Navi nello stretto di Hormuz. REUTERS/Stringer REUTERS

10 agosto 2026

Guerra ultime notizie. Trump: «Abbiamo sminato l’intero stretto di Hormuz, lo controlliamo al 100%»

Netanyahu: «Nessuno stato palestinese finchè ci sarò io». Ma secondo il Jerusalem Post l’Idf ha cominciato la ritirata verso la linea gialla

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10 agosto 2026

Trump: «Rapporto con Netanyahu molto buono nonostante divergenze su Gaza»

Il presidente americano, Donald Trump, ha assicurato che i rapporti con il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, sono “molto buoni”, nonostante le divergenze sul piano per Gaza sostenuto dagli Stati Uniti e respinto dal capo del governo di Tel Aviv. Alla richiesta di commento di un giornalista sulle parole di Netanyahu circa la proposta del Board of Peace per il disarmo di Hamas, Trump ha replicato: “L’ho pubblicata oggi su Truth. Ho una risposta, una buona risposta. Il rapporto è molto buono, sì”.

10 agosto 2026

Trump: «Abbiamo sminato l’intero stretto di Hormuz, lo controlliamo al 100%»

“Abbiamo sminato l’intero Stretto di Hormuz, lo controlliamo al 100%”. Lo ha dichiarato il presidente americano, Donald Trump, durante la firma alla Casa Bianca dell’ordine esecutivo sui vaccini infantili. Alla domanda di un reporter su quando lo Stretto di Hormuz sarebbe stato riaperto, Trump ha ribadito: “Ora è aperto”. Un altro giornalista gli ha chiesto: “Ha detto che questa era l’ultima possibilità per l’Iran. E ora?”. Trump ha replicato: “Lo scoprirete”.

10 agosto 2026

Un attacco di droni provoca un rogo in una raffineria di petrolio in Libia

Fonti locali libiche hanno riferito al canale qatariota Al-Arabi che un attacco di droni ha provocato un incendio in uno dei serbatoi della raffineria di petrolio di Zawiya a circa 50 chilometri a ovest di Tripoli. L’incidente si è verificato due giorni dopo che un drone si è schiantato contro un serbatoio di nafta non trattata presso la raffineria di Zawiya nelle prime ore di sabato, causando una perdita che il personale è riuscito a contenere.

10 agosto 2026

Iran, Ali Abdollahi nominato capo di stato maggiore forze armate

La Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, ha nominato il generale Ali Abdollahi nuovo Capo di stato maggiore delle forze armate iraniane: lo ha reso noto la televisione di Stato iraniana. “In considerazione dell’onorevole martirio del tenente generale Abdolrahim Mousavi per mano del nemico americano-israeliano, e in riconoscimento dei suoi meriti e della sua preziosa esperienza, la nomino Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate”, si legge nel decreto di nomina. Khamenei ha inoltre nominato l’ammiraglio Ali Azimi comandante della Marina dei Guardiani della Rivoluzione (pasdaran).

10 agosto 2026

Trump, “l’Iran vuole risarcimenti? Li chiederemo anche noi per tutte persone uccise da Teheran”

Il presidente americano Donald Trump ha chiesto “risarcimenti” all’Iran “per tutte le persone che hanno ucciso e ferito gravemente con le loro bombe lungo le strade e nei numerosi conflitti per cui sono famosi, guidati inizialmente dal generale Soleimani, comprese le famiglie delle vittime della Uss Cole e le migliaia di altre persone uccise in combattimento”.

“Vedo che i rappresentanti della Repubblica Islamica dell’Iran stanno chiedendo un risarcimento per i danni subiti durante gli ultimi cinque mesi di conflitto militare, anche se la questione non è mai stata menzionata in nessuna delle nostre trattative o riunioni! - ha scritto Trump su Truth Social - Ma è un’idea interessante perché ora anch’io chiedo un risarcimento all’Iran”.

Il presidente vorrebbe vedere “corrisposto un risarcimento alle famiglie delle centinaia di migliaia di manifestanti innocenti che l’Iran ha ucciso negli ultimi 50 anni, per non parlare dei 52.000 che sono stati uccisi negli ultimi cinque mesi”. “Ho dato istruzioni ai miei rappresentanti di inserire con fermezza questo punto in tutti i futuri negoziati”, ha concluso.

