hanno comunicato ai mediatori il proprio consenso a prorogare la deadline - ha affermato una fonte vicina al processo di mediazione - Tuttavia, le due parti si stanno scambiando messaggi per decidere la durata della proroga».
Gli Stati Uniti e l’Iran, con la mediazione anche del Pakistan, hanno firmato un memorandum d’intesa lo scorso 17 giugno, concordando di avviare negoziati per un accordo definitivo. Tuttavia, i colloqui si sono arenati a causa di divergenze in particolare sulla libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, una delle rotte strategiche per l’approvvigionamento energetico e il commercio globali.
Tra l’8 ed il 24 luglio, la tregua è rimasta sostanzialmente solo sulla carta, mentre Stati Uniti e Iran hanno continuato a scambiarsi attacchi militari. Washington ha condotto raid contro obiettivi all’interno dell’Iran e Teheran ha risposto colpendo obiettivi militari statunitensi in diversi Paesi arabi, tra cui Giordania, Bahrein e Kuwait.
12 agosto 2026
Idf distrugge scuola di quattro piani nel sud del Libano
Le forze di difesa israeliane (Idf) hanno fatto esplodere e distrutto la scuola pubblica di quattro piani ’Sheikh Naim Mahdi’, situata nel centro del villaggio di Zawtar al-Sharqiyah, nel governatorato di Nabatieh, nel sud del Libano. Lo riferisce il quotidiano libanese L’Orient Le Jour, precisando che non si segnalano vittime.
12 agosto 2026
Gaza, fazioni potranno fare attività politica dopo disarmo
Hamas e le altre organizzazioni palestinesi della Striscia di Gaza potranno proseguire l’attività politica dopo il loro disarmo. Lo riporta oggi il quotidiano arabo Asharq Al-Awsat citando fonti dei gruppi palestinesi al corrente dei colloqui tenuti negli ultimi mesi, in particolare quelli delle ultime settimane, che hanno portato a un accordo su una roadmap per il loro disarmo.
Una fonte di Hamas residente all’estero ha riferito di garanzie avute da diverse parti, tra cui i mediatori e l’amministrazione americana, sulla libertà delle organizzazioni palestinesi di esercitare i loro diritti politici, nel rispetto della legge palestinese. E che i loro membri e attivisti non saranno presi di mira o perseguitati per la loro attività politica o per precedenti attività politiche o di sicurezza.
Una fonte di una fazione palestinese che ha partecipato ai colloqui ha affermato che la roadmap concordata per il disarmo non prevede nulla che possa impedire alle organizzazioni di agire in ambito politico.
Fonti palestinesi hanno riferito nelle scorse settimane ad Asharq Al-Awsat delle iniziative in atto da parte dei paesi arabi e islamici, insieme ad altre parti, per avvicinare le organizzazioni all’Autorità Palestinese, in modo che le prossime elezioni di novembre possano svolgersi in un clima di consenso nazionale.
Oggi Hamas ha invitato i palestinesi a registrarsi o ad aggiornare i propri dati nelle liste elettorali per partecipare alle prossime elezioni.
12 agosto 2026
Iran, ministro Interni Pakistan in visita per discutere sicurezza
Il ministro degli Interni pachistano è in visita in Iran per discutere di sicurezza e stabilità regionale e di altri sviluppi. Lo ha riferito il ministero degli Esteri di Islamabad.
«Sta discutendo delle relazioni bilaterali, della sicurezza, della sicurezza e della stabilità regionale, nonché di un impegno costruttivo tra le parti della regione e degli sviluppi regionali»: lo ha dichiarato ai giornalisti a Islamabad il portavoce del ministero degli Esteri, Tahir Andrabi, il cui governo sta svolgendo un ruolo di mediazione per mettere fine ai combattimenti in Medio Oriente.
12 agosto 2026
Scontri tra Idf e coloni che da domenica bloccano case di famiglie palestinesi
Dopo 3 giorni, nei quali i coloni hanno bloccato l’ingresso di due case palestinesi impedendo l’uscita dei residenti, l’Idf è arrivata alla periferia del villaggio palestinese di Qusra vicino Nablus per cercare di sgomberare i coloni. Lo riporta il Times of Israel secondo il quale sono in corso scontri tra l’esercito israeliano e i coloni.
Da domenica, i civili israeliani hanno bloccato le case alla periferia del villaggio, impedendo alle persone di entrare o uscire, e hanno anche tagliato le linee elettriche. Youssef Hassan, proprietario di una delle case, ha dichiarato al Times of Israel che stamattina un gran numero di coloni è arrivato dagli avamposti della zona e che gli agenti della polizia di frontiera stanno usando contro di loro mezzi antisommossa, tra cui gas lacrimogeni. Anche il comandante del Comando Centrale, il maggiore generale Avi Bluth, è giunto nella zona.
