Economia Digitale

Google punta sull’Italia dell’AI: 100mila licenze gratuite e soldi alla ricerca

Il gigante tech investe su formazione e università. Ma il vero obiettivo è preparare il terreno per un mercato che potrebbe valere l’8% del PIL

di Marco Trabucchi

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In Italia la domanda non è più “Cos’è l’intelligenza artificiale?”, ma “Come posso usarla?”. Secondo i dati di Google Trends, questa ricerca è raddoppiata negli ultimi due anni, segnalando un cambio di passo nella percezione della tecnologia. E proprio su questo terreno fertile Google annuncia una strategia articolata di investimenti per sostenere competenze, ricerca e innovazione nel nostro Paese.

Una strategia che si affianca a progetti già avviati, come IA per il Made in Italy che mira a ridurre il digital divide tra le piccole e medie imprese, storicamente più lente nell’adottare tecnologie avanzate, attraverso programmi di formazione specifici, consulenze personalizzate e un fondo di 1 milione di euro destinato a comunità e lavoratori vulnerabili.

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L’ambizione è trasformare un potenziale economico rilevante in crescita concreta: secondo uno studio commissionato dalla stessa Google, l’adozione diffusa dell’AI potrebbe generare un incremento dell’8% sul PIL annuo italiano. Ma per arrivarci, serve affinare le competenze, una condizione necessaria per sfruttare appieno le opportunità economiche e sociali della tecnologia. Ed è qui che si innesta il piano annunciato dalla country manager Melissa Ferretti Peretti.

Formazione su larga scala

Al centro del piano c’è l’accesso alle competenze. Google ha messo a disposizione 100.000 licenze gratuite per corsi sull’IA sulla piattaforma globale Coursera, distribuite tramite università e partner strategici come la Luiss, il Campus Bio-Medico di Roma e altri atenei e istituzioni.

I corsi spaziano da moduli base come Google AI Essentials e Google Prompting Essentials fino a percorsi pensati per chi cerca lavoro o desidera riqualificarsi professionalmente in un mercato che già richiede sempre più competenze digitali specialistiche. Al termine dei corsi, i partecipanti ottengono certificazioni ufficiali Google, un elemento che potrebbe facilitare la transizione verso occupazioni più qualificate.

“La collaborazione con Google rafforza la missione di ridurre la distanza tra università e impresa”, spiega Roberto Setola, presidente del Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria dei Sistemi Intelligenti al Campus Bio-Medico. “L’accesso ai corsi consente di sviluppare competenze immediatamente spendibili, formando studenti pronti a diventare ambassador dell’innovazione e supportando professionisti in percorsi concreti di upskilling e reskilling”.

La formazione non si limita al mondo accademico e professionale ma tocca anche la scuola: tramite il programma Experience AI, nato in collaborazione con la Raspberry Pi Foundation e Google DeepMind, Google e partner locali come la Fondazione Mondo Digitale formeranno 7.000 insegnanti per raggiungere oltre 140.000 studenti. L’obiettivo è duplice: sviluppare competenze tecniche di base ma soprattutto alimentare spirito critico e uso responsabile delle tecnologie tra le nuove generazioni.

Ricerca universitaria, quattro centri d’eccellenza

Un altro asse fondamentale dell’iniziativa riguarda la ricerca scientifica applicata. Attraverso Google.org, il braccio filantropico dell’azienda, quattro centri d’eccellenza italiani, tra cui il Politecnico di Milano, il Politecnico di Torino, l’Università Cattolica del Sacro Cuore e l’Università di Catania, riceveranno supporto per sviluppare progetti di AI con impatto diretto su settori come la salute, la scienza dei dati e l’innovazione industriale. Questo non solo rafforza il legame tra università e impresa, ma contribuisce a colmare un gap di investimenti in ricerca che da anni penalizza la competitività italiana rispetto ai principali partner europei.

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