10 agosto 2026

Usa, riserve strategiche petrolio sotto 300 mln barili, minimi dal 1983

La guerra in Iran prosciuga le riserve strategiche di petrolio degli Stati Uniti: sono scese sotto i 300 milioni di barili portandosi sul livello più basso che non si vedeva dal 1983. Stando a quanto comunicato oggi dal dipartimento dell’Energia, la settimana scorsa le riserve strategiche di greggio sono scese di 6,1 milioni di barili a 298,7 milioni di unità. Prima dell’operazione militare lanciata da Usa e Israele contro l’Iran il 28 febbraio scorso, le riserve strategiche di petrolio erano pari a circa 415 milioni di barili.

A marzo, a fronte della chiusura di fatto dello Stretto di Hormuz per via della guerra tra Usa e Iran, il presidente americano Donald Trump aveva ordinato il rilascio di 172 milioni di barili di greggio dalle riserve nazionali. La mossa era parte di un’azione coordinata con i 32 paesi parte dell’Agenzia internazionale dell’energia, che insieme scelsero un rilascio complessivo di 400 milioni di barili, un record nella storia dell’Agenzia fondata nel 1974 con l’embargo petrolifero imposto dai produttori arabi in risposta al supporto statunitense a Israele durante il conflitto arabo-israeliano del 1973.

10 agosto 2026

Teheran, “negoziati con Oman procedono senza intoppi”

Procedono “senza intoppi” i negoziati tra Iran e Oman, anche se ci sarebbero soggetti intenzionati a ostacolare il raggiungimento di un’intesa. Lo ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, intervenuto sull’emittente statale Irib. “I colloqui con l’Oman stanno procedendo senza intoppi”, ha affermato Baghaei, aggiungendo che il raggiungimento di un’intesa appare probabile e rappresenterebbe “una tappa importante nei negoziati”. Il portavoce ha inoltre accusato gli Stati Uniti di continuare a compiere “azioni ostili” nello Stretto di Hormuz, rendendo insicuro il passaggio. Secondo Baghaei, Teheran considera il blocco navale statunitense “un atto di aggressione” contro l’Iran.

10 agosto 2026

Khamenei rinnova vertici militari, nominati capo di Stato Maggiore e comandante Pasdaran

La Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei, in qualità di comandante in capo delle Forze armate, ha nominato sei nuovi alti comandanti ai vertici dell’apparato militare iraniano. Lo riferiscono i media iraniani, secondo cui le nomine sono state formalizzate attraverso decreti separati. Il generale di brigata Ali Abdollahi è stato nominato capo di Stato maggiore delle Forze armate, mentre il generale di brigata Kiyomars Heidari ne diventa vicecapo di Stato maggiore. Ahmad Vahidi è stato promosso al grado di maggior generale e nominato comandante in capo dei Guardiani della Rivoluzione (Irgc), affiancato da Mostafa Izadi come vicecomandante. Ali Azmaei assume invece il comando della Marina dei Pasdaran, mentre Hossein Taeb è stato nominato alla guida del gruppo paramilitare dei Basij.

10 agosto 2026

Iran, Tajani: con Riad lavoriamo a de-escalation

Italia e Arabia Saudita condividono una strategia fondata sul dialogo e sulla de-escalation di fronte alle tensioni regionali e alla crisi tra Stati Uniti e Iran. Lo ha affermato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani in un’intervista al quotidiano saudita Asharq Al-Awsat. Tajani ha sottolineato che “la partnership tra Italia e Arabia Saudita non è mai stata così importante come oggi”. E “in un momento di profonda incertezza regionale, i nostri due Paesi condividono una visione strategica comune basata sul dialogo, sulla stabilità e su una leadership responsabile”, ha spiegato il ministro.

L’Italia guarda alla situazione regionale “nel contesto più ampio della crescente instabilità internazionale”, considerando il Golfo “un partner politico, economico e di sicurezza cruciale”. In questo quadro, “uno dei maggiori punti di forza dell’Italia è la sua capacità di dialogare contemporaneamente con tutti i principali attori coinvolti nelle crisi regionali”. “Questo ci consente di mantenere aperti tutti i canali diplomatici e di contribuire alla de-escalation anche nei momenti più difficili”, ha concluso Tajani.