12 agosto 2026
Islamabad: 3 pakistani uccisi in attacco Houthi contro mercantile nel Mar Rosso
Tre pakistani sono stati uccisi nell’attacco a una nave nel Mar Rosso. Lo ha reso noto su X il ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar, aggiungendo che un’altra persona è rimasta ferita. «Il Pakistan condanna fermamente l’attacco degli Houthi contro una nave mercantile non da guerra», ha scritto il ministro. «Tali attacchi mettono in pericolo vite innocenti, costituiscono una violazione del diritto internazionale e rappresentano una seria minaccia alla libertà di navigazione, alla sicurezza marittima e alla sicurezza del traffico marittimo commerciale nel Mar Rosso».
12 agosto 2026
Libano, drone israeliano ha colpito un raduno religioso a Tiro
Un drone israeliano ha colpito un raduno religioso a Tiro, nel sud del Libano. Lo riporta l’Agenzia di stampa nazionale libanese. Intanto, citando residenti e funzionari della protezione civile, il Guardian scrive che l’esercito israeliano sta appiccando incendi in tutto il Libano meridionale, prendendo di mira oliveti e terreni agricoli.
12 agosto 2026
Idf appicca incendi nel Libano del sud, bruciate intere aree boschive
Vigili del fuoco e residenti del Libano meridionale hanno accusato l’esercito israeliano di aver appiccato incendi nella regione, mentre aree boschive sono andate distrutte in roghi innescati dai bombardamenti israeliani. Lo riporta il Guardian. Secondo le associazioni ambientaliste, gli incendi delle ultime settimane rientrano in una pratica israeliana di lunga data volta a colpire l’ambiente naturale del Libano.
Ieri l’esercito israeliano ha sganciato razzi illuminanti in una zona boschiva alla periferia di Khiam, nel sud del Libano, provocando incendi. Quando i vigili del fuoco hanno tentato di spegnere le fiamme, un drone ha colpito nelle vicinanze, costringendoli a ritirarsi, ha dichiarato Hussein Fakih, capo della protezione civile nella regione di Nabatieh. «La maggior parte delle nostre missioni ora riguarda gli incendi. Sono bruciate enormi aree boschive, non ho cifre precise, ma nelle zone vicine alla linea del fronte, circa il 30-40% del territorio è stato colpito dagli incendi», ha affermato.
Secondo video e testimonianze dei soccorritori, l’esercito israeliano ha appiccato incendi in tutto il Libano meridionale, in particolare negli oliveti e nei terreni agricoli, nei quasi due mesi successivi al cessate il fuoco del 17 giugno che ha posto fine alla maggior parte dei combattimenti tra Hezbollah e Israele.
12 agosto 2026
Columbia University citata da studenti palestinesi: «Discriminazioni dopo l’inizio della guerra a Gaza»

Un gruppo di studenti, ex studenti e membri del personale palestinesi ha citato in giudizio la Columbia University accusando l’ateneo newyorkese di aver adottato pratiche discriminatorie nei confronti della comunità palestinese a partire dalla fine del 2023, dopo l’inizio della guerra tra Israele e Hamas. Lo riferiscono documenti depositati presso un tribunale di New York.
Secondo i ricorrenti, l’università non avrebbe protetto adeguatamente studenti e lavoratori palestinesi da episodi di molestie e intimidazione e avrebbe inoltre preso di mira alcuni di loro attraverso procedimenti disciplinari definiti «ingiusti e parziali». La causa rappresenta l’ultimo capitolo dello scontro che da quasi due anni coinvolge uno dei campus più prestigiosi degli Stati Uniti, diventato simbolo delle tensioni che attraversano il mondo accademico americano sul conflitto in Medio Oriente.
12 agosto 2026
Libano, media denunciano bombardamenti israeliani con fosforo bianco vicino Nabatiye
L’artiglieria israeliana ha colpito questa mattina con munizioni al fosforo bianco le alture di Ali Taher, nel distretto di Nabatiye, nel Libano meridionale. Lo riferisce l’agenzia governativa di notizie libanese Nna, secondo cui il bombardamento è seguito ad altri bombardamenti notturni.
Il fosforo bianco è una forma di fosforo che brucia spontaneamente - a contatto con l’aria - a poco più di 40°. È altamente tossico. Se ingerito o inalato, provoca necrosi ossea.
