Diplomazia

Groenlandia, Trump: potrei imporre dazi sui paesi non d’accordo

Il Regno unito sostiene l’idea di lanciare l’operazione Nato “Arctic Sentry” per rafforzare la presenza dell’Alleanza nell’Estremo Nord. Lo ha dichiarato la ministra degli Esteri britannica Yvette Cooper

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LE ROTTE ARTICHE

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Donald Trump non esclude la possibilità di poter imporre dazi sui paesi che non sono d’accordo sulla Groenlandia. “Potrei imporre dazi doganali ai paesi” per la Groenlandia, di cui “abbiamo bisogno per la sicurezza nazionale”, ha detto Trump.
Il presidente parlava delle minacce tariffarie come leva per garantire il prezzo dei farmaci della nazione più favorita prima di menzionare la Groenlandia. Definendosi il “tariff king’” il re delle tariffe, Trump ha quindi aggiunto che se l’amministrazione non vincesse alla Corte Suprema sui dazi sarebbe una “vergogna” per il paese.

«La Nato si sta occupando con noi della questione della Groenlandia. Abbiamo un disperato bisogno della Groenlandia per la sicurezza nazionale. Se non la otteniamo, avremo una lacuna nella sicurezza nazionale, per quanto riguarda le nostre attività relative alla difesa missilistica e a tutto il resto....Quindi sì, stiamo parlando con la Nato»: il tycoon ha risposto così ai reporter che gli chiedevano su un possibile ritiro degli Usa dalla Nato se l’Alleanza Atlantica non aiuterà Washington ad acquisire la Groenlandia.

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Intanto, il Regno Unito sostiene l’idea di lanciare l’operazione Nato “Arctic Sentry” per rafforzare la presenza dell’Alleanza atlantica nell’Estremo Nord. Lo ha dichiarato la ministra degli Esteri britannica Yvette Cooper in un’intervista a Politico durante una visita in Norvegia. «Vogliamo vedere un ruolo Nato più forte e che la Nato raddoppi davvero l’impegno sulla sicurezza artica, sviluppando questo approccio Arctic Sentry», ha affermato Cooper.

Secondo la ministra, un’operazione sul modello di Baltic Sentry ed Eastern Sentry dovrebbe coprire “l’intero Alto Nord”, includendo Groenlandia, Islanda, Finlandia e le rotte marittime della regione. Cooper non ha escluso neppure la possibilità di esercitazioni Nato in Groenlandia.

Metsola: mantenere la calma e ribadire principi di sovranità

“Rimaniamo calmi, razionali e pragmatici”. Lo ha dichiarato la presidente dell’Europarlamento Roberta Metsola in conferenza stampa a Vienna con il cancelliere austriaco Christian Stocker, sulla questione Groenlandia e le mire degli Stati Uniti. “Il principio è che nulla verrà deciso senza la Danimarca e la Groenlandia”, ha spiegato Metsola, citata dai media austriaci, aggiungendo che il Parlamento europeo affronterà la situazione attuale “la prossima settimana”. “I principi di integrità territoriale e sovranità saranno ribaditi”, ha dichiarato.

Berlino: integrità territoriale principio non negoziabile

La Germania non vede al momento “alcun indizio” di una possibile violazione del diritto internazionale in relazione alla Groenlandia. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul nel corso della conferenza stampa congiunta con l’omologa austriaca Beate Meinl-Reisinger a Berlino, accogliendo con favore l’annuncio di un dialogo tra gli Stati Uniti da un lato e il Regno di Danimarca e la Groenlandia dall’altro sul futuro dell’isola.

Il capo della diplomazia tedesca ha riconosciuto che nell’Artico stanno emergendo “nuovi rischi per la sicurezza”, ribadendo la disponibilità della Germania ad assumersi maggiori responsabilità nella regione. In questo quadro si inserisce anche l’invio di una missione di ricognizione in Groenlandia, che dimostra come Berlino sia “pronta a farsi carico di responsabilità in materia di sicurezza”. “Le minacce che affrontiamo non possono essere respinte da singoli Paesi”, ha spiegato Wadephul, precisando che “né gli Stati Uniti, né la Groenlandia o la Danimarca da soli, ma solo l’Alleanza nel suo insieme” possono garantire la sicurezza comune. Questo approccio, ha aggiunto, riflette anche lo spirito dei colloqui avuti durante la sua recente visita a Washington: “Sono fiducioso che arriveremo a risultati condivisi e che questo contribuirà alla sicurezza”. Il ministro ha infine ribadito che “sono i groenlandesi a decidere cosa accade alla Groenlandia”, una questione che rientra “in ultima istanza nella sovranità territoriale del Regno di Danimarca”.

Concetto ribadito anche dal ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius, intervenendo al Bundestag: «L’integrità territoriale e la sovranità sono principi fondamentali e non negoziabili del nostro ordine internazionale. Le modifiche territoriali ottenute con la forza non hanno alcuna legittimità dal punto di vista del diritto internazionale». Il ministro ha poi ribadito nuovamente la strategia del governo federale di investire nelle forze armate per rafforzare il piano europeo della Nato, perché “essa possa restare transatlantica”, e ha ricordato l’impegno tedesco in particolare sul fronte orientale dell’Alleanza.