10 agosto 2026

Pezeshkian: “Khamenei in ottime condizioni di salute”

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha parlato in conferenza stampa dall’Università di Teheran del suo recente incontro “positivo” con la Guida Suprema Mojtaba Khamenei. “Abbiamo discusso tutte le questioni ed espresso tutte le nostre preoccupazioni. Dal punto di vista della salute, era in ottime condizioni - ha detto Pezeshkian, citato da Isna - Una persona in grado di stare seduta per sette o otto ore a discutere con noi non può certo avere problemi di salute”.

10 agosto 2026

Petrolio: Wti supera 80 dollari su timori per riapertura Hormuz

Il petrolio Wti ha oltrepassato nuovamente la soglia psicologica degli 80 dollari al barile a causa dei dubbi sulla possibilità che Stati Uniti e Iran trovino un accordo per aumentare il traffico navale attraverso lo Stretto di Hormuz.

In questo momento, il Wti guadagna il 3,24% a 80,71 dollari al barile.

10 agosto 2026

Comunità Ebraica di Milano: Nobel solo a bimbi Gaza è apartheid morale

Il presidente della Comunità Ebraica di Milano, Walker Meghnagi, critica la proposta di assegnare il Nobel per la Pace ai bambini di Gaza. “Anche io piango per i bambini palestinesi vittime di questo terribile conflitto - dichiara Meghnagi -, ma tracciare una linea di demarcazione sulla sofferenza dei più piccoli è pericoloso. Un’iniziativa unilaterale come questa cancella i bambini ebrei, anch’essi travolti da una guerra non certo voluta da Israele. È un’apartheid morale: non si può soffrire per i bambini di una parte senza soffrire anche per quelli dell’altra”. L’iniziativa del Nobel ai bambini di Gaza, partita da Avvenire, ha visto l’adesione anche della segretaria Pd, Elly Schlein.

10 agosto 2026

Pezeshkian: «Ho avuto incontro di 7 ore con Mojtaba Khamenei»

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha fatto sapere oggi di aver avuto un incontro di sette ore con la Guida Suprema Mojtaba Khamenei, aggiungendo che la raccomandazione principale dell’Ayatollah è stata quella di preservare «l’unità e la coesione». «Ho discusso con lui di tutte le problematiche del Paese, tra cui il sostentamento delle persone, lo stato del mercato, l’occupazione, gli alloggi, le sanzioni, la nostra fermezza, il sostegno popolare, l’unità e la coesione», ha affermato Pezeshkian, come riporta Iran International.

10 agosto 2026

Gaza: «Israele ostacola deliberatamente percorso verso de-escalation»

Il rifiuto da parte di Netanyahu del piano in 15 punti di Trump per la Striscia di Gaza rappresenta un «colpo diretto agli sforzi dei mediatori» e sta «ostacolando deliberatamente il percorso verso la de-escalation e aggravando significativamente la crisi umanitaria». Lo ha dichiarato su Telegram l’ufficio stampa del governo di Gaza, aggiungendo che le fazioni palestinesi hanno «dimostrato un alto grado di responsabilità nazionale» e si sono impegnate «positivamente» nei negoziati, «spinte dal desiderio di prevenire ulteriori spargimenti di sangue tra il nostro popolo palestinese e porre fine alla catastrofica crisi umanitaria». Gaza ha esortato la comunità internazionale e le Nazioni Unite a «costringere il governo occupante a porre fine alla sua guerra genocida e ad attuare i termini concordati»,

10 agosto 2026

Iran, Araghchi e Ghalibaf invitati in Pakistan

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf sono stati invitati dal Pakistan a recarsi a Islamabad per colloqui. Lo ha riferito il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei.

Araghchi e Ghalibaf effettueranno la visita «al momento opportuno», ha precisato Baghaei, senza fornire indicazioni sulla data. «Le visite reciproche e gli scambi sono una parte naturale dei crescenti rapporti tra i due Paesi vicini», ha aggiunto.

10 agosto 2026

Israele arresta almeno 19 palestinesi in Cisgiordania

Almeno 19 palestinesi sono stati arrestati in diverse zone della Cisgiordania. Lo ha reso noto l’agenzia di stampa Wafa, a cui una fonte della sicurezza ha riferito che dieci di loro sono stati arrestati nel villaggio di Marah Rabah, nel governatorato di Betlemme. Le forze israeliane hanno fatto inoltre irruzione nel campo profughi di Balata, a est di Nablus, dove hanno arrestato cinque palestinesi e ferito a colpi d’arma da fuoco un giovane, che è stato poi trasportato in ospedale per le cure.