L’artiglieria israeliana aveva colpito nelle ultime ore anche Wadi Hujeir, Doha, Kfar Remman e l’area tra Talussa e Bani Hayyan, nel distretto di Marjayun, con tiri di mitragliatrice. Ieri sera l’aviazione aveva già colpito la zona di Ayn al-Tfura, alla periferia di Qantara verso Wadi Hujeir. Nuove demolizioni sono state effettuate a Haddatha, distretto di Bint Jbeil, con boati uditi fino a Tiro e Nabatiye, mentre mezzi militari israeliani si muovevano dentro Beit Yahun.
Dopo mezzanotte un’altra demolizione a Beit Yahun e nei pressi di Qantara è stata udita fino alla regione dello Zahrani; tiri di mitragliatrice sono stati segnalati anche a Mansuri, distretto di Tiro. All’alba due forti esplosioni sono state udite fino a Sidone, di natura non ancora chiarita. Le alture di Ali Taher, circa 600 metri, dominano da est la città di Nabatiye e un’ampia fascia del sud del Libano, tra la Bekaa occidentale, Marjayun e il confine con lo Stato ebraico, con visuale diretta su alcuni insediamenti della Galilea settentrionale.
Secondo l’esercito israeliano l’area ospiterebbe una struttura sotterranea del partito di Dio, centro operativo della divisione Badr, con gallerie di comando e deposito di armamenti, tra cui il tunnel denominato “Imad 4”. Le forze israeliane hanno finora tentato senza successo di conquistarla.
12 agosto 2026
Studenti palestinesi fanno causa alla Columbia University per discriminazione
Un gruppo di (attuali ed ex) studenti e membri del personale palestinesi ha intentato una causa contro la Columbia University, accusando l’ateneo di aver adottato un trattamento discriminatorio nei confronti della comunità palestinese universitaria dalla fine del 2023. A dirlo è Reuters, basandosi su un atto depositato presso un tribunale di New York.
La causa sostiene che l’università non sia riuscita a proteggere i propri membri palestinesi da molestie e che li abbia presi di mira attraverso quelli che vengono definiti «procedimenti disciplinari ingiusti e di parte».
In precedenza, la Columbia University ha negato di aver agito in modo discriminatorio e ha condannato ogni forma di odio. I media locali hanno riferito che l’università ha rifiutato di commentare il contenzioso in corso. A una richiesta di commento da parte di Reuters, non ha risposto.
Dopo l’inizio dell’offensiva israeliana a Gaza, seguita al mortale attacco di Hamas dell’ottobre 2023, alla Columbia University - e in numerose altre università degli Stati Uniti - si sono svolte proteste.
I manifestanti hanno chiesto la fine del sostegno statunitense a Israele, e che gli atenei si sganciassero da aziende che sostengono il Paese.
Nel maggio 2025, la Columbia University ha sospeso oltre 65 studenti per il loro ruolo nell’occupazione e nella chiusura della biblioteca principale dell’università durante una manifestazione a favore della Palestina.
Tale manifestazione si è svolta mentre l’università stava negoziando con l’amministrazione del presidente Donald Trump, che aveva tagliato i finanziamenti federali all’ateneo accusandolo di aver tollerato l’antisemitismo durante le proteste filo-palestinesi.
I manifestanti, compresi alcuni gruppi ebraici, sostengono che opporsi all’offensiva israeliana a Gaza e all’occupazione dei territori palestinesi non sia antisemita e che la difesa dei diritti dei palestinesi non debba essere confusa con il sostegno all’estremismo.
Nel luglio dello scorso anno, la Columbia University ha accettato di versare oltre 200 milioni di dollari al governo Usa per chiudere le indagini federali e ripristinare la maggior parte dei finanziamenti federali.
Diverse organizzazioni a tutela della libertà di espressione hanno condannato la repressione delle proteste da parte della Columbia University, durante la quale studenti sono stati arrestati, sospesi, espulsi o hanno visto revocato il proprio titolo di studio.
I manifestanti si radunano davanti ai cancelli della Columbia University, in segno di sostegno agli studenti che si sono barricati nell’Hamilton Hall, nonostante gli ordini delle autorità universitarie di disperdersi pena la sospensione, nel corso del conflitto in corso tra Israele e il gruppo islamista palestinese Hamas, a New York City, Stati Uniti, il 30 aprile 2024. REUTERS/David Dee Delgado/Foto d'archivio
12 agosto 2026
Trump: vorrei candidarmi nel 2028 ma la legge è ferrea
«Tutti mi fanno questa domanda. Mi piacerebbe correre ma la legge è ferrea». È quanto ha affermato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump quando gli è stato chiesto di una possibile candidatura alle presidenziali del 2028. «Tutti vogliono che lo faccia», ha aggiunto parlando ai giornalisti.
