Gli eventi per la giornata internazionale del caffè
di Maria Teresa Manuelli
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Si celebra il primo ottobre la Giornata Internazionale del Caffè, giunta alla quarta edizione ed organizzata dall'Ico (International Coffee Organization). Tema di quest'anno “Le donne nel settore del caffè”.
Secondo statistiche Fao, infatti, le donne rappresentano il 43% della forza lavoro in agricoltura e svolgono un ruolo importante come contadine, braccianti e imprenditrici. Studi recenti indicano che il 25-35% delle piantagioni di caffè sono gestite da donne. Ciononostante, osserva l'Ico, le donne devono combattere ancora contro abusi, povertà e una situazione di subalternità rispetto all'uomo. Le produttrici hanno rendimenti e redditi inferiori a causa di limitazioni di accesso alla proprietà fondiaria, al credito, ai mercati, alle tecnologia, alle sementi, all'acqua, alla formazione, e ad altri servizi. Ridurre questo divario porterà benefici economici più ampi, un maggior benessere per le comunità rurali e una migliore produttività, che contribuirà, a sua volta, a far fronte alla crescente domanda di caffè.
Il consumo italiano, cosa e dove si beve
Una ricorrenza rilevante anche e soprattutto per il nostro Paese, dove il caffè non è solo una bevanda, è un rito, quasi un culto. Il 95% lo beve abitualmente, secondo l'ultimo Osservatorio Social Monitoring di Nomisma. La spesa annua pro-capite in caffè è pari a 259,40 euro, considerando il consumo a casa e fuori casa.
Il 92% lo beve tra le mura domestiche, prediligendo il caffè in polvere (53%) e in cialde o capsule (37%), sulla base di scelte fatte in funzione di gusto e aroma (53%), della notorietà della marca (19%), mentre meno rilevante risulta la variabile prezzo, driver di scelta solo per il 15% di chi consuma caffè espresso a casa). Il 72% degli intervistati ha citato il bar tra i luoghi di consumo più importanti, seguiti dal posto di lavoro (48%).
I migliori bar d’Italia
A fotografare il consumo della tazzina al banco nella nostra Penisola è anche l'edizione 2019 della guida “Bar d'Italia” del Gambero Rosso. Secondo la guida la cultura del caffè è in crescita con il cliente che sceglie il blend e il tipo di estrazione preferita a tutto vantaggio della qualità complessiva. Migliora inoltre - spiegano dal Gambero Rosso - anche l'offerta a “contorno” grazie a un pubblico attento a ogni dettaglio che favorisce una proposta salutistica fatta di pane e marmellata home made, yogurt, estratti e centrifughe e ciambelloni della “nonna”. Livelli sempre più alti di offerta, come hanno dimostrato anche i 18 finalisti che lo scorso 25 settembre a Roma si sono disputati il premio di miglior Bar d'Italia (vinto da La Pasqualina di Almenno San Bartolomeo in provincia di Bergamo): sempre più attenti alle materie prime, con una proposta salata assai vasta e l'ambizione di chiudere virtuosamente la filiera.