A Jenin, Israele ha arrestato tre palestinesi. Fonti locali hanno riferito che le forze israeliane hanno fatto irruzione in diverse abitazioni nel governatorato di Jenin e hanno interrogato dei civili. Hanno inoltre arrestato Mahmoud Shalawto, un uomo che in passato era stato incarcerato per 10 anni, nell’antico villaggio palestinese di Aboud, nella zona settentrionale di Ramallah.

10 agosto 2026

Fonte Board of Peace: «Israele sta rispettando l’accordo su Gaza»

«Noi guardiamo alle azioni concrete e meno alle dichiarazioni. Di fatto, Israele sta rispettando l’accordo: ha fermato le uccisioni mirate e sta mantenendo il cessate il fuoco a Gaza. L’Idf si trova effettivamente sulla linea gialla originaria (53%), non ci sono avamposti o forze oltre di essa». Lo ha affermato una fonte del Board of Peace, come riportato da Ynet. ’«Naturalmente, sarebbe stato meglio per Israele se le dichiarazioni fossero state coerenti con le sue azioni concrete: avrebbe beneficiato del vantaggio politico derivante dal rispetto dei termini dell’accordo».

10 agosto 2026

Israele: +63% violenze dei coloni in Cisgiordania nel 2026

Gli episodi di violenza di matrice “nazionalista” attribuiti ai coloni israeliani in Cisgiordania sono aumentati del 63% nella prima metà del 2026 rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, secondo dati dell’apparato di sicurezza israeliano citati dall’emittente pubblica Kan.

Nei primi sei mesi dell’anno sono difatti stati registrati 660 attacchi, contro i 405 dello stesso periodo del 2025. Gli episodi contro le forze di sicurezza israeliane sono inoltre aumentati del 50%, raggiungendo quota 45.

È cresciuto anche il bilancio delle vittime palestinesi: 140 feriti e sei morti nella prima metà del 2026, rispetto a 82 feriti e nessun morto nello stesso periodo dell’anno precedente.

Secondo Kan, i dati non comprendono luglio, mese durante il quale sono stati registrati circa altri 100 episodi di violenza di matrice nazionalista, sottolinenando dunque un’ulteriore prosecuzione della tendenza al rialzo.

10 agosto 2026

Iran: «Hormuz non tornerà alla situazione pre-guerra»

Lo Stretto di Hormuz non tornerà alla situazione precedente alla guerra e gli Stati Uniti e Israele dovranno adeguarsi al «nuovo ordine nella regione». Lo ha detto Ali Nikzad, vicepresidente dell’Assemblea consultiva islamica iraniana, citato dall’agenzia di stampa iraniana Mehr.

«La Repubblica islamica dell’Iran ha cercato di far capire all’aggressore e al nemico fuorviato, durante i giorni della guerra, che lo Stretto di Hormuz non sarebbe tornato alle condizioni precedenti alla guerra», ha detto Nikzad intervenendo davanti all’Assemblea sulla situazione nella regione.

Secondo il vicepresidente, il «nemico americano-sionista» avrebbe ormai compreso che l’apertura dello Stretto «non può essere risolta con una soluzione militare» e deve quindi «adeguarsi al nuovo ordine nella regione».

10 agosto 2026

Teheran: «Raggiunto accordo su rotte marittime di Hormuz»

I colloqui sulla navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz stanno procedendo «senza intoppi e in modo costruttivo». Lo ha dichiarato Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa iraniana Tasnim. Baghaei ha affermato che si è raggiunto un accordo sulla mappa delle rotte marittime, mentre proseguono le discussioni su diverse questioni tecniche. In base agli accordi, verranno istituiti nuovi meccanismi per monitorare la navigazione sicura delle navi, proteggere l’ambiente e combattere la criminalità marittima. Alle navi verranno inoltre addebitate delle tariffe per i servizi marittimi, ha affermato Baghaei.