12 agosto 2026
Il gas risale sopra quota 60 euro sulla piazza Ttf di Amsterdam
Si riporta sopra quota 60 euro il gas naturale sulla piazza Ttf di Amsterdam. I contratti future sul mese di settembre guadagnano il 2,92% a 60,45 euro. Nella vigilia il prezzo era salito fino a 63 euro per scendere poi a 58,8 euro dopo le rivelazioni di un portavoce del ministero degli Esteri del Qatar sulla «fase avanzata» delle trattative tra Iran e Oman sulla riapertura del lembo di mare. Parallelamente un portavoce del ministero della difesa del Pakistan parlava di un possibile riavvicinamento tra Usa e Iran.
12 agosto 2026
Quattro droni di Teheran si schiantano nella provincia irachena di Erbil
Quattro droni iraniani si sono schiantati nella provincia irachena di Erbil. Lo riporta la piattaforma di notizie curda Rudaw, dopo aver riferito che diversi missili e droni erano stati lanciati da Teheran contro località curde nella provincia. Secondo quanto riportato, i quattro droni si sono schiantati nelle prime ore di stamattina nei distretti di Soran, Khalifan e Harir.
12 agosto 2026
Nyt: Iran sapeva dove alloggiava Trump ad Ankara, Rubio e Bessent su volo civetta
Secondo due funzionari statunitensi, la minaccia iraniana che ha spinto il presidente Usa Donald Trump a lasciare in segreto il vertice Nato in Turchia, su un aereo diverso dall’Air Force One, includeva la possibilità di un missile terra-aria contro l’Air Force One e la conoscenza precisa da parte degli iraniani del luogo in cui il presidente alloggiava ad Ankara. Lo riporta il New York Times. La minaccia è emersa proprio mentre il tycoon si apprestava a iniziare il suo ultimo giorno al vertice Nato in Turchia, l’8 luglio.
Secondo i funzionari statunitensi a conoscenza della minaccia, l’intelligence americana ha raccolto diverse fonti di informazione e sapeva che esisteva una minaccia specifica di un missile terra-aria contro l’Air Force One, e che qualcuno nelle vicinanze del vertice Nato era stato avvistato con un missile portatile. Inoltre, gli iraniani sapevano esattamente dove alloggiava Trump ad Ankara, compreso il piano dell’edificio, hanno evidenziato i funzionari.
Tra chi ha viaggiato sul volto dal quale Trump è stato segretamente fatto scendere in Turchia c’erano, sempre secondo due funzionari Usa citati dal Nyt, il segretario di Stato Marco Rubio, il segretario del Tesoro Scott Bessent. Ma anche Stephen Miller, il principale consigliere del presidente per la politica interna; e Steven Cheung, direttore delle comunicazioni della Casa Bianca.
12 agosto 2026
Trump: «Abbiamo pieno controllo Stretto di Hormuz, è nostro»
Parlando con i giornalisti, Donald Trump ha sottolineato di «non fidarsi dell’Iran» e ha indicato che gli Stati Uniti hanno «il pieno controllo» dello Stretto di Hormuz.
«State dicendo che mi fido dell’Iran?! Sono l’ultima persona al mondo a fidarmi dell’Iran», ha sottolineato l’inquilino della Casa Bianca, «Mi hanno mentito continuamente. In questo momento abbiamo il pieno controllo dello Stretto di Hormuz...è nostro».
«A un certo punto potrebbero fare qualcosa ed essere spazzati via, ma in questo momento siamo in una posizione molto favorevole», ha aggiunto Trump. Che ha descritto la repubblica islamica come «il bullo del Medio Oriente» dalla sua fondazione nel 1979, ma ha chiarito che «non lo è più».
12 agosto 2026
Trump conferma: da 007 Usa richiesta evitare uso Air Force One
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha confermato di aver evitato l’uso dell’Air Force One dopo un recente vertice in Turchia perché i servizi segreti e i militari volevano che prendesse un «aereo diverso» a causa di una minaccia.
«Io seguo le indicazioni dei servizi segreti e dei militari. Volevano che prendessi un volo diverso, un aereo diverso», ha raccontato Trump a proposito del suo allontanamento furtivo dall’aereo presidenziale.
I suoi commenti confermano una notizia pubblicata per la prima volta dal Washington Post lunedì, secondo cui il presidente americano si sarebbe nascosto in un container usato per il catering aeroportuale per salire su un altro aereo, mentre l’Air Force One - con a bordo funzionari della Casa Bianca, personale di sicurezza e di supporto e giornalisti - decollava dalla Turchia, agendo di fatto da esca, nel caso in cui l’Iran avesse dato seguito a una minaccia credibile di attacco.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump scende dall'Air Force One alla Joint Base Andrews, nel Maryland (Stati Uniti), l'11 agosto 2026. REUTERS/Kylie Cooper






