La ricerca

Grandi eventi, l’Italia è terza in Europa e cresce dell’8%

Studio Fondazione Fiera Milano: il capoluogo lombardo primo per eventi di economia e scienze. Nel nostro Paese 397 appuntamenti, il 13% del totale

di Giovanna Mancini

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Alla vigilia di uno dei più grandi eventi che un Paese possa ospitare - le Olimpiadi invernali che avranno inizio venerdì - uno studio di Fondazione Fiera Milano e Aseri (Alta scuola di economia e relazioni internazionali dell’Università Cattolica) conferma la centralità dell’Italia, e in particolare della città di Milano, nel settore dei grandi eventi. Con 397 appuntamenti registrati nel 2024, il nostro Paese concentra il 13% dei 3.057 grandi eventi associativi o corporate registrati in Europa, guadagnandosi il terzo posto, dietro Germania e Francia, e registrando un aumento dell’8% rispetto al 2023.

Milano, in particolare, con 90 eventi rilevati nel 2024 è terza tra le città, alle spalle di Londra e Parigi, ma detiene il primato per numero di eventi in tre segmenti: Economics, Management e Science. Roma è al settimo posto per attrattività, con 57 eventi, e guadagna il podio nei settori Science (secondo posto) e Medical Science (terzo posto).

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Il settore in Europa

Il Rapporto «L’Europa dei grandi eventi associativi e corporate 2025» prende in considerazione i grandi eventi associativi e corporate con almeno mille partecipanti, in presenza o in formato ibrido, e testimonia lo stato di salute del settore europeo, che concentra il 57% del settore a livello mondiale e ha registrato nel 2024 un incremento del 7% rispetto al 2023 e del 17% rispetto al 2019, con una netta crescita dunque rispetto al periodo pre-pandemia. Si tratta di un settore molto concentrato: l’88% degli eventi si sono tenuti in 15 Paesi e appena nove città hanno ospitato 963 appuntamenti, con una media di 107 ciascuna.

Il 62% degli eventi è ospitato all’interno di centri congressi e sedi fieristico-congressuali, mentre gli hotel ne accolgono il 9%. Per quanto riguarda i contenuti, gli eventi corporate si concentrano prevalentemente sui settori della tecnologia (31%) e del commercio (28%). Gli eventi non corporate, invece, affrontano soprattutto tematiche mediche (34%) o riconducibili alle scienze umane (16%). In media, solo il 17% degli eventi corporate presenta una rotazione a livello europeo o mondiale, mentre per gli eventi non corporate tale incidenza risulta più elevata, attestandosi al 26%.

Milano e la Lombardia capofila

«Milano, la Lombardia e l’Italia hanno un ruolo centrale in Europa in questo settore - ha detto Giovanni Bozzetti, presidente di Fondazione Fiera -. Ma possiamo fare di meglio: abbiamo tutte le carte in regola per superare Germania e Francia. Per riuscirci dobbiamo però lavorare in una logica di sistema, mettendo in connessione istituzioni, imprese, università e centri di ricerca. In questo senso, Fondazione Fiera Milano svolge un ruolo strategico perché non si limita a creare spazi, ma costruisce ecosistemi capaci di generare sviluppo». Perché la cosiddetta «Meeting Industry» è una vera e propria «infrastruttura abilitante», che non solo genera ricchezza per il territorio, ma promuove inoltre conoscenza e innovazione, aggiunge Bozzetti.

Anche la ministra del Turismo, Daniela Santanchè, intervenendo alla presentazione della ricerca, ha ribadito l’importanza dell’industria dei congressi e dei grandi eventi come acceleratori per l’economia e per le infrastrutture, ma anche come leve strategiche per destagionalizzare il turismo e promuovere un turismo di qualità. Parlando delle olimpiadi Milano-Cortina, la ministra ha aggiunto: «Da qui ai prossimi tre anni abbiamo stimato una ricaduta economica di oltre 5 miliardi di euro per il Paese, oltre ai posti di lavoro che sono stati e saranno creati. Inoltre, è la prima volta che in Italia i Giochi avvengono in maniera diffusa e questo segue la linea e la visione del governo sul turismo».

Acceleratori di sviluppo economico e cultura

La capacità dunque di attrarre questi eventi - e di farli tornare con continuità - è strategica per lo sviluppo del Paese, per la sua crescita non solo economica, ma anche culturale e sociale, e per lo sviluppo di nuove competenze, oltre che per il rafforzamento della sua «brand awarness» e della sua immagine di affidabilità. Lo hanno ribadito, nei loro interventi, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e l’assessora allo Sviluppo economico e alle Politiche del lavoro del Comune di Milano, Alessia Cappello, che hanno sottolineato inoltre la necessità della collaborazione tra pubblico e privato - di cui Milano e la Lombardia sono esempio virtuoso in Italia - e di fare squadra tra attori diversi e di diverso colore politico: è così che le Olimpiadi invernali sono state assegnate al nostro Paese.

«Fiere e grandi eventi sono un’infrastruttura strategica per l’industria al pari delle infrastrutture fisiche e digitali - ha aggiunto Alvise Biffi, presidente di Assolombarda -. Non è solo l’evento in sé a generare valore, ma tutto quello che lo precede e quello che ne segue. La Lombardia è la prima regione italiana per spesa turistica internazionale, con circa 10 miliardi di euro e una crescita del 10% rispetto al 2019, mentre a Milano il 65% dei turisti arriva dall’estero. Questi numeri nascono da un ecosistema economico e produttivo che rende la Lombardia un’area di eventi, cultura e turismo, oltre che l’area con la maggiore concentrazione industriale d’Europa. I grandi eventi qui trovano contenuti reali: trovano imprese, filiere e competenze che portano innovazione».

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