10 agosto 2026

Gaza, sei feriti in attacchi israeliani nelle ultime 24 ore

Almeno sei palestinesi sono rimasti feriti nella Striscia di Gaza nelle ultime 24 ore a causa di attacchi israeliani. Lo ha riferito il ministero della Salute dell’enclave.

Secondo il ministero, dall’entrata in vigore del cessate il fuoco dello scorso ottobre, gli attacchi israeliani hanno provocato almeno 1.258 morti e 4.145 feriti.

Il bilancio complessivo dall’inizio della guerra, nell’ottobre 2023, è salito ad almeno 73.386 palestinesi uccisi e 174.256 feriti, sempre secondo i dati forniti dal ministero della Salute di Gaza.

10 agosto 2026

Yemen, droni e missili verso il porto di Al-Makha: i video diffusi dai ribelli Houti

10 agosto 2026

Milizia Gaza filo-Israele: «Hamas non cederà mai le armi»

Hussam al-Astal, comandante di una milizia sostenuta da Israele che combatte Hamas nel sud della Striscia di Gaza, ha dichiarato al Times of Israel che Israele dovrebbe respingere l’attuazione dell’accordo di cessate il fuoco di seconda fase, perché Hamas non consegnerà mai le sue armi. «Non credo che l’accordo andrà in porto. Hamas non consegnerà le armi in suo possesso. Spero che si arrivi a un accordo di cessate il fuoco, ma senza Hamas. Hamas non lo accetterà», ha affermato al-Astal, aggiungendo: «Hamas sa che se consegnasse le sue armi, non sarebbe più al potere». La milizia di al-Astal opera con il supporto logistico e militare israeliano nell’area di Khan Younis. Nell’ultimo anno, nonostante il cessate il fuoco, la milizia ha continuato a combattere periodicamente contro Hamas.

10 agosto 2026

Teheran: la regione del Golfo non ha bisogno di stranieri per la sua stabilità

«La nostra regione non ha bisogno di stranieri per garantire la propria stabilità. I Paesi della regione non dovrebbero fare affidamento sugli Stati Uniti né illudersi che gli Stati Uniti, che sono essi stessi fonte di instabilità e insicurezza, possano garantire la sicurezza regionale». Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei durante la sua conferenza stampa settimanale.

Senza gli Stati Uniti, ha detto, Israele «non sarebbe mai stato in grado di adottare le misure attuali e di continuare i suoi crimini, poiché Washington sostiene politicamente il regime e gli fornisce le condizioni per condurre la guerra impunemente», ha osservato, esprimendo la speranza che gli Stati della regione «imparino dagli errori del passato e cooperino per rafforzare la sicurezza collettiva e porre fine all’attuale tensione».

10 agosto 2026

Netanyahu: «Finché sarò primo ministro, non sorgerà uno stato palestinese»

Il primo ministro israeliano insiste via social: «Finché sarò primo ministro, non sorgerà uno stato palestinese – né a Gaza né in Giudea e Samaria. Né Fatahstan né Hamasstan».

10 agosto 2026

Netanyahu disposto a dare una possibilità a piano per Gaza

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha parlato con l’inviato speciale statunitense per la Pace Jared Kushner la scorsa settimana e si è impegnato a dare una possibilità al piano in 15 punti di Donald Trump per Gaza. Lo riporta Axios citando un funzionario statunitense. In precedenza Netanyahu aveva respinto il piano di Trump per il disarmo di Hamas durante una riunione di gabinetto svoltasi domenica. «Le Forze di Difesa Israeliane non effettuaranno alcun ritiro finché Hamas non sarà effettivamente disarmato», ha dichiarato Netanyahu nelle scorse ore.

Nel frattempo l’Idf ha iniziato un graduale ritorno alla linea gialla a Gaza interrompendo gli attacchi nella Striscia, riporta Axios.

10 agosto 2026

Teheran: patto della Mecca mostra consapevolezza che Usa sono fonte d’insicurezza

Per il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, la cooperazione militare tra Turchia, Arabia Saudita e Pakistan non rappresenta una minaccia per l’Iran. Per Teheran l’alleanza militare regionale riflette la crescente consapevolezza che gli Stati Uniti non possono garantire la sicurezza e sono essi stessi una fonte di insicurezza in Medio Oriente. Lo riporta Al Jazeera sul suo account X in inglese.