Sostegno della Norvegia

All’idea britannica ha espresso sostegno il ministro degli Esteri norvegese Espen Barth Eide. «In realtà è una vecchia idea norvegese, non con questo nome, ma quella di una cooperazione sull’Artico in ambito Nato», ha detto al quotidiano. Eide ha osservato che paesi in passato meno interessati alla regione stanno mostrando un’attenzione crescente, definendolo «un fatto positivo», e ha sottolineato che la Nato è la sede naturale per la cooperazione militare di fronte alle sfide emergenti.

Inviato Usa: possibile viaggio in Danimarca a marzo, troveremo accordo

L’inviato speciale del presidente degli Stati Uniti per la Groenlandia Jeff Landry ha dichiarato a FoxNews che prevede di visitare il territorio danese a marzo e che crede si possa raggiungere un accordo. Il presidente Trump “è serio, penso che abbia tracciato i punti chiave. Ha detto alla Danimarca cosa sta cercando, e ora si tratta di fare in modo che il segretario di Stato Rubio e il vice presidente JD Vance raggiungano un accordo”, ha spiegato.

Rutte riceve lunedì i ministri di Danimarca e Groenlandia a Bruxelles

Il segretario generale della Nato, Mark Rutte, riceverà lunedì a Bruxelles il ministro della Difesa danese, Troels Lund Poulsen, e la ministra degli Esteri della Groenlandia Vivian Motzfeldt. Lo conferma l’Alleanza atlantica dopo l’annuncio diffuso da Copenaghen la settimana scorsa, specificando che non sono previsti appuntamenti con la stampa.

Smentita la ricostruzione di Trump

Il capo della diplomazia norvegese ha inoltre respinto le affermazioni del presidente degli Stati uniti Donald Trump secondo cui Russia e Cina sarebbero particolarmente attive attorno alla Groenlandia. Trump ha più volte sostenuto che l’isola dovrebbe entrare a far parte degli Stati uniti, citandone l’importanza strategica per la sicurezza nazionale e per la difesa del cosiddetto mondo libero da Pechino e Mosca.

Cremlino: «Per noi la Groenlandia è parte del Regno di Danimarca»

Il portavoce presidenziale russo Dmitri Peskov ha affermato che «la Russia, insieme al resto del mondo, osserverà l’evoluzione della situazione inusuale intorno alla Groenlandia» aggiungendo che «la Russia parte dal presupposto che la Groenlandia sia territorio del Regno danese». «La situazione è insolita, direi addirittura straordinaria dal punto di vista del diritto internazionale», ha affermato Peskov, citato dall’agenzia Tass osservando che Donald Trump ha affermato «che il diritto internazionale non rappresenta per lui alcuna priorità».

«Noi, insieme al resto del mondo, osserveremo quale sarà questa traiettoria», ha concluso.

Delegazione Congresso Usa a Copenaghen

Sul fronte diplomatico, la premier danese Mette Frederiksen riceverà oggi a Copenaghen una delegazione del Congresso degli Stati Uniti. Anche il Primo Ministro groenlandese Jens-Frederik Nielsen parteciperà all’incontro, secondo quanto annunciato da una portavoce di Frederiksen. La delegazione sarà guidata dal senatore democratico Chris Coons. Oltre a diversi parlamentari e senatori democratici, saranno presenti anche due membri del Partito Repubblicano di Trump. Secondo Coons, i membri del Congresso intendono discutere di “rafforzamento della sicurezza nell’Artico e consolidamento delle relazioni commerciali” con i loro ospiti danesi.

Parroco Nuuk: «Groenlandia non diventi campo di battaglia»

«Rispetto a qualche giorno fa, l’atmosfera è diventata più seria. La gente è ancora calma, ma c’è una maggiore consapevolezza che la situazione non è più teorica. La presenza di forze militari rende le tensioni globali più vicine alla vita quotidiana». Al Sir, l’agenzia dei vescovi, padre Tomaž Majcen, francescano conventuale parroco di Nuuk, descrive così il clima che si respira in città dopo che il governo ha annunciato di aver aumentato il contingente militare «dentro e intorno» l’isola in preparazione di esercitazioni congiunte con la Danimarca e altri alleati della Nato, incentrate sulla sicurezza artica. Inoltre, quasi tutti i Paesi “artici” dell’Europa si stanno preparando a mandare truppe in difesa dell’isola dei ghiacci. Svezia, Norvegia, Germania e anche la Francia hanno deciso di raccogliere l’appello della Danimarca inviando militari per difendere Nuuk.

«I groenlandesi - spiega il parroco nella Capitale -, ne parlano a bassa voce, spesso con preoccupazione piuttosto che con rabbia» e «molti esprimono lo stesso pensiero che sento ripetere più spesso: vogliamo vivere in pace e non diventare un campo di battaglia strategico».

Inviato di Trump in Groenlandia a marzo

Jeff Landry, l’inviato speciale di Donald Trump per la Groenlandia, visiterà l’isola nell’Artico in marzo. Lo ha detto lo stesso Laundry a Fox, ribadendo che Trump è “serio” sulla Groenlandia e che un accordo potrebbe essere raggiunto.

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