10 agosto 2026

Ben-Gvir: «Accordi nascondono inganni, Hamas e Hezbollah vanno annientati»

«L’unica risposta ai nostri nemici e a chi ci vuole male è la forza, la determinazione e la vittoria totale - senza accordi e senza pietà. Hamas e Hezbollah devono essere annientati fino all’ultimo, senza esitare e senza fermarci». Lo scrive su X il ministro della Sicurezza nazionale di Israele Itamar Ben-Gvir.

«Chi pensava che potessimo affidare la sicurezza dei nostri figli agli accordi e alle garanzie di chi ci circonda, questa mattina ha ricevuto uno schiaffo doloroso - aggiunge - dietro tutti questi accordi di principio si nascondono menzogne e inganni. Si tratta di accordi il cui scopo è quello di addormentarci in vista del prossimo attacco. Proprio per questo motivo abbiamo alzato la voce prima del 7 ottobre, proprio per questo ci siamo opposti a ogni accordo sconsiderato e a ogni tentativo di venderci «l’illusione della tranquillità».

Ben-Gvir si dice «orgoglioso delle riforme che abbiamo portato avanti nelle carceri di sicurezza: la festa dei terroristi è finita, non c’è alcuna pietà per gli assassini. Sono orgoglioso dell’operazione di distribuzione di armi su larga scala ai cittadini israeliani e della creazione di un’enorme forza di difesa composta da oltre 1.000 squadre di pronto intervento, oggi dispiegate in tutto il Paese. La sicurezza di Israele si baserà esclusivamente sulla forza di difesa ebraica, sui cittadini armati, su una polizia forte e su un Idf offensivo».

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10 agosto 2026

La guerra per immagini

Guerra in Medio Oriente - 10 agosto 2026

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La guerra in Medio Oriente - 10 agosto 2026

10 agosto 2026

Wsj: a Trump basterebbe riapertura Hormuz, rinuncerebbe ad accordo su nucleare

Il presidente americano Donald Trump sarebbe pronto a proclamare vittoria nella guerra contro l’Iran qualora lo Stretto di Hormuz venisse riaperto. Lo scrive Wall Street Journal, citando funzionari statunitensi, secondo cui Trump avrebbe affermato in privato che avrebbe rinunciato a firmare un accordo sul nucleare con Teheran.

Secondo quanto riportato, Trump è disposto a mostrare pazienza nei negoziati, soprattutto se il prezzo della benzina alle pompe negli Stati Uniti rimarrà stabile. Parlando con il Wall Street Journal, un funzionario della Casa Bianca ha affermato che gli Stati Uniti hanno raggiunto tutti i loro obiettivi militari in Iran e che ora il presidente si sta concentrando sulla sicurezza del transito del petrolio attraverso lo stretto.

Trump manterrà la prontezza militare per rispondere qualora l’Iran dovesse colpire navi nello Stretto. Secondo il giornale, Trump avrebbe affermato in privato che l’Iran non sarebbe in grado di ricostruire i suoi siti nucleari durante la sua presidenza, tre dei quali sono stati distrutti dagli Stati Uniti negli attacchi del giugno 2025. Trump avrebbe aggiunto che l’intelligence statunitense probabilmente intercetterebbe i tentativi di ricostruzione iraniani, e che il presidente è fiducioso che la minaccia di ulteriori attacchi possa fungere da deterrente.

Secondo quanto riferito da funzionari al giornale, è probabile che Trump estenda il cessate il fuoco a tempo indeterminato e revochi il blocco navale contro l’Iran qualora il traffico nello stretto riprenda e gli Stati Uniti mantengano la capacità di tenere bloccato il programma nucleare iraniano.

10 agosto 2026

Negoziati col Libano, Israele ha chiesto di trasferire le tombe ebraiche

Il quotidiano libanese Al-Akhbar, affiliato a Hezbollah, riporta che, nell’ambito dei negoziati tra Israele e Libano per un accordo permanente, Israele ha richiesto il trasferimento in Israele delle salme di ebrei sepolti nei cimiteri libanesi. La notizia è riportata dal Times of Israel.

Secondo il giornale, la parte israeliana ha indicato un gran numero di tombe ebraiche a Beirut e Sidone appartenenti a persone che hanno parenti attualmente residenti in Israele.

La questione sarebbe stata sollevata nel contesto dei colloqui sui prigionieri libanesi detenuti durante la guerra in Libano e attualmente reclusi in Israele, la cui liberazione è richiesta dal Libano.

Secondo il giornale, Israele ha proposto il trasferimento delle salme dal Libano nell’ambito di quello che ha definito un «accordo di scambio di prigionieri civili», che includerebbe il trasferimento delle salme e il rilascio di solo alcuni dei libanesi detenuti, escludendo gli affiliati di Hezbollah. La scorsa settimana, l’emittente televisiva saudita Asharq News ha riferito che i colloqui di Roma includevano un iter «legale» riguardante i prigionieri libanesi detenuti da Israele, distinto da quello dei militanti di Hezbollah arrestati.

10 agosto 2026

Funzionario Beirut nega nuovo imminente round negoziati con Israele

Una fonte diplomatica libanese, citata dall’agenzia iraniana Isna su Telegram, riporta che attualmente, non sono previsti nuovi round di negoziati tra il Libano e la parte israeliana nel mese prossimo. Se dovesse essere organizzato un nuovo round di negoziati, afferma ancora il funzionario di Beirut, è probabile che questi colloqui si svolgano dopo la fine dell’estate corrente.

10 agosto 2026

Libano: «Nuovi attacchi Israele nel sud, 3 città colpite»

L’agenzia di stampa statale libanese Nna, citata anche da Al-Jazeera, riferisce di tre attacchi israeliani avvenuti in diverse località del Libano meridionale. Il corrispondente della Nna ha riferito che Israele ha bombardato il villaggio di Kfar Tebnit, mentre la periferia della città di Nabatieh al-Fawqa è stata colpita da bombardamenti israeliani. Secondo la Nna, anche la città di Mansouri è stata colpita da Israele.

10 agosto 2026

Iran, Waltz: «Ai negoziati Teheran parla soprattutto di soldi»

L’Iran starebbe dando priorità alle questioni finanziarie nei contatti con gli Stati Uniti, in particolare allo sblocco dei propri asset congelati. Lo ha affermato l’ambasciatore statunitense alle Nazioni unite Mike Waltz, sostenendo che la pressione economica e il blocco imposto da Washington siano destinati a pesare sulle scelte di Teheran.

«Gli iraniani hanno più paura del segretario al Tesoro Scott Bessent che del segretario alla Guerra Pete Hegseth in questo momento», ha dichiarato Waltz a Fox News.

«Quando si siedono al tavolo con i nostri negoziatori parlano di soldi, soldi, soldi, perché possono assorbire i bombardamenti. Non gli importa delle loro forze armate», ha aggiunto.

Secondo Waltz, è questo il senso della strategia di pressione evocata dal presidente Donald Trump nei confronti dell’Iran.

«Questo, insieme al blocco, è ciò che alla fine porterà gli iraniani a muoversi», ha affermato.

Trump aveva in precedenza sostenuto che i negoziati con Teheran stessero procedendo a ritmo ridotto, mentre la situazione economica iraniana si starebbe deteriorando.

10 agosto 2026

Netanyahu boccia il piano di pace di Trump su Gaza

Israele ha bocciato il piano su Gaza annunciato dagli Usa e non intende ritirare l’Idf dalla Striscia «finché Hamas non sarà completamente disarmato», ha annunciato Netanyahu nella sua prima dichiarazione sulla roadmap in 15 punti presentata dal Board of Peace voluto da Trump. «Finché sarò primo ministro, non ci sarà alcuno Stato palestinese, né a Gaza né in Cisgiordania», ha tuonato il premier.

La Casa Bianca minimizza: non siamo preoccupati dalle parole di Bibi, comprendiamo le sue esigenze politiche. Il Jerusalem Post spiega: la scorsa settimana aveva promesso a Kushner che avrebbe dato una chance al piano, e l’Idf sta già rientrando verso la Linea Gialla. «Ci aspettiamo gli Stati Uniti facciano pressione su Netanyahu affinché rispetti la tabella di marcia e non ostacoli il processo per ragioni elettorali», è la reazione di Hamas.

Intanto in Iran è ancora giallo sulla salute di Khamenei, ma per i media locali nei giorni scorsi ha incontrato Pezeshkian: «Presto un video», promettono da Teheran.

In Yemen attacchi houthi hanno causato 7 morti, di cui tre civili.

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